IGIENE PSICOSOMATICA Le contratture e i mal di schiena (3)

1 agosto 2010

Credo che sia ormai chiaro che solo di un fatto meccanico non si tratta quando si parla di “mal di schiena”.

Di un fatto meccanico generato da abitudini e posture sbagliate in cui tra l’altro l’attività cerebrale c’entra ben poco.

Errore.

State pur tranquilli che se volete insistere a tenere posture sbagliate il vostro cervello farà di tutto per farvele mantenere in automatico anche quando passeggiando sul bagnasciuga gonfierete il peloso petto tirando indietro la panza in vista di una bella sventola.

E i nodi, prima o poi verranno al pettine, con relativi dolori e disturbi.

Vedete, i granchi non possono soffrire di mal di schiena perché loro sono muniti di esoscheletro, ovverosia i muscoli che li fanno muovere risiedono all’interno del guscio dello scheletro, appunto, e compiono movimenti obbligati che trovano ostacolo solo nella cablatura degli ingranaggi delle congiunzioni ossee, quelle delle gambe con le chele sono l’esempio classico.

La nostra povera colonna vertebrale invece è “libera” nei movimenti (i suoi componenti ossei non sono in stretto contatto articolare gli uni con gli altri perché separati dai dischi intervertebrali)

Libera però come un tiro a 24×2 cavalli (i muscoli) che tirano ognuno dalla propria parte se non li si tiene sotto adeguato controllo.

E se il comando di tirar di più da una parte è continuativo e ormai abituale, come quando il gatto non c’è, i topi ballano e ognuno fa quel che vuole, ad esempio quando in posizione seduta siamo stanchi ed iniziamo a rilasciarci appoggiandoci non più sulle ossa del bacino ma deviamo il peso su qualche curva della colonna vertebrale caricandola negativamente di un peso imprevisto, e lasciamo che il nostro cervello si disinteressi del problema e continui a lavorare in automatico su altre cose, dato che anche i muscoli possiedono una “memoria” autonoma, loro tenderanno  a mantenere gli ordini iniziali di rilassamento momentaneo impartiti dalla materia grigia, anzi “tireranno” sempre di più da quella parte (sbagliata) oppure rimarranno rilassati senza richiamare la colonna vertebrale nella posizione più congrua.

Beati i serpenti che utilizzano la muscolatura della colonna vertebrale per muoversi in ogni senso con una elasticità ed una capacità di scatto che derivano dal continuo uso ed allenamento.

Come la schiena della povera sartina chinata sulla macchina da cucire….vero?

Quando i nostri avi camminavano a 4 zampe, la schiena rappresentava la protezione naturale e gli stessi movimenti necessari alla deambulazione trovavano nella muscolatura della schiena l’indispensabile spunto di energia per le gambe.

Come i ciclisti professionisti che pedalano con la forza della schiena prima ancora che con le gambe!

Anche se siamo siamo convinti di fare sforzo solo con gli arti di deambulazione mentre è la schiena che tira come una disperata.

Poi, attraverso i millenni, abbiamo scoperto la posizione eretta ma la muscolatura della schiena è rimasta preponderante sia per la struttura muscolare sia per la sua forza di molto superiore rispetto a quella del petto.

Basterebbe osservare e comparare su di una tavola anatomica la distribuzione delle fasce muscolari.

Quindi … perché se la schiena è così forte e il torace è più debole il nostro problema è sempre focalizzato di dietro sul mal di schiena?

E’ una vita che lo sto ripetendo e non sempre riesco a farlo capire, la colpa di tutto risiede solo nel cattivo uso che noi facciamo della nostra schiena, basterebbe farne un uso “giusto”, e soprattutto trovare velocemente dei rimedi non appena emergono i primi campanelli di allarme, veri ambasciatori di seri problemi a breve scadenza.

Qualsiasi essere vivente, se toccato senza preavviso si ritrae subito istintivamente: la nostra schiena si comporta localmente ai vari stimoli statici e dinamici né più né meno di una lumachina che ritrae i cornini, solo che se le dislocazioni intervertebrali diventano ripetitivamente eccesive nelle posture oltre che nei movimenti, soprattutto quelli “a freddo”, la struttura della colonna vertebrale comincia ad accusare pressioni, stiramenti, dislocazioni, torsioni anormali e non previste dalla sua natura programmata e allora comincia a ribellarsi.

Anche se subdolamente accetta posture sbagliate ma ripetute nel tempo, cosa che le dà l’illusione che si tratti di posture normali, comode e facili da accettare.

Ma accettare questa situazione significa “sballare” gli equilibri interni del sistema muscolare e scheletrico.

Poi, come già ho insistito nella prima parte, si aggiunge in modo determinante e spesso molto difficilmente risolvibile anche il problema del peso corporeo eccessivo di molte persone obese perché non si può pretendere che schiacciando violentemente tra due dischi rigidi un disco molle questo non venga compresso e deteriorato con tutte le conseguenze del caso.

Altro che funzione ammortizzatrice!

Figurarsi se oltre a venire schiacciato viene anche torto o pizzicato sui bordi!

In quella zona poi così ricca di terminazioni nervose più che sensibili!

In tutta questa sarabanda di cause ed effetti non abbiamo ancora però parlato di una cosa importantissima: il nostro corpo riesce a rimanere in posizione eretta grazie ad un complicato sistema di leve ossa-muscoli in cui alcuni di essi, a partire dal massetere dislocato all’altezza della mandibola, gestiscono gli equilibri delle forze che ci tengono diritti in piedi con rapporti di equilibrio avanti-indietro e destra-sinistra assolutamente essenziali.

Qui si apre un discorso molto importante che riguarda la Gnatologia e tutte le sue teorie (totalmente dimostrate) degli stimoli di partenza di tutte quelle contratture, a partire dalla “masticazione” che sempre più spesso presenta caratteristiche anomale e che finiranno per ingenerare grossi problemi dalla testa ai piedi, ma io non sono un medico e non mi posso permettere di approfondire l’argomento, anche se ho lavorato per lustri a fianco di noti competenti nel ramo.

I muscoli creano con i loro punti di attacco tendineo sullo scheletro una “gabbia” elastica in cui ad ogni azione corrisponde una reazione mantenendo quell’equilibrio di forze senza di cui ogni arto e tutto il nostro organismo si comporterebbero come l’arco liberato di una balestra, potentissimo ma ora inerte, privo di tensioni e quindi inutile.

Se questi muscoli vengono “istruiti” adeguatamente correggendo posture sbagliate, e rispettando le giuste posizioni in cui devono essere utilizzati, non caricando eccessivamente gli arti nel compiere sforzi ed insegnandogli le proiezioni da rispettare (pensate al macellaio che si carica sulle spalle una mezzena di bue apparentemente senza il minimo sforzo! ed è vero!) ricordandosi che come in ogni meccanismo superiore è sempre indispensabile un preriscaldamento dei suoi componenti prima di effettuare qualsiasi sforzo, soprattutto quelli anomali, e mantenendo tutte quelle cautele che non significano assolutamente dover passare tutta la propria vita stravaccati in poltrona, anzi!, solo allora ci si potrà tranquillamente smettere di preoccuparsi se alzare mezzo kg. in più potrà poi dover significare una settimana di “colpo della strega” ed oltre.

Pensate che quando un organismo “avverte” che esistono delle incongruenze tra parte destra e sinistra del corpo a cui appartiene, a monte di tutte le compensazioni che mette in atto e che noi possiamo tranquillamente osservare anche da profani, è persino in grado di accorciare una gamba rispetto all’altra.

Se per caso andate in chiesa la domenica mattina vi sarà possibile osservare uno spettacolo che ha dell’assurdo: osservate le spalle della gente che sta davanti a voi e fate la conta di quelli che le tengono diritte …

Sarà uno shock, credetemi, non una eccezione che confermi la regola!

Maschietti incravattati ed in tiro per la festa, donne su trampoli e tacchi alti a volontà … e schiene contratte ed innaturali.

Una spalla su e una giù, una chiappa su e una giù …

Nella prossima puntata parleremo di come almeno tamponare questa situazione e di un altro lato spesso sottovalutato dei mal di schiena.

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