L’IGIENE MENTALE DI UN FELINO DOC

26 gennaio 2012

   Tra i vari animali che mi onorano della loro compagnia affettuosa, c’è un gatto di nome Camillo, Certosino purosangue, più di dieci chili di animale ma niente grasso, tutti muscoli, sapete, di quelli tutti grigi a pelo corto, che rispetto ad altri come “la Mammina” di razza Selvaggia Svedese, o Saro, rosso tigrato come un coniglio toscano e tutto il resto dello Zoo, lui ha una caratteristica che lo contraddistingue: stranamente, contro Natura direi, vuole bene più a me che al territorio dove vive e non perde occasione per dimostrarmelo, seguendomi come un cagnolino appena mi vede spuntare al suo orizzonte.

   Lui non miagola come i suoi simili, ma emette strani suoni che cercano di emulare il suono dell’impianto di allarme di casa nostra ma non quello delle sirene in esterno, quello degli avvisatori acustici posti all’interno ed attivabili anche solo per le ore notturne, un suono stridulo e penetrante.

   E’ una cosa terribilmente ridicola e probabilmente trae le sue origini da quando, ancora cuccioletto, non visto, si era nascosto in casa in occasione di una nostra uscita della durata di una settimana e muovendosi all’interno durante questo periodo di isolamento totale, ha fatto partire gli avvisatori a microonde del sistema almeno per una quarantina di volte con grande gioia di tutto il vicinato.

   Praticamente è un gatto che non sa miagolare ma emette questi versi lancinanti che ricordano gli squittii di certi giochini elettronici, e che, personalmente, mi fanno solo ridere.

   Poi, quando di notte si mette di guardia in giardino ed arriva dall’esterno qualche suo collega felino intruso con la complicità dell’oscurità, o anche quando è luna piena e “Mammina” che è proprio una bestiola stupenda, se ne va in giro scodinzolando col culo sollevato per aria più del solito, quello che esce dalle sue corde vocali, sembra più una sequenza di ruggiti nella savana che il verso di un gatto domestico.

   Con me si dimostra disponibile anche a farsi fare ogni tipo di scherzo o dispetto, mi rimane sempre attaccato o strusciandomisi addosso ed emettendo il suo ron-ron e al massimo mi rivolge uno sguardo che vuol solo dire: … perché mi vuoi torturare?…

   Con il resto del mondo è una belva, ultimamente gli ho dovuto anche ricucire un orecchio strappato a metà durante una delle sue solite guerre e sapeste che casino arrivare a dare anche l’ultimo punto di seta.

   Poi, quando ho finito, ha smesso di ringhiare e di agitarsi e mi si è addormentato in braccio.

   Camillo.

   Camillo non chiede nulla da me, non si aspetta nulla tranne qualche grattatina distratta sulla testa, ed è una “presenza” fedele.

   Incredibile.

   Solo i miei nipotini, soprattutto la femminuccia, riescono ad avvicinarlo, loro, e lo prendono in braccio, ma con fatica, per il peso, e me lo portano in casa anche se mia moglie non vuole.

   Appena dentro, lui molla la nipotaglia e mi viene a cercare e non mi molla sinché non lo sbatto fuori perché non posso certo stargli addietro più di tanto anche se gli voglio veramente bene, e lui, il porcello lo sa e restituisce senza porgere il conto.

   Dicono che i gatti sono traditori: possibile che si siano sbagliati confondendo i gatti con gli uomini?

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