Come uscire dalle coliche renali.

20 novembre 2009

Dicono che nella vita bisogna provar di tutto, allora io ho provato a non farmi mancare nemmeno le coliche renali.

Poi ho capito che avrei fatto meglio a farne a meno ma, scherzi a parte, se ti capita è meglio esser preparati qualora dovessero arrivare, almeno riconoscendone i molteplici sintomi in arrivo, sempre differenti e mai manifestatamente chiari, che ti possono consentire di preparare il piano di battaglia.

Sapeste quante coliche renali sono state scambiate per un mal di schiena, di solito localizzato nella zona dell’osso sacro e quindi curate come fosse artrosi…

Strani sensi di nausea con vomiti improvvisi e senza il minimo dolore oppure fitte acute agli organi genitali….e altro.

Sarebbe però molto meglio prevenire il problema oltre che informarsi su cosa ci si può aspettare per non dover ridursi a pensare, quando ti capita, e quasi con diritto visto il male assurdo che si prova, che Cristo in croce è sceso a terra per lasciarti il posto.

I nostri reni sono degli organi straordinari, capaci di filtrare quotidianamente 180 litri del nostro sangue, per depurarlo.

Chiaramente circa l’80% del filtrato viene riassorbita, ma attenzione, questo non è un dato da poco, perchè proprio in esso consiste il mantenimento del giusto equilibrio umorale del nostro organismo intero!

Quindi, se i nostri reni funzionano correttamente, e non si creano accumuli di sostanze di rifiuto che poi si conglomerano e diventano i “famosi” calcoli, oppure la dolorosissima renella, la nostra pressione arteriosa mantiene i giusti livelli e tutte le altre funzioni che richiederebbero l’intervento di un medico per spiegarvele correttamente tutte, vengono svolte con regolarità e senza il minimo stress organico.

Cosa che invece succede quando un calcolo si forma all’interno dei reni, acquista massa e poi non ce la fa più ad essere espulso normalmente via uretere e vescica urinaria e si comporta come un aereo che per andare da Bologna a Firenze deve per forza attraversare le gallerie dell’Autosole…

Come vedete, queste quattro righe non hanno la pretesa di darvi spiegazioni scientifiche a livello di docente universitario, anzi!, mi accontento solo di focalizzare la vostra attenzione su questi organi così tanto responsabili di un’enorme fetta del nostro benessere.

Aggiungerò solo una cosa, che cioè il buon Dio, che ha creato le mosche per mettere a dura prova la pazienza degli uomini, se avesse programmato le vie di escrezione dei reni (gli ureteri) con soluzioni anatomiche meno tortuose al solo sicuro fine di punirci dei nostri peccati, forse, potrebbe aspettarsi qualche preghiera di ringraziamento in più.

Vent’anni fa, mi trovavo in una clinica universitaria con un luminare in Urologia dell’Università di Pavia, per organizzare delle riprese video a circuito chiuso che avrei dovuto realizzare in due congressi di Andrologia prima a Melegnano (Lodi) a poi a Magenta, di lì a pochi giorni.

Era primavera, stavo veramente benissimo e mi stavo godendo la piacevole passerella in reparto di una indovinatissima serie di infermiere ben scelte, tutte brave, carine e impegnatissime ma gentili, quando improvvisamente ho sentito come un chiodo da carpentiere infilarmisi nel fianco destro.

Un dolore sconvolgente, da non riuscire nemmeno a respirare.

In quel momento arrivò il professore, mi vide grigio in volto, con le spalle schiacciate contro al muro nel tentativo di rimanere in piedi, mi guardò negli occhi scuotendo il capo e mi ricoverò seduta stante: colica renale, la prima della mia vita e senza averne mai avuto il minimo preavviso.

Ragazzi, il primo amore non si scorda mai, che inferno per una settimana intera!

Durante i sette giorni di ricovero, una volta, quando nel corso di una notte particolarmente dolorosa, mi dimenavo aggrappandomi disperatamente alla testata del letto di alluminio massiccio in cui mi avevano infilato, mi rimase in mano la testata intera, il letto improvvisamente si sfasciò aprendosi in due e dovettero sostituirlo.

Un’altra volta i dolori erano tali che io, mugolando con la voce strozzata e dimenandomi ero finito per terra e non so proprio come, nel buio, sotto al letto.

A non aver quel problema ci sarebbe stato da sbellicarsi dalle risate a veder correre avanti e indietro le infermiere che nel pieno della notte sentivano lamenti, rantolii che non capivano da dove provenissero, io non ero più nel mio letto, ero scomparso e mi cercavano per tutto il reparto come formichine impazzite senza riuscire a capire dove ero andato a finire…

Furono estremamente efficienti nel curarmi, sinchè il maledetto calcolo  si decise ad non uscirsene per conto suo ma sollecitato in mille modi senza ricorrere alla litotriturazione

Però purtroppo ormai i miei reni avevano deciso di rifiutare un qualcosa che non sarebbe stato semplice scoprire nel tempo, e gli effetti negativi non avrebbero tardato a farsi sentire.

Dopo due settimane dovevo esser pronto e ben attivo dietro la telecamera a filmare i loro interventi….

Ma almeno tutto filò liscio, durante le riprese.

Sembrava tutto finito, già mi illudevo, sinchè a distanza di qualche tempo le coliche cominciarono a presentarsi sempre più violente e in successione sempre più veloce.

La pressione arteriosa intanto era andata alle stelle e cominciava per me un lungo calvario di pillole, esami, controlli, senza contare che era diventato veramente problematico il poter pianificare anche a breve degli spostamenti per i lavori in esterno.

A causa dell’ipertensione che si era instaurata nel mio organismo, ero destinato anche a dover abbandonare la mia antica “Disciplina” molto impegnativa anche dal punto di vista fisico e a dipendere quotidianamente da farmaci di ogni tipo.

Ero irrimediabilmente diventato come un vecchietto?.

Chi l’ha detto?

Invece, in 6 mesi, ne sono uscito totalmente e in un modo che ha scandalizzato parecchie persone in camice bianco per la mia così allora definita “incoscienza” (secondo loro e secondo i canoni ufficiali della medicina occidentale).

Come ho fatto?

Avete presente quando si deve smettere di fumare?

Lo si fa e basta, e non per gradi o fumando ogni tanto di nascosto da noi stessi.

La stessa cosa, dovevo togliermi totalmente o almeno per un lungo periodo di tempo tutti i cibi e le bevande che potevano essere la causa di questi disturbi, con una dieta che ripartiva da zero, perchè il nostro corpo è fatto solo di ciò che mangiamo, beviamo, respiriamo ed assorbiamo epidermicamente

E intanto continuare a bere acqua, il primo dei solventi naturali.

Imperativo categorico intanto individuare gli agenti alimentari colpevoli, una bella sfida, e chi doveva combattersela se non il diretto interessato che voleva sopravvivere a quei dolori ed uscirne a tutti i costi, per non parlare dei disagi dell’ipertensione?

Un metodo empirico, semplicissimo, nessun farmaco, tantissima acqua da bere, ripeto, litri e litri ogni giorno (per l’operazione “idraulico liquido”), e tante altre cautele, tanto per cambiare, dall’antico manuale cinese del: …cerca di volerti veramente bene…e comportati di conseguenza…

Da anni, ora, non prendo più nemmeno i farmaci per l’ipertensione che era arrivata a livelli pericolosissimi ed ora veleggia tranquilla tra i 130 di “massima”e gli 80 di “minima” (ricordate? Ho molto più di 60 anni)

Non vi vi sto dicendo di fare lo stesso improvvisando, se avete di questi problemi, ma sappiate che queste cosiddette malattie, sin quando non si sono cronicizzate, possono essere risolte, sotto la giusta guida, con un po’ di buona volontà, qualche sacrificio ma senza farmaci oppure assumendone il minimo necessario in quantità molto blande, e soprattutto senza venirne schiavizzati.

Dopo l’esperienza fatta sulla mia pelle vi potrei consigliare diete, trucchi ed accorgimenti che il nostro organismo accoglie molto volentieri perchè star bene è una cosa che preme a tutti, anche al nostro cervello e spesso, raggiungere questo stato è meno difficile di quel che si pensa!

Con la prossima ci vediamo qualche notizia di psicosomatica?

Ciao, e grazie per la fedeltà

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4 Risposte to “Come uscire dalle coliche renali.”

  1. Ester Says:

    Sempre interessanti i tuoi post, pieni di esperienza… magari se dessi qualche dritta in più, come ad esempio un elenco di ciò che serve per centrare l’obiettivo nn sarebbe male. capisco d’altronde che prima vorrai sapere se e quanti sarebbero interessati a saperne di più, per cui, mi metto qui in attesa che qualcun altro palesi le mie stesse aspettative.
    Ciao ciao!


  2. Actually when someone doesn’t understand after that its up to other users that they will assist, so here it occurs.

  3. Daniele Says:

    Ciao, siccome la tua storia nella prima parte è identica alla mia, con la differenza che io la sto vivendo ora…..oltre tanta acqua cos’hai escluso dalla tia alimentazione?
    Grazie
    Daniele


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