ISTANTANEE INCONSUETE DI PSICOSOMATICA III parte IL PIEDE E LA CAVIGLIA

30 gennaio 2010

Il piede rappresenta per l’essere vivente l’equivalente della radici per l’albero, e svolge il ruolo di mantenere il contatto con il terreno, con la realtà.

La cultura occidentale e le consuetudini moderne ci hanno portato a considerare scontato l’uso delle calzature, spesso scomode, inadatte e poco rispettose di quella che dovrebbe essere la meccanica funzionale dei nostri arti inferiori.

Molto spesso il piede ed il suo contatto con la realtà finiscono per denunciare una situazione di irrigidimento e blocco progressivi.

Il piede possiede una struttura estremamente dinamica e dal punto di vista anatomofisiologico presenta due componenti operative principali come l’appoggio e la mobilità.

Con il passare degli anni e con il costante utilizzo delle calzature, la struttura flessibile del piede tende a perdere questa caratteristica anche nei fisici più palestrati vedendosi ridurre progressivamente sia l’elasticità che la resistenza a contrastare posizioni innaturali o forzate rispetto a quelle quotidianamente assunte nella gestione quotidiana ed automatica della deambulazione.

Pochissime persone adulte possiedono piedi armonici, forti e snelli ed è molto più scontato trovare situazioni di piedi rattrappiti, sofferenti, doloranti e che comunque mostrano i segni indecorosi di una costrizione evidente che è quella legata all’uso delle calzature ormai prodotte industrialmente e secondo parametri di massima mai personalizzati come dovrebbe essere auspicabile.

Non parliamo poi di moda, specialmente femminile, quindi di calzature realizzate nelle forme più fantasiose e con ogni tipo di materiali, spesso e volentieri antigienici perchè non traspiranti o di tacchi alti che costringono il piede a posizioni talvolta tanto sessualmente interessanti per i maschi che osservano appassionatamente certi modi femminili di deambulare, quanto totalmente antifisiologiche.

Il fatto di portare i tacchi alti, tra l’altro, fa sì che tutto il peso del corpo venga ridistribuito su una piccolissima superficie di appoggio, sottoponendo polpaccio e coscia ad un fortissimo e ininterrotto stress di contrazione generalizzata.

Viceversa il piede dovrebbe aver la possibilità di continuare a rimanere negli anni estremamente flessibile e dinamico: anche qui la prova classica consiste nel far sedere la gente sulle sue proprie caviglie: per l’occidentale questa è una vera tortura!

Occorre invece rivitalizzare il piede nella sua totalità, perchè questo aspetto della realtà è indispensabile per l’equilibrio psicofisico dell’individuo, e lo si può magari ripristinare anche solo cercando di camminare a piedi (totalmente) nudi, non appena possible.

Stesso discorso per la caviglia: un piede rigido e con un contatto approssimativo e non ben bilanciato nei confronti del terreno su cui appoggia, costringe la caviglia, per assicurare una buona stabilità al corpo, a sforzi non previsti né programmati dal Creatore se non per situazioni di emergenza.

Di conseguenza anche la caviglia finisce per irrigidirsi in maniera del tutto innaturale e, in condizioni di stress, la maggior tensione muscolare aumenta la predisposizione a prendere delle storte.

Ci sono poi delle persone che instaurano una vera e propria tendenza a questo tipo di incidente, non solo perchè dopo la prima storta veramente traumatica i legamenti diventano laschi, ma anche perchè trovano una predisposizione negli stati emotivi e fisici, questi ultimi in termini di affaticamento latente.

Generalmente le storte a destra segnalano uno stato di stress fisico, di stanchezza accumulata anche per tensioni sul lavoro, difficoltà di ordine sociale, etc., mentre quelle a sinistra indicano, sempre secondo le statistiche, uno stress di tipo emotivo, magari correlato a negatività insorgenti dalle nostre relazioni affettive più intime, dispiaceri sentimentali, lutti, etc.

Avete mai dovuto far uso del collare ortopedico, la Minerva, a causa di qualche evento traumatico non grave, dietro consiglio del vostro medico o anche solo perchè eravate in attesa di una radiografia per accertamenti?

Cosa c’entra il collo coi piedi?

Nulla, ma avete visto cosa succede appena si toglie questa cosiddetta “protezione” dopo un po’ di tempo che la si sta utilizzando anche dopo aver appurato che non esistono fratture o lesioni di altro tipo?

Il collo non ha più forza…come i piedi che indossano certe calzature…

Quindi fate pure i saggi indossandola solo per precauzione…

Come le mammine premurose che appena il loro bimbo ha 37,5° di temperatura, sempre precauzionalmente, gli somministrano, di loro iniziativa, antibiotici a tutta manetta.

(… continua)

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3 Risposte to “ISTANTANEE INCONSUETE DI PSICOSOMATICA III parte IL PIEDE E LA CAVIGLIA”


  1. Hi there, its nice piece of writing on the topic of media print, we all be familiar with media
    is a impressive source of data.

  2. MARIO Says:

    HO DA ANNI, MIA CAVIGLIA-PIEDE DESTRO, MOLTO RIGIDO, BLOCCATO, CON FITTE, MIO MEDICO DI BASE DICE CHE DEVO CAMMINARE, SOPRATUTTO QUANDO MI ALZO DAL LETTO, CON PIDE DESTRO, HO DOLORE, MIO MEDICO DIAGNOSTICA DOLORE PSICOSOMATICO,
    HO MOLTO DISAGI DA STRSSM PRURITO,ACUFENI, NASO CHIUSO, ALLERGIA POLLINE,

    • curlilriccio Says:

      Mi rendo perfettamente conto dei disagi che provi, ma primo, non sono un medico e nulla mi autorizza ad espriemere diagnosi o a consigliare cure, secondo qualora fossimo vicini come domicilio poterei anche provare a vedere cosa si può fare senza seguire gli schemi della medicina tradizionale e comunque dopo una anamnesi molto approfondita della tua situazione, in ogni senso.
      Mi spiace ma non possiedo nessuna bacchetta magica che possa funzionare a distanza.
      Auguri!


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