LA TERZA ETA’ e … la Ginnastica per i vecchietti

17 ottobre 2010

E’ passato qualche anno da quando frequentavo regolarmente il mio Dojo di Arti Marziali e, anche se le mia vita è particolarmente attiva sia da un punto di vista fisico che mentale, forse non sarebbe proprio così male se mi rimettessi almeno a fare un po’ di Ginnastica salutare.

Ma non con i pesi o con l’aiuto di quelle ridicole macchine che cercano e non possono riuscire ad emulare quello che il nostro corpo può fare utilizzando solo il proprio peso utilizzato in ogni sua proiezione, ma che soprattutto non sono in grado di far lavorare il cervello né più né meno di quel che poteva ottenere sulla fantasia infantile un vecchio giocattolino di latta a confronto con i modernissimi telecomandi di una Playstation .

Così mi sono detto qualche giorno fa passando qui nel Paese dove risiedo, davanti ad una Palestra che stanno allestendo ex novo e che almeno dai manifesti che ne pubblicizzano l’attività futura promette grandi cose.

Quando le Arti Marziali sono entrate in te e sono loro che ti praticano, non viceversa, come io ho avuto la Fortuna che accadesse per me tanti anni fa, ogni tuo gesto fisico ed ogni tuo pensiero rimangono per sempre vivificati ad un livello di guardia sereno ma estremamente vigile e mantengono un “tono” che è decisamente al di sopra della media.

Ciò non toglie che un po’ di ruggine si accumula sempre, soprattutto quando gli anni passano e la cosiddetta età della Pensione giunge alle porte.

Per arrivare alla mia età come ci sono arrivato io, molto vogliono dire una sana alimentazione e la totale assenza di vizi come quelli del fumo e dell’alcol, poi esistono fattori genetici che ti portano ad essere più attivo di altri e più resistente a malattie, a traumi e a danni fisici di ogni tipo, ma indubbiamente un bel tagliando, ogni tanto, non guasta.

Visto che c’era delle gente ferma davanti all’ingresso di quella Palestra, ho fermato l’auto, sono sceso ed ho chiesto se mi potevano dare qualche informazione più dettagliata.

La Titolare, gentilissima, mi ha subito presentato il loro “Personal Trainer” lì presente ed abbiamo iniziato un cortese scambio di informazioni.

Bel tipo, molto robusto, ben palestrato e anche molto deciso e convinto del suo ruolo in quell’ambito, quasi come un buttafuori da discoteca in incognito.

Mentre lui parlava io istintivamente cercavo di capire quali potevano essere i suoi punti deboli più facili da aggredire, non certo perché avessi strane e bellicose intenzioni nei suoi confronti, ma solo per soddisfare il mio istinto sempre pronto a cercar di valutare psicofisicamente in automatico chiunque mi si trovi di fronte e cosa mi può effettivamente offrire nel bene e nel male.

Quello era un atleta, non certo uno scienziato, quindi stavo semplicemente raffrontandomi a lui esclusivamente da un punto di vista fisico e psicologico: io sui settantacinque Kg., lui  quasi cento, altezze uguali, lui spalle molto ampie e muscolose e un po’ contratte, le mie normali ma, come sempre estremamente rilassate e vigili, lui in posizione frontale e con il peso del corpo ugualmente distribuito su entrambe le gambe, da pesista, le mani un po’ nervose, in movimento a supporto di ciò che stava dicendo, io, come sempre, leggermente di sbieco rispetto a lui, il peso del mio corpo più spostato sulla gamba arretrata, le mani morbide e rilassate infilate nell’aria.

Lui trent’anni, io quasi settanta.

Gli occhi: i suoi, ben aperti e focalizzati su di me e con una espressione sul volto che diceva chiaramente … se vieni qui da me, qui comando io, io so quale è il tuo bene e tu farai la ginnastica che io deciderò esser meglio per te …

Io, con gli occhi leggermente socchiusi e rispettosamente non piantati nei suoi,  giusto come si fa davanti ad un cane ringhioso che incontri per la strada, ma appena vaganti con lo sguardo in mezzo alle sue sopracciglia, al centro del suo volto, per avere sotto controllo in modo globale ogni suo gesto ed espressione.

Sul Tatami un avversario forte, molto forte, da temere sicuramente.

Quindi, volendo o dovendo prevalere su di lui, solo una tecnica, solo un colpo, il primo, il tuo, inaspettato, deciso e terribile.

Io già sapevo di poter vincere e già sapevo che quel baldo atleta mai avrebbe saputo leggere e pilotare le potenzialità del mio corpo che avrei potuto mettere a disposizione della sua professionalità per un proficuo lavoro in comune.

Come nella vita, dove non è certo quello che sulla bilancia pesa più di te che potrà essere a pieno titolo il tuo leader indiscusso, anche se lui ne è convinto.

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