COLICHE RENALI: Facciamo un po’ d’ordine

6 giugno 2011

   Se siete afflitti periodicamente da coliche renali, anche se i vostri reni riescono comunque a fare in linea di massima il proprio dovere, dovreste aver capito l’importanza di capire in anticipo e per tempo quello che sta succedendo nel vostro organismo, se non altro per cercare di porre qualche rimedio prima che i dolori diventino insopportabili e senza soluzione di continuità per un tempo che può sembrare eterno e con una intensistà tale da farci dubitare di saperli umanamente sopportare.

   Poco da sorridere, provare per credere.

   I sintomi spesso sono subdoli e depistanti, si pensa a tutto tranne che ad una colica in arrivo, anche perché ci si rifiuta incosciamente e incoscientemente di pensare all’eventualità di quello che può succedere e che invece sta succedendo.

   Proviamo a stenderne una piccola lista?

   Innanzi tutto può comparire un senso di stanchezza generica che con la vita che facciamo purtroppo appare del tutto normale ed anonimo, così come quel leggero e fastidioso mal di schiena che apparentemente   ha tutti i connotati di un indolenzimento generale e nulla più.

   Poi si iniziaad avvertire dei piccoli dolori, anzi un senso di contrattura dolorosa nella zona delle vertebre lombari, dolori che possono coinvolgere anche l’osso sacro.

   Non è raro provare un vago senso di nausea che può anche diventare molto più pesante, ma soprattutto compaiono degli stimoli ad andare di corpo, stimoli che rimangono tali e basta perché l’organismo non ha grosse necessità di “evacuare” per quelle vie in quei momenti, si tratta sempre di sensazioni riflesse, e ci fa provare la sensazione di essere improvvisamente diventati stitici mentre inutilmente cerchiamo di soddisfare organicamente quello stimolo che inizia a coinvolgere tutta la zona del basso ventre anche con piccoli crampi che sembrano solo di tipo intestinale.

   Di solito compaiono poi come delle piccole contratture, dei pizzicorii, dei dolori intermittenti non più solo nel basso ventre ma anche nella zona della vescica, dolori che di solito aumentano respirando a fondo mentre si cerca inutilmente sollievo da questi malesseri, dolori accompagnati prima o poi da un “prolungamento” del disturbo lungo gli organi genitali che poi, almeno nel caso di noi maschietti, in “corso d’opera” subiranno dolori localizzati ben più forti e circostanziati, tipo schiaccianoci impietoso e indiscreto.

   Il disturbo tende poi a localizzarsi sui fianchi della vescica nel punto di giunzione con gli ureteri.

   Dato che spesso e volentieri i disturbi compaiono quando calcoletti e renella già si sono staccati dai reni e stanno cercando di farsi strada lungo gli ureteri e le loro maledette “anse”, prima o poi si iniziano ad avvertire dei dolori riflessi ai fianchi come se uno ci avesse ficcato dentro uno dei chiodi ruggini della Croce e stesse amorevolmente rovistandoci dentro.

   Poi la colica parte con tutta la cattiveria dei dolori che ci può regalare e …. auguri e figli maschi, in attesa del parto, che, come tutti i parti, richiederà tempi maledettamente lunghi.

    Ognuno di noi possiede un organismo che funziona con logiche estremamente personali e dedicate e purtroppo è molto difficile individuare sequenze valide e comuni per tutti e a quel punto non rimane che affidarci ad antiinfiammatori, antidolorifici ed antispastici bevendo in continuazione acqua, se non ci si trova nella condizione di poterci far mettere sotto flebo, sinchè proprio per un effetto di pressione idrica gli “ospiti indesiderati”, una volta che si saranno frantumati gli “aghi” con cui si abbarbicano alle pareti di questi condotti, gli ureteri, che il buon Dio nella sua estrema preveggente ed infallibile intelligenza avrebbe potuto crearli di diametro un po’ maggiore, non verranno espulsi dalle vie ureterali che torneranno finalmente ancora pervie, verranno versati in vescica e finalmente eliminati, non senza nuove faticge e dolori anche da questo “contenitore”organico.

   Da qui l’importanza di individuare con l’aiuto del proprio medico competente in materia i farmaci che possono fare effetto nel nostro organismo per ridurre infiammazione, dolori e spasmi, cercare di “sciogliere” un po’ le pareti dei calcoli limandone gli aghi/uncini che li ricoprono, che più si strofinano contro le pareti degli ureteri, ferendole, più ne provocano le dolorosissime contrazioni, e finalmente aiutare l’evacuazione di questi ospiti indesiderati che talvolta sono talmente offensivi da generare emorragie interne locali.

   Per il resto, a monte, una volta che il computer centrale del nostro organismo avrà deciso che certi connubi di viveri, di bevande, di situazioni di stress, di situazioni meccaniche, tipo eccessive vibrazioni, condizioni di temperatura particolari (soprattutto il freddo) ed altro, non sono più gradite e non verranno ulteriormente tollerate dai nostri reni, i filtri principali del nostro organismo, rimane perlomeno quel vincolo imprescindibile dell’incessante attenzione su tutto ciò che mangiamo e beviamo, purtroppo senza mai poterci più permettere il più piccolo “sgarro” che finiremo prima o poi per pagare molto duramente.

   Ma quando inizia, questa, purtrtoppo è una storia infinita  che sfugge da leggi rigide e scontate tipo quelle dell’aritmetica e “chiamarsi fuori” non è proprio cosa semplice nemmeno se ci sta seguendo il più grande luminare in nefrologia ed urologia.

   Quindi, cercate di ascoltare il vostro corpo, scaricate ogni fantasia  ed informatevi adeguatamente su quanto potete ottenere con una giusta prevenzione, attenetevi a queste precauzioni ed armatevi di pazienza infinita, in fin dei conti provar dolore aiuta a crescere e tutti ne abbiamo bisogno terribilmente.

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