IGIENE MENTALE E RAGIONI DI STATO

8 gennaio 2012

   Vi siete mai chiesti perché quell’assassino di Hitler ce la aveva su così tanto con il Popolo Semita?

   Oltre alle apparenze sorgono altri dubbi leciti anche perché il più cretino dei violenti non creerebbe mai un casino come quello della Seconda Guerra Mondiale solo per una questione di Odio Razziale.

   Pazzo sì, cretino, no.

   Certe insofferenze portate all’estremo, sono più un parto degno di menti obnubilate da presunte Guerre Sante agitate davanti agli occhi del Mondo come sacre e necessarie, a loro volta conseguenze di Integralismi che alla base servono solo a sostenere certe disuguaglianze e che non è nè possibile nè lecito che ogni uomo abbia il diritto di vantare gli stessi diritti di ogni altro suo simile in qualsiasi angolo di questo Pianeta, soprattutto se questo simile sia una donna, anche del medesimo color di pelle, dentro e fuori.

   Ma questa è già un’altra storia.

   Poi c’è il discorso che quando nei medesimi spazi si comincia a essere in troppi, chi non si è preoccupato di porre preventivamente rimedi o freni a questa situazione indubbiamente critica di sovraffollamento, lui che vuole affermare la superiorità dei propri privilegi oltre che dei propri diritti, costi quel che costi, se per caso è anche il più forte ed il più prepotente, di norma non si astiene certo dal farsi spazio attorno solo per sé e per i suoi interessi, di qualsiasi tipo essi siano, con metodi violenti e senza il minimo rispetto per gli altri, ancorché consanguinei.

   Infatti il buon Adolph non si era certo preoccupato di fare il giustiziere nei confronti di coloro che tradizionalmente venivano considerati il Popolo maledetto da Dio semplicemente perché non avevano capelli chiari come i rappresentanti della Razza Eletta degli Ariani o perché gli stavano antipatici…

   I motivi di tanta determinazione a far piazza pulita degli Ebrei e dei loro sostenitori, vanno ricercati semmai nel motivo che il Potere Finanziario stava travasandosi tutto nelle loro “tasche”, e gli interessi del Paese (e non solo) ne rimanevano irrimediabilmente compromessi, gravemente destabilizzati.

   Banche, Multinazionali Chimiche, Farmaceutiche (soprattutto), Banchi dei Pegni ….

   Dopo aver acceso la miccia dell’odio nell’animo di chi si sente “in pericolo” magari perché è arrivato ad un giro di vite decisamente critico anche un po’ per colpa di inefficienze tutte sue, figuratevi come è facile e sequenziale, accendendo ulteriormente gli animi, riuscire a trascinare le folle portandole a pensieri ed azioni dettate solo dalla parte più schifosa dell’animo umano, quella che quando si vedono scricchiolare i propri interessi, non si vogliono più sentir ragioni, si iniziano ad ignorare i criteri etici della buona convivenza sociale e della moderazione, ascoltando invece solo la voce delle proprie insoddisfazioni, e si inizia a sparare a zero su 360° pur ben sapendo di non comportarsi correttamente.

   Coscienza, autocoscienza addio.

   E poi, una volta in guerra, guai a ragionare prima di schiacciare il grilletto, a quel punto ne va della tua pelle.

   Che schifo.

   Io spero solo che non si ripetano certi presupposti nei prossimi anni, non tanto per me che sono anziano, quanto per i miei figli e per le loro famiglie che proprio colpe non ne hanno, sono troppo giovani e pulite.

   Quando lo scontento prende la rincorsa, poi è molto difficile trovare i giusti freni, soprattutto da parte di chi ha fatto il primo passo verso la violenza innescando reazioni a catena.

   Quel che voglio dire è che in certe situazioni dove il singolo si sente in pericolo non c’è più bisogno di un fatto estremamente grave per innescare la rottura di ogni equilibrio.

   Da noi, in questi giorni tira un’aria strana, un po’ come quando la superficie di un lago sta per congelarsi tutta di colpo per il gran freddo, ma il ghiaccio è tanto duro quanto fragile e speriamo solo che nessuno tiri un sasso nel bel mezzo creando inevitabilmente una crepa a ragnatela su tutta la superficie, che poi chi in quel momento ci sta pattinando sopra …..

   L’altro ieri, il nostro Primo Ministro, parlando in Francia ha affermato pubblicamente di Sua iniziativa che gli Italiani hanno accettato di buon grado i sacrifici da lui proposti, che questi verranno puntualmente rispettati e che quindi il nostro Paese merita la massima fiducia.

   Mi piacerebbe sapere quali sono gli Italiani che gli hanno messo per iscritto il loro “placet” su queste sicurezze.

   E avete visto la reazione immediata di coloro che detengono il Potere Economico?

   Lo Spread già a quota oltre 500 è salito ulteriormente.

   Le Borse a picco (anche per altre ragioni, d’accordo).

   Mister Sarkozy annuiva compiaciuto mentre il nostro impeccabile Premier molto chich parlava, parlava … convinto … speranzoso … che gli altri credessero a quel che stava dicendo.

   Ma quei Signori sanno molto bene che certe iniziative non sono certo nate dal cuore degli Italiani che né mai farebbero certe affermazioni, né le condividerebbero senza uno straccio di garanzia perché già si sentono trattati con troppo poca equità pur vivendo sotto lo stesso tetto di altri a loro ingiustamente parificati, perché il loro trattamento è ben differente, e che la crisi manco sanno cos’è.

  E sanno anche che il film lo sta girando uno dei soliti Capi del Bel Paese col pallino in mano, tipo i Silvio, Romano, Bettino, Massimo, Walter …….. di sempre, chi poco meglio, chi poco peggio rispetto al Potere che hanno esercitato.

   Ma questo è solo un tecnico, si dice …

   Mi viene da ridere, come se anche lui, come ogni altro essere umano, ad esempio un magistrato, un militare, anche un religioso … chiunque, non avesse idee politiche personali, una cultura che affonda le sue radici negli ambienti dove è nato ed in cui si è formato, quindi una mente portata a gestirsi generalmente su percorsi ben preconfezionati.

   E proprio ancora non si sa sino a quale livello di sopportazione riuscirà a mantenersi viva l’obbedienza del Popolo che osserva impotente con sempre maggior sospetto certe “dimenticanze” del Potere (chissà come mai) nei confronti di alcuni provvedimenti che avrebbero dovuto riguardare molti piani alti, urgentemente e con grosse precedenze.

   E sino a che le Banche non vedranno coi loro occhi e con le loro tasche che da queste parti qualcosa sta effettivamente cambiando in meglio, le loro reazioni saranno sempre più negative.

   Come in quel Sahara che conosco così bene e che amo tanto.

   Tu volere cammello?

   Tu prima me pagare dollari veri, poi io te dare subito dopo buono cammello.

   Poi chi se ne frega se il nuovo o vecchio cammelliere sono bianchi, rossi o verdi, se gli piacciono le escort, le ammucchiate o sono gay, se sono dei mezzo farabutti o se sono le persone più oneste di questa Terra e timorate di Dio: … tu tira fuori la lira che ci devi e solo allora vedrai come andremo improvvisamente d’accordo … come fratelli gemelli.

   Pecunia non olet.

   Il Danaro non ha odori molesti o a meno che, caso extra raro, ne facciano individuare la provenienza suscitando improvvise presunte prese morali di coscienza, ma solo per via dello sputtanamento in corso, davanti al quale tutti ritornano improvvisamente onesti, moralisti, senza prezzo, Denaro questo, che,  soprattutto, dicono, non puzza mai.

   Infatti, quando lo porti in Banca per depositarlo “al sicuro” dove nessuno fa lo schizzinoso al momento del versamento, e alle Banche della famosa “Tracciabilità” non solo non gliene frega nulla, anzi, la vedono sicuramente come un intoppo (ma col denaro ogni intoppo può essere superato, la Realtà circostante parla chiaro, non lo dice solo il sottoscritto) ciò che conta è solo il Potere di acquisto di ciò che hai in mano, magari mani sporche di sangue, ma questo è un “particolare de poche”, alla fracncese, che in Certi Ambienti proprio non interessa, rimane “invisibile”e trasparente, velenoso e trasparente, come un’ameba.

   Sapete, non riesco più nemmeno ad esser preoccupato e nemmeno nauseato (ne avremmo “quasi tutti” ben donde …) sono solo curioso di vedere come andrà a finire, anche se provo un po’ di pessimismo nei confronti del Futuro prossimo venturo, cosa che, a questo punto, mi pare lecita.

 

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