Occhio allo/a “PSICOLABILE”

19 ottobre 2012

 

   Carneade, chi è costui, chi mai è questo illustre sconosciuto?

   Eppure, analizzando tanti comportamenti familiari, sociali, (politici no, lì contano gli interessi di parte e l’ipocrisia cosciente per sistema) … direi che non stiamo parlando di casi isolati, ma almeno dell’80% della popolazione attuale, che in teoria dovrebbe esser diventata adulta … riferendomi preferenzialmente a quella benestante e apparentemente civile, il cui sport preferito è quello di delegare ad altri decisioni, responsabilità e altre attività non solo cerebrali in genere.

   Maschi e femmine.

   Più i maschi che le femmine, come sempre.

   Si sa, quel che Madre Natura ha dato a noi maschietti in più in mezzo alle gambe, le donne ce l’hanno nel cervello, ma, al momento giusto, in certi casi proprio non basta nemmeno quello o non funziona come dovrebbe.

   Lo Psicolabile è semplicemente colui che al posto della colonna vertebrale intesa come capacità di restare in posizione psicosomaticamente eretta autonomamente, è dotato di una imperfetta formazione naturale  similcartilaginea molto fragile e sensibile negativamente ad ogni spirar di vento cioè, parliamoci chiaro, ad ogni sollecitazione proveniente dall’esterno superiore alle proprie capacità umane di gestir la Vita.

  Questa fragilità affiora prepotentemente con frequenza quotidiana, quando lui/lei si viene a trovare davanti a tutto ciò lo/la manda in tilt perché è un/una perdente sino all’ultima goccia di midollo, anche se magari gira in Ferrari, e non solo ha timore di prendere delle decisioni, ma si aspetta sia in modo cosciente che incosciente, che qualcun altro lo faccia per lui/lei sollevandolo/a dal peso delle DECISIONI stesse che dovrebbero dare un senso ed una dimensione della sua statura umana…

   E pensare che, mettendo questa gente davanti a responsabilità personali precise, qualora si decidessero a prender finalmente coscienza della realtà con coraggio, con le solo forze che si ritrovano ma con coraggio, potrebbero annullare gli squallidi e per loro tanto comodi “notch” della mente, intendendo per  “notch” quelle aree di caduta libera a picco, irrefrenabile, quei baratri nel proprio IO (quando ancora ne esiste qualche frammento recuperabile) per dar loro alfine delle sicurezze e delle basi comportamentali ben diverse da quelle prese in prestito da altri come sostituto di quelle reali da cui rifuggono per sistema pensando che sia l’unica soluzione auto conservativa valida.

   Lo psicolabile però, pur così psicologicamente fragile, mantiene intatte tante caratteristiche individuali estremamente negative sia per sé che per gli altri, tipo la presunzione, l’avarizia, l’egoismo, l’accidia, la malafede del bugiardo, l’arroganza, la violenza gratuita … che emergono non appena lui si sente sicuro (cioè supportato) e più forte, prova questa ancor maggiore della sua debolezza psichica.

   Ad esempio, di solito, sul lavoro, al contrario di come si comporta in privato, è un vero e proprio dittatore che esteriormente non si fa nemmeno consigliare da nessuno, deve ad ogni costo dimostrare a se stesso prima ancora che agli altri quanto lui è superiore (se no gli tocca andare di corsa in Analisi) e si ripete, si ripete, suonando come una campana ciocca la medesima nota stonata all’infinito … mentre agli altri non resta che cercare di sopportarlo in silenzio, sino a quando ci si riesce.

   E talvolta, quel suo status che lo appaga solo nel sentirsi tenuto per mano, ma solo da chi decide lui (o crede di aver deciso lui) riesce persino a sfociare in manifestazioni che stanno giusto a metà tra la reazione violenta e il tragico cedimento del suo sistema nervoso a causa della pappetta di cui è fatto.

   Perché in ultima analisi lui o ha bisogno di trasferire su di altri la responsabilità delle sue iniziative, in quanto non in possesso delle giusta statura umana, oppure cerca solo delle facili conferme ma non certo in colui che gliele può smontare razionalmente in quattro e quattr’otto come si merita e rimane impantanato in quel mare di “certezze” sostitutive e di comodo a supporto di motivazioni tutte sue che valgono tanto come una crema lenitiva per le emorroidi o l’Aspirina per una nevralgia a grappolo.

   Non c’entra nulla, forse, ma ieri sera ho rivisto dopo molti anni un amico d’infanzia, amico ancor più che fraterno, una parte fondamentale della mia infanzia, persona diventata importante, un grande chirurgo, e gli ho anche sconsideratamente dato l’indirizzo di questo Blog, sicché d’ora in poi dovrò stare molto più attento a scrivere quel che scrivo, perché alla sua stima tengo in modo particolare, e certe licenze che “mi scappano” sui miei Post, spesso a ruota libera, non sarebbe male se le addolcissi un pò, giusto per una questione di “equilibri” almeno formali da mantenere con un aplomb di tipo britannico per non fare la figura dell’incontinente che appena gli scappa, la fa  dove e come si trova …

   Ma forse, pensandoci meglio, non è meglio buttar nel cesso le convenzioni borghesi ed esprimersi sempre senza condizionamenti a ruota libera?…

   Almeno sino a che non ti ficcano la testa nella Gogna, o peggio … visto che viviamo in uno Stato Democratico e NON di Polizia ….

   Le basi di partenza mie e del mio amico, in gioventù, e, permettetelo, anche i nostri relativi cervelli, erano equipollenti e iperattivi nel senso giusto, come le possibilità economiche delle nostre relative famiglie in vista di farci costruire delle carriere di un certo livello, ma mentre lui ha optato per un altro percorso di Vita, un altro corso di Studi, io ho preferito scegliere strade differenti, non certo più semplici, fermo restando che lo Spirito di fondo che ci animava era il medesimo, la ricerca di ciò che avrebbe potuto realizzare al massimo le nostre inclinazioni ed aspirazioni,  mantenendoci ben saldi su quello che i nostri genitori ci avevano insegnato, magari talvolta con durezza ma mai fuori dalle righe di un’educazione sana e irreprensibile, quella che solo lei ti può crescere sano e forte.

   Incredibile, a distanza di anni, il medesimo linguaggio chiaro, senza peli sulla lingua, gli stessi indirizzi di pensiero e … non ultime, anche certe considerazioni di carattere personal-privato che qui non è il caso di stare a celebrare anche se la cosa potrebbe sollazzare molto più di una persona con qualche prurito da Novella2000.

   Anche solo quel guardarsi negli occhi dopo tanti anni e mettersi a ridere come se si fosse d’accordo su qualcosa non ancora pronunciato …

   Tanti i discorsi aperti, eppure, il nostro minimo comun denominatore emergeva ad ogni battuta, una vera e propria testimonianza di amicizia in sintonia a prova di tempo e molto di più. 

   E di quante persone abbiamo parlato, vecchie conoscenze diventate personaggi di tutto rispetto, coetanei ex-compagni di studi, persone che nella scala Sociale hanno fatto passi da gigante, i famosi inarrivabili.

   Ma la cosa più interessante è stata quando abbiamo toccato il discorso non tanto “figli” quanto “nuore”, quegli esseri di genere femminile che nella quasi totalità del genere zoologico specifico si sono inserite nelle famiglie dei relativi compagni o mariti iniziando sin da prima di subito a farli girare come trottoline (in dialetto milanese si traduce: pirla) con l’unico scopo di fargli ripudiare il ceppo di origine, la natura del loro sangue, riuscendoci spesso alla grande, solo per poter esercitare su di loro in esclusiva il massimo del loro “potere d’acquisto”.

   La pelosa moneta di scambio di questo POTERE di ACQUISTO sappiamo tutti qual’é, giustamente, ma la si può accettare urbanamente sino a che qualcuno (a) non ne abusa scorrettamente.

   E tralasciamo l’amaro discorso di chi compie queste operazioni giocando sull’ipocrisia, millantando il falso e mantenendo sempre quell’atteggiamento a metà di bestia ferita e per l’altra metà di madre-sorella-amica-amante insostituibile pronta ad annullarsi, lei sola, per il bene dell’amato compagno.

   Perché?

   Non si sa ma così è.

   Sicuramente una figlia down dei propri complessi di inferiorità.

   E pare che sia una epidemia … questa è l’unica consolazione perché di colpe pregresse da parte del’originario ceppo famigliare incriminato, non se ne vede quasi mai traccia, nemmeno sotto al microscopio a scansione.

  

  

  

  

 

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