SE OGNI VOLTA CHE SI APRE BOCCA PER PARLARE, LA LINGUA SUDASSE PER LA FATICA E OGNI PAROLA COSTASSE ANCHE SOLO UN CENT DI TASCA PROPRIA, QUANTI CICERONI IN MENO …!

13 marzo 2013

paro

   Sicuramente è un argomento meno interessante di quello del Sesso, però ci sono alcune realtà che ti costringono ad alzare la voce perché rappresentano un lato della natura umana talmente deteriore, anche se solo apparentemente di poco rilievo, che stare zitti significa solo voler rimanere conniventi con tanto squallore.

   Come se chiunque non appena gli scappa di far pupù si cavasse le mutande,messo e non concesso che sappia cosa sono o che le porti abitualmente abitualmente, e la facesse dove si trova incurante di quanto gli sta attorno.

   In giro c’è un mucchio di gente che è convinta di esser rispettosa dei diritti altrui, di conoscere il Galateo meglio della formazione della Squadra di Calcio preferita, di possedere una mente aperta, di aborrire ogni forma di violenza e prevaricazione …

   Tutti paladini della moderazione e dell’apertura mentale, costi quel che costi, a parole, per l’appunto, tanto così costa poco.

   Io non credo in tanto splendore, ma se mi dite che è così, proverò a fare uno sforzo offrendo la mia fiducia.

   Però mi dovete solo spiegare una cosa: per quale motivo e  grazie a quale meccanismo mentale, nel corso di una discussione, nessuno è capace di aspettare che gli altri abbiano finito di parlare per iniziare a sua volta un discorso, senza preoccuparsi minimamente del fatto che sta parlando addosso all’altro, anche se per controbattere a ciò su cui non è d’accordo et similia, come se mettere in discussione ogni virgola in tempo reale e senza aspettare il proprio turno, servisse a qualcosa.

   Tutti a berciare assieme appassionatamente e continuando ad alzare il tono della propria emissione sonora, e anche salendo di ottava, per prevaricare le voci altrui, mentre nessuno ascolta quel che dicono gli altri convinto di essere l’unico depositario della Verità e l’unico in diritto di declamarla.

   Che pena, quale insicurezza di fondo …!

   Di sicuro un simile comportamento parla molto, screditandolo, di chi si gestisce in questo modo infantilmente aggressivo e lontano da ogni rispetto non solo per il prossimo, ma anche nei confronti dell’immagine di incontinente che offre eppure, incredibilmente, molta è la gente che insiste a corrispondergli tutta la propria fiducia, a pendere da quelle labbra cafone ed arroganti.

   Che poi, a guardar bene, più uno parla, maggiori sono le probabilità di contraddirsi e di dire fesserie.

   E non è che aspettare pazientemente il proprio turno per esprimere le proprie opinioni ne faccia perdere il giusto valore, anche se apparentemente l’altro sta dando di gomito, sta raccontando frottole, coscientemente e quindi barando o senza averne coscienza, come un povero cieco facilone …

   Eppure siamo in tanti, troppi, ormai sulla faccia della Terra: come non rendersi conto che ci deve però essere spazio per tutti anche per coloro che farebbero molto meglio a starsene zitti? 

   Cerchiamo quindi di sopportare anche questa forma di arroganza, tanto poi, quando le parole non basteranno più, molti poemi di fantasia si scioglieranno come neve fresca al sole e i relativi autori si perderanno in un giusto nulla.

   Buoni ascolti … o buone discussioni!

  

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