UN GRANDE PROBLEMA PER CHI DECIDE DI METTERSI LAICAMENTE AL SERVIZIO DI CHI SOFFRE

16 marzo 2013

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   Coloro che mi seguono da tempo e constatano che ultimamente non sono molto puntuale al mio appuntamento quotidiano sul Blog, non possono immaginare nemmeno lontanamente quanti post ho scritto e mai pubblicato in questo periodo.

   Forse, ma non ne sono proprio sicuro, tutto dipende dall’aria che tira in questa povera Italia per cui per un po’ ti diverti anche a fare il comico apprendista, ma poi …

   E io scrivo, cancello, riscrivo e poi cestino molto di più di quanto pubblichi perché mi rendo conto che l’onda emotiva è sempre più troppo forte rispetto a quella razionale e quando si scrive su di un quaderno aperto a tutti, parlare a ruota così libera esula sia dalle mie intenzioni che dalla mia forma mentis.

   Anche il mio consueto modo di svolgere la mia attività di terapeuta, per quanto riguarda il rapporto che si viene a creare con le persone, sta subendo automaticamente una revisione molto seria e approfondita perché non ho potuto non prender atto che sono sempre di più le situazioni che hanno sempre più urgente bisogno di qualcosa in più che delle semplici “aspirine” o del certificato o ricetta medica che il Medico di Famiglia ti procura da dietro alla sua scrivania senza alzare il culo dalla sedia per toccarti e cercar di capire veramente qual è il tuo problema.

   Chi, con l’aria che tira, non necessita di incontrare ogni tanto disponibilità, capacità di ascoltare, di comunicare, di vera e disinteressata condivisione morale e psicologica delle sue condizioni personali diventate critiche, una condivisione talvolta pure affettiva e vi assicuro che certe volte si cammina su di un filo di seta, volendo mantenere un aplomb professionale di fondo ma concedendo aperture (assolutamente lecite) che però non rientrano nel normale mansionario di un medico in camice bianco con cui, chi opera come me, nulla ha a che spartire.

   Situazioni che devono essere accostate certamente senza mai dimenticarsi lo scopo iniziale ed importantissimo di raddrizzare schiene doloranti, rimettere a posto articolazioni bloccate, ridicolizzando talvolta diagnosi affrettate solo tramite qualche manovra, ad esempio, chiropratica, trasmettere bioenergia umana laddove è fisicamente carente ed il sistema di autogestione biologica del’organismo dell’individuo che ti si affida, ha subito degli intoppi a cui si può mettere una buona pezza.

   Ma la Medicina convenzionale queste cose non le tollera, tranne che in rari casi di medici illuminati, al limite, quando qualcuno si comporta da disonesto, intervengono le Forze dell’Ordine che non sanno far altro che ipotizzare un abuso della Professione Medica.

   Quale abuso, se manco se ne vuol riconoscer l’esistenza e l’efficienza, in Occidente, di Pratiche terapeutiche alternative, complementari, e l’unica cosa che sanno confutare è la circonvenzione d’incapace quando invece chi cerca un certo tipo di assistenza (sto parlando sempre di rapporti fra persone oneste, da entrambe le parti) solitamente ha le idee molto chiare in merito, e non cerca Maghi, quella è un’altra storia,

  Ultimamente sono  emerse in quantità preoccupante  tensioni sociali, familiari, individuali, sempre maggiori, offrendo un risvolto molto crudo che richiede (oltre che di seria preparazione, questo è scontato) il massimo sia di cautela sia di disponibilità se ci si vuol veramente mettere al servizio del prossimo.

   Troppe sono le persone ormai talmente stressate da  crearsi da sole vere e proprie patologie, anche fisiche, mentre se esistesse al loro fianco un “prossimo” vero, disponibile in senso umano, e non il solito Pulcinella, potrebbero superare di parecchie lunghezze la negatività delle situazioni in cui versano.

   Questa mia decisione di crescita è stata sicuramente favorita dal fatto che, anche persone toccate da veri e grandi traumi fisici il cui corpo sta subendo i forti disagi da essi derivati, riescono ad alleviare i propri patimenti non solo organici ma anche quelli psicologici collaterali, paralleli, non appena inizio a dedicarmi con passione alle loro situazioni e le mie mani gli scorrono attente ed esperte sul corpo creando oltre all’indispensabile e spesso estremamente difficoltoso rilassamento generale, fisico e psichico in egual misura, una infinità di reazioni, alcune immediatamente manifeste nella loro positività, altre molto più attive in profondità e funzionanti come bombe (buone) a orologeria.

   Sarà anche forte e poco consueta rispetto alla media l’emissione di bioenergia dalle mie mani di cui Madre Natura mi ha dotato, ma io non credo che la risposta alla mia domanda trovi in questo mio dono non proprio comune la spiegazione più esauriente.

  Sono moltissime le persone che accusano inizialmente dei problemi fisici, eppure mi rendo conto che quasi sempre la componente fondamentale di certi disagi, anche di certe malattie, nasce molto lontano, ma certo, non, se uno è volato da una scala e si è lussato una spalla o rotto qualcos’altro …

   Entra sempre di più in gioco l’estremo bisogno di ogni essere umano di trovare un porto sicuro, un’oasi di bonaccia, in cui gettare almeno per un po’ di tempo l’ancora del proprio Spirito.

   Probabilmente le molte persone che mi vengono a cercare intuiscono che io oltre ad essere una persona normale, normodotata, al massimo padrone di una cultura anche tecnologica superiore alla media, sono, senza meriti particolari, solo per natura, un essere molto disponibile e pronto a porgere la mano a chi me lo chiede, e ciò spesso richiede veramente tanta forza per non farsi poi coinvolgere negativamente o fuori misura.

   Nasce infatti sempre più spesso un problema di difficile soluzione perché capita che chi sino a quel momento si è sentito lasciato solo come una cane dalla sorte, dalla vita, dalla gente e persino da coloro che, sangue del suo sangue, almeno loro avrebbero dovuto fargli da supporto, in un momento di estremo scoramento trovano una persona come me che gli dedica una disponibilità psicologica ed affettiva no limit oltre al massimo delle capacità “manuali”.

   Spero di non sbagliare mai in eccessi perché, offrendo tutta la confidenza richiesta, non è escluso che si possano venire a creare situazioni al limite dello scabroso perché chi sino a quel momento si è visto abbandonato, strumentalizzato, sfruttato e pure sottoposto a violenze fisiche o mentali, e di colpo gli si aprono le nuvole del cielo e inizia ad intravvedere un francobollo di azzurro, di sereno … a quel punto si apre, si decontrae psicologicamente a tal punto che possono persino far capolino velate richieste di un rapporto affettivo, diciamo, un po’ più profondo con chi in quel momento gli fa vedere  che la Vita vale sempre e comunque la pena di esser vissuta.

   La difficoltà maggiore infatti consiste di mantenere una serietà e una vera pulizia di fondo che però non evitano la nascita di un rapporto affettivo che chi potrebbe giudicare dall’esterno potrebbe veramente giudicare molto male.

   Una cosa è sicura, ci vuole molto, moltissimo equilibrio ed una altrettanto profonda capacità di autocontrollo da gestirsi con estrema delicatezza per non ferire i diretti interessati che hanno acceso nuove speranze che non vanno deluse con falsi moralismi.

   Per fortuna mia ho settant’anni e i capelli bianchi e in queste condizioni, certi rischi non credo proprio di poterli correre più, anche se talvolta certe persone si affezionano a me in una misura che mi sorprende anche perché, tutto sommato per loro sono e dovrei rimanere un estraneo, che gli offre moralmente quel che gli offre e gratis, ma sempre un estraneo.

  

  

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