ESSERCI O NON ESSERCI (su Facebook, Twitter …)

30 marzo 2013

sxxx1

   Ci sono momenti della mia vita talmente positivi che vorrei infantilmente comunicarli a tutti, trasmetterli nel pieno delle emozioni che li hanno generati, solo per il gusto di condividerli con qualcuno, anche con uno sconosciuto a patto che possieda una mente aperta, pulita e onesta.

   E forse questo è uno dei motivi per cui ogni tanto mi metto a scrivere senza una meta precisa su questo Blog che, quando appunto ci infilo cose anche personali, non lo considero assolutamente una valvola di scarico ma una possibilità aggiunta di colloquiare positivamente con i miei simili trasmettendogli un qualcosa che ritengo valido o perlomeno degno di esser letto.

   Ben astenendomi però dal cacciarmi in uno di quei Social Network talmente frequentati che non si capisce come tanta gente potesse sopravvivere prima che qualcuno li inventasse.

   Se questi contenitori virtuali di finta Amicizia, l’Amicizia è un’altra cosa, servissero solo a velocizzare il transito delle notizie, a far cadere tanti ponti (con e senza pedaggio) inutili, se tutto quello che ci gira dentro fosse vero, sincero ed onesto, se ogni notizia riportata fosse vera come la Bibbia … ma non è così.

   Spesso poi, chi ci naviga dentro quasi senza soluzione di continuità e quasi per riflesso condizionato, come tanti giovani, sempre agitati dalle proprie insoddisfazioni, incertezze, carenze affettive, sogni delusi … è perso già di suo, incapace di vivere anche un sol giorno una vera interiorità in sincera e sana solitudine, primo passaporto valido per una vera Maturità.

   In più ogni contatto interpersonale viene ormai visto come un qualcosa sempre possibile in tempo reale in quell’ambito, ma nessun legame deve esser forte e duraturo, solo quanto serve, nulla di più ed anche essere il più breve e veloce possibile.

   Ciò che conta è mantenere viva la sensazione di esser sempre collegati ad un cordone ombelicale che generi sicurezza (anche simulata, non importa), racconti all’infinito a se stessi la penosa bugia di un mondo pieno zeppo di tantissimi amici disponibili; privarsi poi di uno di questi cordoni non sarà mai traumatico, ce ne sono sempre pronti almeno altri mille + uno per un collegamento attivabile con un semplice touch screen sullo schermo di un telefonino.

   Un’altra grossa motivazione a questo tipo di frequentazioni è l’inclinazione ben sposata alla possibilità gratuita di farsi gli affari degli altri, senza pagare il biglietto di ingresso, senza responsabilità precise e soprattutto senza esser costretti a far vedere necessariamente la propria vera faccia, marcando se mai il territorio come molte bestioline fanno con le proprie urine, sparando anche sentenze campate per aria oltre che mettere in pista le proprie realtà di fantasia assieme alle fantasie più camuffate da realtà reale, un ginepraio talvolta pure pericoloso per le possibili conseguenti interferenze nelle immancabili menti ancora deboli che frequentano il grande Circo. 

   Un ambiente senza regole VERE in cui c’è libero accesso per esprimere giudizi, critiche, opinioni anche fasulle, senza pagare il dazio, possibile e lecito per chiunque voglia oltrepassare quella soglia, attraverso la quale, se fosse un’entrata di casa vostra, non so proprio se ci fareste passare chiunque come gli permettete di fare, anche se virtualmente, attraverso lo schermo del vostro Pc.

   Confesso che proprio a questo proposito mi fa molto pensare la facilità con cui perfetti sconosciuti si trattano fra di loro come vecchi amici, anche se tutti sono sempre pronti a restituire schiaffo su schiaffo, coltellata su coltellata.

   Dove tutto è uguale e diverso da tutto, tutto dipende da quello che uno scrive e da quello che l’altro legge e crede di voler capire senza l’obbligo della “prova certa”.

   E’ il Festival della superficialità, delle impazienze, delle fughe dalla realtà vera, delle botti di aceto scambiato per miele e viceversa.

   Per stupidità?

   No di certo, io penso solo grazie alla presunzione di poter rimanere, a comando, estranei da qualsiasi situazione negativa o di pericolo e di poter fare come la lumachina che appena sente odore di aria fritta, ritira le piccole corna, perché tanto che le cose vadano bene o male, si tratta sempre di realtà virtuali.

   Almeno questa è la credenza comune, immaginata come senza conseguenze dirette nella vita quotidiana.

   Ma quanti poi sono veramente capaci di discernere tra bene e male, verità e bugie, ipocrisie e onestà comportamentale?

   E a quanti di costoro la cosa poi interessa veramente?

   Ma soprattutto quanti ne vengono loro malgrado coinvolti almeno psicologicamente?

   Non tutti dispongono delle energie di Ercole.

   Vera incoscienza cosciente: d’altra parte viviamo nell’era della Pubblicità secondo gli schemi del famoso Mulino Bianco, degli ambienti da arredare grandi come sale di improbabili castelli, di case “popolari” tutte fornite di grandi giardini, di cani scodinzolanti su pavimenti tirati a specchio, di materassi che non si capisce perché se sino a ieri costavano 1000, adesso te li vendono per pochi centesimi, di sorrisi che non possono spegnersi mai sui volti gente nata benestante che sta così bene sullo schermo del tv e che non vedrà mai l’eventualità di dover cambiare i propri orizzonti: continuo ?…

    

 

 

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