ADESSO TI TOCCA FARE SUL SERIO, SIGNOR PRESIDENTE

22 aprile 2013

pprs

   Oggi abbiamo assistito all’insediamento del nuovo vecchio Presidente della Repubblica.

   Colui che non ho mai amato in modo particolare … anzi …

   Parole tante, fatti …

   Ma a me sta bene così anche se non posso non domandarmi se è proprio vero che in tutta Italia non c’era un’altra persona all’altezza di tale incarico o perlomeno capace di prendere in mano le palle di chi se lo merita da lustri.

   Comunque, chi è incapace di cambiare le proprie idee davanti all’evidenza che sino a quel momento si era sbagliato nel giudicare, è solo un pover’uomo.

   Io sono un poveretto ma in un altro senso, quello economico, infatti, oggi, dopo aver sentito parlare il nostro Presidente, non ho esitato a guardarlo con nuovo entusiasmo e speranza, mi ha preso un tal senso di novella ammirazione per questo vecchio politico che non stava risparmiando nessuno, che mi sono persino dimenticato dei suoi trascorsi di Falce e Martello e gli ho moralmente battuto le mani anch’io che sino a ieri, quando appariva in Tv, cambiavo subito Canale.

   Complimenti all’uomo e allo statista, soprattutto massima stima all’uomo che oggi, parlando alla Nazione, è stato capace di tirare per le corna senza mezze misure la quasi totalità del nostro Mondo Politico che non poteva non riconoscere tutti gli errori e le troppo pesanti manchevolezze compiute negli ultimi anni.

   Un’unica recriminazione da parte mia.

   Non poteva questo grand’uomo, se è vero che è così grande e che stavolta ha veramente intenzione di far rispettare il suo Popolo da chi detiene il Potere, non poteva mettere tutta questa gente con le spalle al muro da tempo al momento giusto?

   Compresi i tecnici da lui fatti malauguratamente salire (malauguratamente, tranne qualcuno) nell’Olimpo del Potere?

   In fin dei conti ha avuto a sua disposizione almeno sette anni sette.

   Ma come dicono a Napoli … chi ha avuto ha avuto ha avuto, e chi ha dato ha dato a dato, scurdammoce ‘o passato e … e tanti auguri Signor Presidente, vediamo se d’ora in poi dimostrerai di essere veramente l’omino terribile che con viva e vibrante commozione (questa volta sul serio) oggi lanciava strali in ogni direzione dai banchi del Palazzo senza più concedere alcuna indulgenza per nessuno degli strapagati presenti.

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