CHI SI ACCONTENTA …

11 maggio 2013

pass

   C’è chi per rilassarsi, poveretto, deve andare ad urlare sui gradini dello Stadio, chi deve leggere una rivista di gossip, chi interrogare il proprio ipod, tipo “specchio delle mie brame, dimmi chi …” per aver conferma che “gli altri” non lo hanno dimenticato, e poi chi deve andare a fare shopping compulsivo, chi deve spettegolare su tutto e su tutti o si deve esibire come superesperto in problemi sociali, politici, di welfare, chi deve andare in palestra a gonfiarsi i bicipiti e i pettorali convinto che quella sia moneta essenziale per venir considerati dagli altri, chi si ficca nei timpani il primo auricolare a portata di mano, basta non ascoltare ciò che capita attorno, chi scorrazza su Internet alla ricerca di siti porno o di chat diventati per lui più indispensabili di una canna o peggio …  ma anche chi in quanto a polverine o derivati non si fa mancare nulla, anche se continua a lamentarsi che non ce la fa ad arrivare a fine mese …

   Mucho lo siento per tutti quelli che affermano che non è possibile che il mio cervello funzioni in un altro modo più personalizzato e non si faccia cogliere da quei pruriti che per me sono stupidi (solo per me, lo so) intanto le mie pulsioni parlano un’altro linguaggio, se mai prendono in considerazione stimoli di altri livelli sicuramente non condivisi da tutti e di cui gran parte della Gente può e vuole farne a meno.

  Voi poi non immaginate, tanto per dirne una, quanto sia intrigante, anche a tempo perso, mettersi dall’altra parte del cristallo (antiproiettile) e osservare, osservare, osservare tutto e tutti con animo disteso e senza mai giudicare, anche perché non servirebbe a nulla e sarebbe comunque una presuntuosa perdita di tempo e di energie.

   Per me è assolutamente importante avere a disposizione luoghi e tempi ormai decisamente lontani (per me) da certe mischie.

   Anche oggi, mentre mangiavo, il TG ne raccontava di cotte e di crude, i soliti bollettini di guerra, di disonestà, di violenza, disastri e malcostume.

   Se non fosse stato per la tragedia del Porto di Genova, non avrei nemmeno alzato lo sguardo dal piatto.

   Un pensiero triste per tutta quella povera gente tragicamente coinvolta e, finito di desinare velocemente, me ne sono uscito in giardino per tirare un po’ il fiato.

   A due passi dalla porta di casa, in mezzo al verde da cui spuntano aiole di fiori variopinti tra arbusti e qualche albero da frutta amorosamente curati, qualche anno fa mi sono costruito un piccolo gazebo artigianale, ai cui quattro sostegni laterali, tra i rami del ribes piantato alla loro base nel terreno, ho appeso delle piccole ceramiche di arte povera, una licenza poetica un po’ kitch …

   In attesa del caffè che quella santa donna di mia moglie mi stava preparando e con il Mac book in stand by su Google, perché mi stavo godendo i discreti suoni della campagna circostante, ho iniziato ad avvertire come un frullar d’aria attorno a me …

   Nemmeno Camillo e Mammina, i miei due grossi “gatti da guardia”, animali domestici ma non addomesticati e totalmente autonomi con cui condivido questi spazi da molti anni, nemmeno loro sembravano far attenzione a quei suoni sommessi e ad uno strano cinguettio bitonale, anche perché ormai abituati alla rumorosa presenza delle gazze e delle tortorelle, a quella insistente e irrispettosa dei merli che arrivano a svolazzarti a mezzo metro dal naso, così io evitando di fare qualsiasi rumore e senza muovere altro che gli occhi mi sono messo a scrutare attorno sinché non ho visto posata mezzo nascosta tra le foglie sul rametto di un melo una stupenda Cinciallegra che teneva ben stretto nel becco un grosso insetto, forse uno dei primi Maggiolini o una Cetonia.

   Dopo qualche prudente tentennamento in fase di avvicinamento, e tenendo bene sotto controllo ogni mio possibile movimento, si è molto coraggiosamente posata giusto a due metri davanti a me sull’orlo di una di quelle anfore appese e ci si è infilata dentro: qualche istante, un improvviso e rumoroso pigolare proveniente dall’interno, e poi l’uccellino è ripartito schizzando fuori dal coccio verso altre mete.

  Mi sono allora avvicinato alla “stretta “bocca” di quella terracotta, ricordo lontano di una mia tappa a Sines (Costa Atlantica del Portogallo) e con grande stupore ho intravisto ben sette pulcini sul fondo, tutti stretti uno contro all’altro, che appena hanno avvertito la mia presenza, nella penombra di quel rifugio sicuro hanno spalancato i loro becchi tutti orlati di giallo e ridicolmente grandi rispetto al loro corpo, reclamando “a viva voce” che li nutrissi con qualche ghiottoneria …

   Logicamente, mi sono subito allontanato per non turbare l’intimità di quell’habitat prima che i genitori della covata, sempre di guardia sulle piante circostanti, pensassero di doverli abbandonare perché contaminati da una presenza estranea (è la norma) e facendo finta di nulla ho ripreso a viaggiare in Rete sul mio Mac, seduto lì a due passi, mentre con la coda dell’occhio curavo l’assidua spola dei piccoli genitori pennuti che a quel punto non cessavano più nel loro andirivieni per nutrire la piccola nidiata, ormai tranquillizzati sul presunto pericolo cessato che io potevo rappresentare per loro.

   Sapeste quanto era lontano il mio pensiero in quei momenti, tra tutti gli altri possibili con questi chiari di luna, da IMU ed Affini, dall’eterna lotta tra Sinistra e Berlusconi, dalle solite bollette da pagare arrivate puntualmente anche oggi, da un Governo composto ancora per l’ennesima volta dalle solite facce, che mi sembrano tanto ideologicamente lontane dal Popolo che dovrebbero amministrare e proteggere, che si passano il testimone e che litigano senza soluzione di continuità tra di loro per tutto tranne ma legate da un unico comun denominatore: i compensi economici personali, Presidente della Repubblica compreso che già negli anni del primo incarico dei soldi se ne dovrebbe essere messi in tasca abbastanza e che non se li potrà certo portare nella tomba, scadenza temporale non più così imprevedibile.

   Mi sta venendo un dubbio: che si capisca che scrivo sempre di meno perchè le incongruenze di questo momento storico sono diventate eccessive, troppi hanno perso il senso della misura, soprattutto la misura di se stessi e quello che prima era solo un vago senso di nausea ora è una certezza?

 

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