Quant’é bella Giovinezza che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, del doman non v’é certezza …

29 maggio 2013

nav

   Anche se siamo quotidianamente inondati da notizie di Cronaca Nera, Politica impazzita, Magistratura e Burocrazia con la spina dorsale fatta di inflessibile acciaio al carbonio che arroccate su regolamenti che puzzano di cadavere stanno rovinando l’Italia che annaspa in una Economia alla deriva, questo non toglie che si possa volgere lo sguardo anche su tanti altri ameni problemi che in un modo ed in una misura o nell’altra condizionano la nostra vita quotidiana.

   Tanto, per quanto detto, già ci sono schiere di giornalisti ed opinionisti che ci stanno vomitando sopra fiumi di parole (come i nostri politici) quindi oggi parlerò di un argomento che non mi risulta esser molto “radiografato” a fondo anche se ci coinvolge un po’ tutti e che molto poco ha a che fare con quelli precedentemente nominati.

   Domanda: chi di voi si trova nel pieno possesso psichico del proprio corpo e delle sue pulsioni?

   Non sto parlando solo di sessualità, ma di come possiamo riuscire a gestire razionalmente ad amministrare in giusta misura gli stimoli che i nostri sensi ricevono in continuazione dall’esterno mantenendo i giusti equilibri richiesti per una convivenza sociale appena decente per poter esser definita tale.

   E allora, proprio partendo dall’uomo in genere, ficchiamo il ditino della curiosità su questo aspetto dell’animo umano,  senza bugie alla Pinocchio, senza falsi pudori e senza blocchi mentali di nessun tipo e partiamo proprio da ciò che, manco a farlo apposta, più urta le donne in genere, almeno una grandissima percentuale di loro.

   Cioè …

   La natura di qualsiasi corpo maschile in condizioni fisiologiche normali, accettabili, lo porta immancabilmente a cercare istintivamente senza soluzione di continuità un rapporto sessuale, anche se, ma non sempre, il fine ultimo dovrebbe essere quello volto alla Procreazione (a pensarci bene, quasi mai).

   Non si tratta di “bassi istinti”, questa “molla” si chiama Istinto di Conservazione, che poi si può manifestare in modi differenti, e certamente le capacità moderatrici del cervello in un individuo adulto ed equilibrato svolgono una funzione essenziale dal punto di vista dell’approccio e dei contatti sociali soprattutto intervenendo come elemento moderatore.

   Questa “molla”, di norma, in un individuo sano è costantemente attiva, anche se formalmente le consuetudini della convivenza civile creano giustamente dei paletti che però purtroppo non sempre vengono rispettati e ne abbiamo quotidianamente la squallida dimostrazione.

   Ma io voglio parlare dell’aspetto teorico del problema e mi voglio riferire ai cosiddetti comportamenti “normali”, dell’uomo normotipo, solitamente lontano e libero da blocchi etici personali e anche culturali, quando certi suoi recipienti fisico psichici diventano pericolosamente colmi e le pulsioni di quel tipo non si contano più, variandone persino l’umore e gli atteggiamenti sociali.

   Non sto quindi parlando solo di sperma in ebollizione, tanto per capirci, anche se questo comunque è un argomento che meriterebbe ben altri approfondimenti.

   Lui, il maschio, in linea di massima, cerca di trovare uno sfogo e pensa di poterlo trovare quasi sempre attraverso un rapporto sessuale, con la propria compagna, o in un altro modo socialmente lecito, ma anche occasionale, che non lo leghi in nessun senso, che non possa avere dei seguiti e delle complicazioni, che sia solo uno sfogo momentaneo sia fisico sia mentale perché lui sa bene che poi, una volta “tranquillizzate” certe sue irrequiete pulsioni DEL TUTTO NORMALI e NATURALI, tutto torna, nella sua mente, a riacquistare le giuste dinamiche ripristinando gli equilibri psicosomatici necessari per la quotidiana faticosa conduzione di ogni problematica.

   Poco da sogghignare o da sparare facili e scontati commenti ironici, soprattutto da parte di qualche femminista, questa è la realtà di Madre Natura, se un maschio non sente certi impulsi … a voi le conclusioni.

   Ma quando un maschio comprime certi stimoli senza il conscio e convinto sostegno della Ragione civile, cioè vivendoli come catena, le conseguenze tradotte in possibili comportamenti non sono mai un bel modello da seguire.

   C’è chi ha bisogno di questo tipo di reset psicosomatico una volta al mese o anche più, ma c’è anche chi ne sente la necessità ogni giorno e non vi è nulla di male in questa realtà, sempre che il cervello svolga correttamente le proprie funzioni di calmiere.

   Così, una volta trovati i giusti sbocchi alla propria sessualità, poi, come per miracolo, vedi tornare TRANQUILLAMENTE alle quotidianità delle proprie esistenze non solo l’individuo maschio più attizzato e con quell’idea fissa, ma anche il più grigio ragioniere, l’affettuoso marito, il tranquillo padre di famiglia, il nonno amoroso, dato ormai per fuori concorso (come il sottoscritto), anche se i problemi poi comunque non cessano svanendo nel nulla per miracolo, bisogna combattere e lui continua a fare il suo dovere di bravo soldatino ma con maggiore e più serena disponibilità, con minori distrazioni e soprattutto senza aver assolutamente danneggiato l’essenza del rapporto affettivo con i suoi cari prevalentemente di sesso femminile.

   Dura veritas sed veritas.

   Tutte cose non certo previste da una nota ex-senatrice passata a miglior vita che cercando di difendere  “l’onore della donna” da un qualcosa da cui lei è benissimo capace di difendersi da sola quando lo vuole veramente, Storia canta, cercando per il suo sesso il “meglio”, si è dimenticata di cosa poteva essere “bene” in un senso sociale molto più allargato e già ce ne era a sufficienza.

   E’ chiaro che le conseguenze di certa schifosa Violenza maschile non c’entra in questo discorso, quella è un fatto ignominioso e purtroppo sempre vivo, ma non c’entra proprio in queste considerazioni, come dire che se uno ruba, tutti sono ladri.

   Ritornando a bomba, non mi si venga a dire che da quando sono stati chiusi i Casini del Bel Paese le Puttane sono diminuite di numero, il meretricio è scomparso, la Morale è salva, etc, etc, etc., se mai, con l’avvento e gli incentivi della loro Libera Professione si sono gonfiati i “listini prezzi” di tante signore molto “sportive”, nonostante il fiorire di moltissimi Centri Massaggi con gli occhi a mandorla, prezzi popolari e caratterizzati da un certo tipo di prestazioni esentasse (perché non in listino ufficiale).

   Volendo fare un accostamento su certi comportamenti orientati a scaricare lecitamente tensioni, alla ricerca del relax e di maggiori equilibri, le donne si comportano normalmente seguendo processi psicosomatici molto differenti da quelli dei maschietti, e il solito maschilista, preoccupato di dover veder diminuire l’importanza del proprio ruolo storico di presunta superiorità spessissimo sbandierata solo a parole, e incapace di comprendere che le donne al suo confronto sono esseri anche biologicamente più evoluti, cerca di dissacrare l’argomento affermando che loro ragionano essenzialmente con l’utero.

   Invece di solito i processi psicosomatici femminili sono molto più sottili, equilibrati e ben cablati rispetto a quelli maschili nell’atto di interfacciarsi con le realtà del Mondo circostante: si sa, nel Genere Umano, l’uomo rappresenta la versione Beta del progetto, la donna quella definitiva.

   Ma non dimenticate che sto parlando sempre in senso generale, riferendomi alle maggioranze dai caratteri standard, quelli che qualcuno, sbagliando, definisce normali, perché non è assolutamente detto che non siano normali quegli individui che escono dagli standard ufficialmente accettati in modo generico e spesso superficiale.

   Eppure, nonostante la supremazia del Genere Femminile da me ora celebrata in chiaro, talvolta le donne mostrano un fianco molto scoperto della propria natura, sono cioè spesso incapaci di scindere la mente dal corpo ed assegnano a quest’ultimo un ruolo la cui importanza finisce per occupare esageratamente la sfera psicologico-comportamentale.

   E questo non è certo segno di libertà mentale, di capacità di astrazione a prescindere, e molto altro ancora.

   Torniamo per un istante al discorso “massaggi”, pratica a cui moltissime donne si sottopongono in Centri appositi per rilassarsi, o anche perché li trovano gradevoli e ciò loro basta.

   Una scelta questa, volta comunque anche a realizzare ”in sicurezza” degli scarichi emotivi, totalmente lindi da qualsiasi cointeressenza di tipo sessuale, a patto però (nella stragrande maggioranza dei casi) che chi effettua il massaggio non sia un maschio, guarda caso.

   Io che eseguo massaggi di ogni tipo da anni, oltre ai trattamenti di normale routine terapeutica, nel tempo ho avuto modo di assistere in moltissimi casi al crearsi di una familiarità pulita, libera e onesta ma caratterizzata da un aspetto ben preciso che in effetti va valutato in modo totalmente asettico e totalmente astratto da qualsiasi manipolazione etica o morale: il contatto manuale tra le mie mani e il corpo fisico della donna.

   Dato che qualsiasi tipo di massaggio crea piacere, gradimento generico, chiunque cerchi questo tipo di sensazione lo sa e quindi lo fa per un motivo ben preciso: per stare meglio, per ricevere delle sensazioni comunque gratificanti, in pratica per avere a disposizione un po’ di tempo in cui staccare la spina senza dover rimanere sempre sulle difensive.

   Ma non tutte le donne sono capaci di isolare idealmente la loro sfera sessuale dal paio di mani eventualmente proprio maschili che le stanno trattando.

   Non si tratta di un fatto di Cultura, di morale, di pudore …

   Onestamente io non so come spiegare questa cosa perché mi è capitato di massaggiare donne semplici, cosiddette del Popolo, come donne di prima linea, belle, importanti, impegnate … e ancora certe volte le loro reazioni, tante volte di gradimento tant’altre di netto rifiuto nonostante la professionalità dei miei gesti e la discrezione nel comportamento, mi lasciano stupito per la discontinuità con cui si verificano: di sicuro questo è un argomento che affonda le sue radici in un’altra dimensione off limits per noi maschietti.

   Mi ricordo, tra altre e non proprio poche, di una coreana, cantante lirica, donna piacente, colta, madre di famiglia, sposa felice, assediata da forti mali di schiena e veramente desiderosa di staccare la spina dalla vita quotidiana … almeno di tanto in quanto.

    Dopo il primo trattamento mi aveva telefonato subito il giorno dopo entusiasta per i risultati ottenuti … e per ritelefonarmi nel giro di altre quarantotto ore per dirmi che mi ringraziava tanto ma che non se la sentiva di continuare perché le mie mani erano le mani di un uomo e lei sempre donna era … 

   Amen, così sia.

   C’è un vecchio detto francese che recita: …l’uomo è uomo e la donna è donna, e viva la differenza … (perché la differenza c’è e come).

 

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