IL MIO REGNO PER QUELLO SGUARDO …

12 giugno 2013

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   Quando ai miei tempi, quando facevo il fotografo (di studio) e anche se mi piegavo a fare certi servizi fotografici che non mi piacevano ma rappresentavano un po’ l’unica sicura fonte di pane quotidiano, tipo quelli di moda spicciola, ma MAI matrimoni ed affini … improvvisamente sono giunte sul mercato le fotocamere che non sbagliavano un click, e allora ho capito al volo che il mondo stava cambiando e che mi avevano caricato senza chiedermi nulla su di una pericolosissima giostra senza freni che picchiava verso il basso.

   Il mercato era alla ricerca di nuovi sbocchi e cercava di infilarsi in tutti quei settori dove l’utente medio sino a quel momento era rimasto escluso grazie a comprensibili complicazioni essenzialmente tecniche, e ha iniziato prima con le macchine fotografiche, poi con le telecamere, con l’alta fedeltà, con strumenti del fai da te sempre più sofisticati e a minor costo, sino all’avvento dei personal computer e dei telefonini tuttofare.

   Una volta offerti gli strumenti operativi, bastava solo cambiare le logiche di mercato, dare quattro istruzioni in croce, tanto le macchinette erano programmate per fare loro tutto il resto, almeno dal punto di vista tecnico, finire con l’operazione di convincimento mediatico che tutto era alla portata di tutti, e così è stato.

   Almeno sino ad oggi, quando, anche se sei ignorante come una capra nana e non conosci nemmeno la sintassi del periodo, ti viene un dubbio, sorge una curiosità, cerchi una risposta e vai su Internet che ti dice tutto (e il contrario di tutto).

   Ciò che conta è che tu sia sicuro che nulla può più aver segreti per te e anche se sei solo appena capace di leggere ma sai digitare su di una tastiera, il tuo scibile non conoscerà più alcun limite e magari puoi anche pensare di dare qualche lezione di ripetizione ad Albert Einstein senza aver perso tempo sui banchi di scuola o facendoti esperienze che costano sudore, pazienza, convinzione, sacrifici , tempo … e CAPACITA’.

   Tutti hanno così potuto iniziare ad avere conferma che il loro lontano convincimento di esser bravi come Superman Nembo Kid era proprio vero, che tutti erano capaci di far tutto e subito e da soli, che era arrivato finalmente il momento in cui ognuno avrebbe potuto realizzarsi come entità indipendente in qualsiasi funzione.

   Certo, bastava comperare la macchinetta necessaria autosufficiente al 90% … e pagare il dovuto a chi nell’ombra si stava fregando le mani per esser stato così bravo a creare tante illusioni.

   Così, mentre si perdeva una fetta di professionalità ormai programmata come irrecuperabile, e anche un certo livello di Know How, mentre il concetto di fantasia e creatività unito a quello di cultura, veniva relegato tra le due fette di un sandwich di Mc Donald con un po’ di senape o ketchup per contorno, tutti ormai onanisticamente paghi hanno scoperto di poter realizzare una fotocopia anche approssimativa di ciò a cui si poteva anelare, forse approssimativa ma appagante visti i livelli delle esigenze socialculturali medie non certo brillanti di luce propria.

   Tutto quello che prima richiedeva l’intervento di chi doveva avere veramente idee chiare, preparazione tecnologica, professionalità e strumentazione adeguata anche se magari un po’ meno sofisticata dell’ultimo sensore fotografico del telefonino, un miliardo di pixel destinato a gente nata orba o strabica anche se non per colpa propria, non aveva  ormai più senso perché era il solito discorso della Tecnologia in mano alle scimmie, tutti per uno e uno per tutti, anche uno scimpanzé può imparare a guidare un trattore, per le Ferrari ci stanno studiando.

   E non me ne voglia chi è convinto di essere il fotografo più bravo del mondo col suo tablet sempre a portata di mano, e che però manco SA chi erano, senza andare troppo indietro, almeno Avedon, Hiro, Brandt o Irving Penn.

   Così, prima ho smesso di fare il fotografo, poi ho cessato con le produzioni audiovisive sia scientifiche che commerciali, poi ho lasciato le tastiere di sistemi computerizzati per la gestione dell’immagine, computer particolari funzionanti con software ipersofisticati come quelli che utilizzavo a RaiDue.

   Adesso provano a farli funzionare bene da ragazzini disposti a non prendere il becco di una lira pur di lavorare a certi livelli e così mi sono messo serenamente in pensione senza però rivelare a nessuno come funziona l’altro 90%, MOLTO meno noto, di software tipo Photoshop, After Effects, Motion, Final Cut, Aura, etc… per non parlare dei 3D.

   Continuino pure gli “iosotutto” a giocare in eterno con Power Point.

   Mi sono detto, un po’ di cultura ce l’ho, mi piace scrivere, non riesco a starmene buono un minuto senza che il cervello bussi cassa … quasi quasi apro un Blog e mi metto a scrivere.

   Povero pirla, povero illuso.

   La sensazione di esser diventato una fotocopia ben inquadrata di maniera degli stimoli sociali, più passa il tempo, più cose accadono, è sempre più forte.

   Che senso ha, mi chiedo, continuare a sputare opinioni, a porsi pubblicamente interrogativi di cui già si può supporre la risposta quando una risposta seria la si sta cercando?

   Che senso ha avere una opinione se poi chi hai fronte arriccia il naso e cambia pagina, appena gli suona stonata una virgola solo perché usa una carta igienica di un altro colore?

   Che senso può avere a trattare argomenti anche difficili come quelli sulla Salute sempre più in mano a distributori di pastiglie, altri sulle logiche comportamentali, altri sull’onestà di pensiero …… con tutti quelli che lo fanno per mestiere o perché hanno i loro motivi, perché ti devono vendere qualcosa o sputtanare qualcuno che gli sta antipatico?

   Sto pensando seriamente di mettermi sulla riva del fiume accucciato in seiza e con la bocca tappata come consigliava il mio primo Maestro di Arti Marziali ormai passato a miglior vita portando con sé la sua saggezza veramente unica.

   Magari, se proprio mi scappa, mi sa che mi deciderò prima o poi ad editare solo qualche raccontino personale, giusto per farvi sorridere un po’ mentre i Tg berciano tra politica, guerre, malavita, disastri, suicidi, stupri, droga, rapine, meteo improbabili e qualche comunicato del nostro amato Presidente che ci parla sempre con viva e vibrante soddisfazione, beato lui, ma … che palle !!!!!!!!!!!!!

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