UNA STORIA DI MAL DI SCHIENA TESTARDO … ma non troppo

1 luglio 2013

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   I mali di schiena, quelli veri, sono indubbiamente uno dei disturbi più frequenti che ci affliggono ormai ad ogni età, direi quasi una malattia sociale.

   Ma prima di correre al Pronto Soccorso o da uno specialista che immancabilmente prescriverà esami del sangue, radiografie ed esami sempre più specifici già pregustando la diagnosi di una ernia del disco o nei casi più clementi di una bella scoliosi … secondo il mio umile parere sarebbe molto importante non farsi cogliere da fobie gratuite e valutare se quel male di schiena non è forse una conseguenza evitabilissima di un nostro status organico a cui siamo giunti avendo sottovalutato o addirittura completamente ignorato fattori scatenanti che talvolta sono tanto evidenti da diventare invisibili.

   Vi faccio un esempio personale.

   Anni fa, un’auto guidata dal solito pirata della strada, mi ha fracassato le ossa del bacino, frattura bilaterale più altre cosette tipo frattura esposta della clavicola dx, lussazione di atlante ed epistrofeo e … e qui mi fermo perché la lista è troppo lunga e a voi non interessa.

   Ero giovane, avevo ed ho la pellaccia dura e ho recuperato completamente, anzi è stato un ottimo incentivo per iniziare una vita da vero sportivo.

   Verso i 50anni sono iniziati però i mali di schiena.

   Postumi delle fratture subite in quell’incidente?

   Mah …

   Radiografie, Tac della colonna vertebrale … solite deduzioni … qualche disco intervertebrale sofferente etc …

   Fisioterapia, ginnastica correttiva … ma i mali, tosti e persistenti nonostante l’assunzione di antidolorifici specifici non mi abbandonavano mai e di tanto in quanto prendevano maggior consistenza diventando insoportabili.

   Nel frattempo a furia di fare esami clinici qualcuno aveva decretato che ero affetto da ipertensione arteriosa  e mi avevano costretto alla solita pastiglietta quotidiana … sinché un bel giorno, tanto per incaramellare la festa, ecco scoppiare una colica renale da ricovero.

   L’inizio di un vero calvario, anni di cure inutili, visti i risultati inesistenti, la pressione era sempre stabilmente alta, le coliche non diminuivano, i mali di schiena certe volte mi toglievano il fiato, venivano e scomparivano … sinché un giorno, durante un Congresso medico, un chirurgo con cui stavo lavorando e che si era reso conto che mi stava arrivando una colica renale, anche se per fortuna non si trattava di una delle più cattive, in un intervallo mi prese da parte, fece una anamnesi veramente completa della mia situazione, senza farmi trascurare nessun particolare di quanto gli stavo raccontando, e nel giro di ventiquatt’ore, dopo aver fatto tutte le sue valutazioni, mi prescrisse una dieta particolarissima.

   Nel giro di un paio di mesi la pressione aveva iniziato a scendere, le coliche si erano diradate anche se ogni tanto i miei reni continuavano a generare renella.

   A quel punto, proprio da parte di quel Professore che mi assicurò che dovevo continuare a seguire le sue prescrizioni perché i primi risultati si iniziavano a vedere, mi fu ulteriormente consigliato innanzi tutto di rassegnarmi a bere almeno QUATTRO litri d’acqua al giorno per un paio di mesi, alternando la frizzante con quella normale, e poi di buttar via la pastiglia per l’Ipertensione ma sostituendola con un farmaco (di cui non posso fare il nome per questioni deontologiche) la cui funzione era quella di “solvente” di qualsiasi residuo di “precipitato” si ostinasse ad alloggiare nei miei reni, nel mio caso ossalati di calcio con qualche vago conglomerato di acidi urici.

   Da anni ormai io piglio una di quelle pastigliette una volta ogni 3, 4 giorni, i miei reni si sono completamente ripuliti e devo avere solo l’avvertenza di mantenerli in quello stato continuando con quella dieta che tra l’altro non mi pesa assolutamente e mi consente di alimentarmi senza grossi problemi, ed assumendo periodicamente a scanso di equivoci quel farmaco pulitore.

   Basta non mixare alcuni cibi fra di loro ed abolirne qualcuno decisamente “critico” per il mio metabolismo e così le coliche sono “miracolosamente” scomparse, la pressione è puntualmente 150 su 70 (non dimenticate che ho 71 anni) e NON SOFFRO PIU’ DI MALI DI SCHIENA anche quando faccio sforzi che alla mia età sarebbe meglio evitare.

   Che delusione per chi mi voleva operare alla colonna vertebrale!

   Che delusione per gli specialisti in problemi di pressione arteriosa che avevano decretato che mai e poi mai per il resto della mia vita avrei dovuto interrompere l’assunzione dei farmaci che mi avevano prescritto.

   Che smacco per tutti quei soloni in camice bianco che, non andando qualche centimetro oltre la punta del loro naso, non avevano capito che i miei dolori in L3, L4 ed L5 altro non erano che un dolore “riferito”, la reazione algica ad una infiammazione locale cronicizzata dei miei ureteri.

   Un consiglio mi sento di darvelo: quando vedete che le medicine che vi prescrivono non ce la fanno proprio a togliervi qualche male, soprattutto i mali di schiena … fatevi almeno venire il dubbio che magari, cambiando medico …

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Una Risposta to “UNA STORIA DI MAL DI SCHIENA TESTARDO … ma non troppo”

  1. gianluigi Says:

    complimenti ma chi era questo medico avrei bisogno di un consulto


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