PRIMA CASA, GIOIE E DOLORI, una storia di vita vissuta

9 agosto 2013

h2   Visto che si parla tanto di IMU e di prima casa come se l’averla acquistata fosse una colpa da ricchi e da far pagare a caro prezzo come se si trattasse di un lusso e non dell’impiego di ogni risparmio fatto in tempi economicamente meno crudeli e non con l’acqua alla gola, vi voglio raccontare la mia esperienza personale.

   Quasi quarant’anni fa, quando di quello “scostumato e disonesto” Berlusconi (secondo i togati di Stato) ancora non si conoscevano le “nefande” gesta, io mi guadagnavo da vivere facendo il fotografo di studio e ho vissuto e lavorato per dieci anni in un appartamento di uno stupendo e antico stabile della vecchia Milano situato nella zona della darsena dei Navigli.

   Finalmente il lavoro “aveva preso” ed i miei clienti più affezionati e fedeli erano tanti e importanti, molti dai nomi notissimi, quando un bel giorno una nota megaBanca di cui tra l’altro ero da tempo cliente, decise di creare una sua Sede importante e di prestigio giusto nei locali immediatamente sottostanti a quelli dell’abitazione di cui ero l’affittuario e che occupava quasi tutto il primo piano, giusto all’interno degli immensi spazi di un vecchio cinema che aveva chiuso i battenti.

   Sarebbe stata una stupenda e lussuosa sede in stile Antico Lombardo, tipo Liberty, quella progettata sulla carta, che comunque necessitava di moltissimi lavori di ristrutturazione e modifiche da effettuarsi in quel vecchio Palazzo dal nome altisonante: Reininghaus.

   Il lavori iniziarono e nel giro di qualche giorno assieme ad essi, rumori e vibrazioni inaspettate che riuscivano a scuotere le vecchie pareti di sasso spesse più di 60 cm. perché nel contempo erano iniziati i lavori di trivellazione nel sottosuolo per la creazione del “Cavò”.

   Il tutto, vera follia, senza aver eseguito alcun sopralluogo preventivo al primo piano dove vivevo e dove i locali al posto di triste e piatto cartongesso, avevano degli altissimi soffitti con degli “stucchi” elegantissimi in ottimo stato di conservazione.

   Preoccupato per tanta leggerezza operativa, ed anche irritato per quest’azione iniziata ignorando nel modo più scandaloso eventuali diritti altrui e la nostra incolumità di esseri umani oltre che di condomini, mi rivolsi alla Direzione dei Lavori che solo allora si decise a fare un sopralluogo .

   Non si preoccupi, Lei non sa chi siamo Noi, teniamo tutto sotto controllo, pericoli zero.

   Infatti, nel giro di una settimana in alcuni soffitti si crearono delle crepe preoccupanti …

   Altro sopralluogo.

   Stesse assicurazioni e ulteriore assicurazione che a lavori terminati la Banca avrebbe provveduto ad ogni riparazione si fosse resa necessaria e via andare.

   … Noi teniamo tutto sotto controllo, pericoli zero, Lei non sa chi siamo Noi, dorma i suoi sonni tranquillo …

   Le ultime parole famose.

   Infatti, la settimana seguente, una mattina, mentre appena salito in auto posteggiata dall’altra parte del piazzale facevo ciao con la manina a mia moglie affacciata al balcone della camera da letto, vidi alle sue spalle uscire una immensa nube bianca che la avvolse tutta, come se in casa ci fosse stata una esplosione.

   Spaventatissimo mi precipitai di corsa a casa: mia moglie miracolosamente incolume, i bimbi erano già andati a scuola, il muro della nostra camera da letto che avevamo occupato fisicamente sino a pochi minuti prima, crollato completamente e si erano aperti in due come balene sventrate anche i soffitti sia dello studio sia del laboratorio/archivio (metà appartamento era abitazione e metà studio e laboratorio, lo spazio era tanto).

   Ho fatto immediatamente intervenire i Vigili Urbani che hanno subito bloccato i lavori ed è iniziata una lunga serie di controlli, sopralluoghi postumi, via vai di tecnici e discussioni sulle responsabilità come se non fosse chiaro di chi era la colpa di quanto accaduto, e ringraziare il cielo che nessuno si era fatto male.

   Un anno di blocco totale dei lavori, per la Banca ma anche per me, materialmente impossibilitato ad usare lo studio e dopo aver pure perso l’80% dell’archivio, pellicole rovinate senza rimedio, una vera ricchezza finita sotto alle macerie.

   Per inciso, la mia padrona di casa, vedova di un famoso pittore, era una donna vecchia, stramba, che vedevo solo ogni fine mese quando andavo a casa sua a pagarle l’affitto, e poi lei scompariva a spenderseli in qualche beauty farm e anche perché non voleva sentire nessuna notizia che la potesse preoccupare o coinvolgere.

   E anche in quell’occasione lei scomparse lasciandomi solo a gestire le cose.

   Infatti, lei non era presente quando sono finalmente state convocate in Tribunale tutte le parti: da una parte io, dall’altra, con grande imbarazzo, alcuni Dirigenti della Banca con i relativi avvocati, costretti a presenziare, che ancora me li ricordo tutti in fila in piedi in quell’ufficio, compunti, nelle loro grisaglie, camicie azzurre di piquet, cravatte di seta, belli sbarbati … il Pretore era stato molto chiaro: i lavori avrebbero potuto riprendere solo col mio consenso e a patto che a tempo debito mi venissero riconosciuti danno emergente, lucro cessante e, a fine lavori, diritto alla completa restaurazione dei locali, che nel frattempo erano diventati un indecente deposito di polvere e macerie sotto sequestro tra le mura dell’abitazione da me occupata.

   Da precisare che già da tempo avevo iniziato con la padrona di casa le trattative per l’acquisto dell’appartamento in questione.

   Gli stucchi non furono mai rifatti, di denaro per i danni subiti non ho visto un centesimo, e, anche se non ne ho le prove documentali, l’unica persona a cui è stato liquidato del denaro è stata la mia padrona di casa che è subito scomparsa con i soldi e si è rifatta viva dopo alcuni mesi tramite il suo avvocato per comunicarmi che aveva venduto la proprietà ad altri e che avrei dovuto fare le valigie e togliere il disturbo anche se, come ho detto, nel frattempo da mesi ero, proprio con il suo avvocato, in molto avanzate trattative per l’acquisto dell’appartamento.

   Ma quel che è peggio, avendo io a quel punto nauseato da tutte quelle storie deciso di andarmene ad abitare lontano da Milano e da quella casa, in campagna, ed avendo acceso un mutuo Artigiancassa con la Regione, allora disponibile in questo senso, per acquistare nell’ambito di una nuova situazione abitativa la zona di lavoro, il tutto sempre appoggiato burocraticamente nella stessa mia Banca di cui avevo continuato a servirmi nonostante tutto e che era anche l’unica con cui lavoravo da anni, stavo arrivando alla data del compromesso col costruttore a cui avevo già corrisposto due terzi del valore pattuito ma di finanziamento Artgiancassa non se ne vedeva l’ombra.

   “In Banca non sapevano nulla …”

   Non solo, ma avendo io anche dato fondo sino all’ultimo risparmio corrispondendo gli anticipi richiesti all’Agenzia Immobiliare che mi aveva venduto la nuova casa, mi ero visto bloccato un pagamento di poche decine di migliaia di lire in quanto così” sarei andato in rosso” e la Banca, dopo che mi ero permesso di averla fatta convocare in Tribunale davanti al Giudice, manco mi aveva avvisato che mi era stato tolto ogni fido, considerando questo un provvedimento “automatico” vista la situazione, bontà sua.

   Chi ero io per fare tanto affronto?

   Cosa mi restava da fare, cosa potevo pretendere da quegli intoccabili che vendono denaro più o meno pulito, oltre a farmi amministrare, a caro prezzo, quei quattro soldi che mi erano rimasti sul conto visto che tutta la “polpa” l’avevo utilizzata per il nuovo acquisto oltre che per sopravvivere con la mia famiglia per tutto l’anno di blocco del lavoro?

   Però, questo fatto, per fortuna, mi aveva messo sull’avviso.

   Già, perché era finalmente emerso ufficialmente che il sottoscritto che “SI ERA PERMESSO” di portare in Tribunale la Banca stessa era automaticamente diventato cliente sgradito e mi era concesso di utilizzare i suoi sportelli solo per versare e gestire unicamente il denaro versato.

   Un po’ sul disperato, perché se non riuscivo ad effettuare il saldo all’Agenzia Immobiliare avrei perso anche tutti milioni già versati come caparra, ebbi una illuminazione e proprio io che non avevo mai voluto ricevere nulla da nessuno, nemmeno da mio padre, sull’orlo di una crisi esistenziale perché si trattava di recuperare una cifra considerevole, provai a chiedere aiuto ad una Persona Pubblica importante, normalmente irraggiungibile, un ex sindaco di Milano, ormai “altamente” impegnato in Politica a Roma.

   Si trattava di vecchio amico di famiglia ma soprattutto di mio padre a cui lui era sempre rimasto legato e riconoscente perché in tempo di immediato dopoguerra sempre mio padre gli aveva salvato la vita, firmando una dichiarazione di decesso, dopo uno dei soliti infami pestaggi a cui era stato sottoposto e che partigiani solo di nome, ex fascisti col vestitino nuovo e non più nero e pezzenti del genere effettuavano in quei momenti di grande confusione sociale nella cantine di qualche stabile semidiroccato per dar sfogo a vendette personali e per schifezze del genere, non certo per ricostruire una vera Italia nuova e depurata.

   E, dopo questi sanguinosi massacri, cooptavano (con la forza) dei medici di provata onestà, come mio padre, per dare una faccia legale ai decessi che si susseguivano a causa dei loro “trattamenti patriottici” di presunta pulizia razziale.

   Quanti ne salvò di semimoribondi papà facendo carte false! e fra di essi anche quel Signore.

   Animato da un filo di speranza, telefonai a Roma, e messo a conoscenza di chi lo stava cercando, Lui mi rispose subito personalmente e mi chiese dodici ora per capire cos’era successo e altre dodici per risolvere il problema.

   Il giorno dopo ricevetti una telefonata dal Direttore del Personale di quel Colosso Bancario che esordì chiedendomi se ero pazzo per essermi messo da solo “contro” a tale gigante, ma mi rassicurò dicendomi che dall’alto avevano avuto clemenza … forse anche perché la Banca era loro, anche se non ufficialmente, dello stesso colore di quel politico, insomma, e che potevo passare direttamente in Sede Centrale, giusto a pochi passi dal Duomo per ritirare i documenti della pratica ormai sbloccata con relativo nulla osta: meglio se fuori orario, con discrezione, nel suo ufficio e dalle sue mani mentre gli “originali” erano già stati trasmessi d’urgenza alla filiale sotto casa mia.

   Ma ormai i tempi tecnici per far firmare in Regione la disponibilità dei pagamenti del mutuo si erano quasi esauriti.

   Io mi armai di nuova grinta ormai deciso a tutto e me ne andai in Regione, nel vecchio grattacielo Pirelli, dove esposi alla persona giusta, che manco conoscevo, la mia situazione e, MIRACOLO, fui ascoltato non solo con le orecchie.

   Infatti, il giorno dopo, la delibera era firmata dalla Giunta e in pomeriggio potei presentarmi nella filiale incriminata della mia Banca per ritirare un “Circolare” per l’ammontare pattuito sotto gli occhi esterrefatti e colmi di accidia del Direttore che, lo ricordo ancora, mi chiese guardandomi non certo con amore quanti Santi avesse in Cielo un rompicoglioni presuntuoso e intrigante come il sottoscritto.

   Io candidamente gli risposi che era solo una questione di attributi genitali di cui avevo fatto buon uso, possedendoli, contrariamente a loro, a lui in particolare, grigio travet in mezze maniche, vigliacco, burocrate e omuncolo di parte e latore di grosse responsabilità in tutta quella triste storia …

   In questa casa in mezzo al verde che sono riuscito ad acquistare e pagare sino all’ultimo centesimo con i proventi di un onesto lavoro (non so proprio più come) ci vivo ormai da più di trent’anni e vi assicuro che i suoi muri anche dopo tante altre traversie sino ad ora sempre risolte da vincitore e da combattente a spada tratta, contengono anche il mio sangue e la mia carne oltre ad ogni mio risparmio.

   Eppure, se un “politico” importante non mi avesse aiutato a fare il primo passo, mentre la Legge sonnecchiava  e pensava ad altro … sicuramente si sarebbero trovate altre soluzioni accettabili, ma perdendo tutto grazie a burocrazia lenta, uso indiscriminato e gratuitamente violento di Potere da parte di chi lo detiene, disinteresse totale della Legge per la non esecuzione di quanto era stato da lei stabilito a mio favore e di nessun controllo successivo in merito, forse anche pilotata dall’alto da qualcuno di parte che non mi ha mai perdonato tanta vitalità e tanto coraggio, e una non troppo malcelata cattiveria di sempre nei confronti di chi si chiama libero e si sa difendere e non vuole accettare soprusi … soprattutto quando chi, nella normalità della vita fa il bello e il brutto tempo perché è il più grande e il più grosso, e ben conscio di ciò, sfrutta la situazione e possiede tutti i numeri per non venire contraddetto in alcun modo … più o meno a norma di Legge.

   Un’altra storia tipo Davide  e Golia?

   Magari … qui purtroppo il gigante cattivo è rimasto vivo e vegeto, così vanno le cose, soprattutto quando si ha a che fare con i mercanti di denaro.

   Chissà se riuscirò a rimanere, padroncino, in questa casa sino all’ultimo giorno della mia vita, chissà se lo Stato amoroso e protettivo mi concederà questo lusso?

N.B. Fatti veri e documentabili, nessun parto di fantasia, mi sono solo astenuto di fare nomi e cognomi più per delicatezza che per questioni di privacy, anche se ormai buona parte dei protagonisti è finita su, in Cielo … anche se non credo che ci siano riusciti proprio tutti, se è rimasta un po’ di giustizia.

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