I “FRAGILI” EQUILIBRI DEL SIGNOR NESSUNO

11 agosto 2013

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   Di questi tempi, chi più, chi meno, stiamo “quasi” tutti vivendo una vita difficile, e la logica risultante è che dato che non tutti i più esposti conoscono i propri punti di forza interiore indispensabili per non farsi coinvolgere negativamente da ogni alito di vento avverso, i nervi saltano e, quel che ancora è più grave, la salute fisica, con sequenziale inerzia, accusa delle cadute difficilmente superabili in solitudine.

   Da quando ho aperto questo Blog, anche se ci scrivo di tutto ed apparentemente senza un filo logico conduttore unico, molte sono le persone che intuiscono a pelle quanto io abbia idee molto chiare in genere, e non sono pochi coloro che mi contattano per cercare di trovare soluzioni al proprio stato di instabilità che li porta ad accusare disturbi fisici di vario tipo ed entità.

   Io lo ho detto e ripetuto mille e una volte che non sono un medico, non sono uno psicologo, non gioco a fare il guru e tantomeno a tentar di plagiare le persone “deboli” con finte promesse ben retribuibili come fanno i “maghi” di professione, non vendo proprio nulla e tantomeno aria ed illusioni.

   Sono solo una persona che anche se sino in America o in Cina non ci è mai arrivata per turismo high o low cost, di realtà molto differenti da quelle delle nostre latitudini ne ha viste molte, anche a migliaia di Km da casa, mantenendo sempre tutti i sensi bene attivi nel fare analisi, paragoni e considerazioni in situazioni di ogni tipo.

   In settanta e passa anni me ne sono capitate di tutto e di più, ho rischiato la pelle un’infinità di volte, ha lottato, osservato, imparato e fatto tesoro di tante cose che forse solo andando al mare d’estate a Riccione o anche a Sharm el Sheik è molto difficile che emergano diventando patrimonio personale di esperienza positiva e proficua.

   Ho avuto la buona sorte di svolgere una professione entusiasmante, ho studiato molto, mi sono sempre tenuto aggiornato anche sulle nuove tecnologie che il progresso offre a macchia d’olio ed ho svolto un’esistenza estremamente attiva, mai molto facile, ma sicuramente gratificante visto quel che sono riuscito ad ottenere soprattutto moralmente, unicamente con le mie forze e la mia determinazione.

   In più faccio parte di quella limitata categoria di persone favorite dalla Natura che ha concesso alle mie mani un surplus di energie radianti che se ben usate, possono fare tanto bene indiscriminatamente a chiunque (e questo è un fenomeno scientificamente provato e quantificabile strumentalmente in qualsiasi laboratorio dotato della necessaria strumentazione, non è fantascienza o millantato credito).

   Tutto ciò per dire che di esperienze di vita, vere e di ogni tipo ne ho fatte moltissime, spesso pagando sempre di persona e anche attraversando grosse difficoltà ma senza mai cadere nella facile illusione falsamente liberatrice di nessuna polverina o di allettanti sregolatezze e dato che chi mi si accosta capisce che in fin dei conti io sono un po’ un “diverso” e sicuramente una persona pulita e con le idee chiare, non è raro che finisca per chiedermi aiuto o perlomeno “consigli”, soprattutto ora che mi sono fatto conoscere scrivendo in quest’angolino della Rete tutto mio.

   Ed ecco spuntare da molte parti l’insicuro, lo scontento, l’arrabbiato, quello che ha bisogno di una mano tesa, quello perdutamente solo e con mille paure, quello che grazie alle sue tensioni si ritrova un fisico pieno di disturbi ed acciacchi.

   Dar retta a tutti non è semplice, oltre che essere una responsabilità e, quando mi ci impegno, ce la metto caparbiamente tutta, anche se certe volte alcune situazioni sembrano senza via di uscita.

   Ma a questo punto, quando uno si decide a chiedere aiuto, anche il più sfigato, in particolare quando lo fa in Rete protetto dall’anonimato e senza metterci la faccia delle proprie insicurezze, scatta immancabilmente in lui (o in lei) la molla del dubbio, della prevenzione (la chiama saggia prudenza) e dello scetticismo, molla che a te che non hai chiesto proprio nulla, fa pensare che poi dopo tutto chi ti sta cercando la mano potrebbe farcela anche da solo con un po’ di sforzo e buona volontà perché così debole e indifeso proprio non lo si dimostra a 360°.

   Qual’é questa molla? è sempre, immancabilmente questa, il pensiero di: … ma quanto mi costa?

   Giuro che in quasi venticinque anni passati lavorando senza soluzione di continuità in Ospedali, tra gente affetta da ogni tipo di male, non solo quelli terminali senza speranza, non ho mai sentito dire da nessun malato vero : … ma quanto mi costerà la cura?

   Come poi se nella normalità delle cose quotidiane anche solo andando dal panettiere o a prendere un semplice caffè non si dovesse SEMPRE mettere mano al portafogli, come se nella vita ci si potesse permettere di “esigere” da chiunque come diritto acquisito ciò che ci preme e quando ci preme sempre e solo in regalo.

   Non solo, poi si insinua il verme del dubbio che se uno ti aiuta e te lo fa assolutamente a titolo gratuito, allora vuol dire che si tratta di una persona per bene, la cosa è buona, si può fare, ma in caso contrario … mah, chissà cosa cerca quello là, meglio non fidarsi di certa gente che non si conosce …

   Come se tutti quelli che non conosci vivessero solo nell’attesa di farti fesso e fregarti … e non avessero altro di più imortante a cui pensare.

   E poi, stando sempre su questa falsariga, giungere alla conclusione che in fin dei conti di certi aiuti se ne può fare tranquillamente a meno, le cose importanti (quelle con un costo da pagare …) sono altre.

   Io una soluzione razionale al problema l’ho trovata.

   A chiunque mi chieda “quanto gli costa” un supporto da parte mia, immancabilmente gli rispondo che io non pratico tariffe, non cerco nulla e lascio alla sua onestà ed alla sua coscienza qualsiasi iniziativa, anche se so già che nella quasi totalità dei casi finirà tutto a tarallucci e vino … a spese mie visto l’impegno umano, tecnico e culturale che ci metto.

   Con ciò ho voluto per la prima ed ultima volta dare un avviso molto puntuale a quanti accusano angosce, disturbi fisici di origine psicosomatica e mi cercano perché col mio aiuto vorrebbero uscire da questa spirale che indubbiamente ha il suo peso, e loro dicono di volerlo in qualsiasi modo, a qualsiasi costo … ma tutto nella loro testa è accettabile e funziona solo se  è rigorosamente gratis et amore Dei.

   Insisto, io non ho bisogno di nulla e tantomeno di qualche “mancia” anche se il tempo che offro lo sto togliendo a me stesso o a qualcun altro a me caro o a chi è veramente bisognoso, ma immancabilmente, riconoscere e non solo a parole a qualcuno i suoi meriti e il suo impegno, e non potendo fare altro, offrendo spontaneamente anche solo una fetta di torta pastiera fatta dalla nonna, è una forma di rispetto e vera gratitudine da cui non si può né si deve prescindere.

   Capito Ciro? Il messaggio è per te, non ti “offendere”, non ti sentire piccato perché sei uno dei tanti, in questo caso sei solo l’ultimo della lista, uno dei tanti sconosciuti che mi hanno fatto le medesime richieste accorate, un altro da me accolto con disponibilità e che, messo davanti alla responsabilità di una scelta, è subito dopo svanito nel nulla.

   Meglio così, si vede che non avevi proprio tutta quella necessità.

   E che nessuno si crucci, non sono questi i problemi veri, se mai, fateci sopra un bel pensierino, quelli, i problemi veri, li ha qualcun altro molto più sfortunato e non sono proprio quelli che molti credono di avere individuato solo perché sentono un preoccupante nodo in gola ed hanno le pulsazioni “disordinate”.

   E magari, forse, si tratta di sintomi a cui ci si è inconsapevolmente affezionati perché sono gli unici a garantire con “sicurezza” una pietosa conferma alla improbabile realtà di potersi considerare presunte vittime marcate a fuoco dal Destino e da Gente indifferente, profittatrice, egoista e cattiva o di essere affetti da un male incurabile.

   Dal cancro della diffidenza per sistema, di sicuro.

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