DI MAMMA CE NE E’ UNA SOLA … TALVOLTA, PER FORTUNA.

20 agosto 2013

nu1

   Questi pochi giorni di vacanza, nonostante la delusione di aver girato per boschi trovando pochissimi funghi, sono comunque stati molto istruttivi per un vecchio orso come il sottoscritto abbastanza restio a fare vita di società.

   Ho dovuto prender atto con una certa amarezza che le madri delle nuove generazioni appartengono ad una razza diversa da quella che conoscevo io e che, tranne le solite eccezioni che confermano la regola, pareva avesse funzionato bene per millenni.

   L’unico lato positivo, non datemi del maschilista assatanato, è che vedi in giro tanta ciccia ben distribuita  e messa in esposizione senza troppi complessi, anzi, pare che non mostrarsi generosamente agli occhi di tutti sia solo una manifestazione di poca libertà mentale molto retrograda.

   E’ comunque molto preoccupante constatare come il tradizionale tam tam “nonna-madre-figlia” per la trasmissione di anche le più elementari cognizioni su come allevare i piccoli sia stato sotterrato e come i parenti in più avanzata età e più vicini a codeste genitrici servano solo come tate e tati per tener buoni i loro piccoli mentre loro stesse stanno facendo altro. 

   La parola Esperienza ha perso ogni significato, anzi rappresenta un noioso fardello da doversi ogni tanto sopportare e neanche più di tanto quando una nonna, ad esempio, si permette di richiamare quella piccola belva del nipote che sta crescendo allo stato brado per non togliergli libertà, per non creargli insicurezze, complessi esistenziali … mentre, molto coscientemente sta facendo qualche porcata.

   Cose che sino a qualche anno fa facevano subito partire l’operazione “sano ceffone”, voce grossa ed anche castigo.

   Cose del passato, di un passato dittatoriale, ossessivo, prevaricatore secondo le nuove leve, come se fossero state cresciute a suon di frustate, loro, no di sicuro, magari , la mia generazione ….

   Per fortuna oggi il mercato ha riempito le bancarelle di una miriade di pubblicazioni scritte da non si sa bene quale saggio che però può orgogliosamente mostrare la patacca di qualche specializzazione fatta in qualche angolo recondito della terra, magari anche dove tradizioni e modi di vita sono totalmente all’opposto di quelli che li leggono, e, come se non bastasse, c’è Internet, ormai raggiungibile anche col telefonino da pochi euro, e nessuno si cura di riconoscere che proprio in quella sede viene detto di tutto e il contrario di tutto.

   Ma non importa, ciò che conta è tenere ben alimentato questo cordone ombelicale che è diventato la Rete e che usato come purtroppo viene usato, come quando si mette la tecnologia in mano alle scimmie, sta creando una massa di nuove leve maleducate, arroganti, disobbedienti, insofferenti, miopi e sorde a qualsiasi richiamo razionalmente valido che non gli torni comodo … anche se ormai quasi tutti i piccoli, a sei anni, oltre che essere i più belli, i più bravi del reame, sanno leggere e scrivere (male) senza che gli sia stato insegnato il vero significato, la vera funzione di quei gesti che le nozioni servono per costruire i concetti, che una volta capito come le cose funzionano bisogna adeguarsi attivamente, per interfacciarsi con gli altri, per costruire assieme un qualcosa rimanendo psicologicamente disponibili pur mantenendo ogni logica difesa.

   A che serve conoscere tutte le lettere dell’alfabeto se non le si sanno mettere assieme non tanto per comporre delle parole quanto dei Concetti tradotti in frasi, in periodi con un senso compiuto?

   E’ solo un fatto formale per poter affermare che i propri piccoli già “sanno” tante cose mentre gli si sta creando in testa una casino che non finisce più alimentato anche dall’ossessivo giocare con qualsiasi mezzo elettronico dove si impara ben poco se non a muovere le dita, il cervello serve a poco per quei tipi di funzione in cui viene sempre preconfezionato un qualcosa che poi l’utente non farà altro che sviluppare ma sempre dentro ai confini assegnati in cui per la fantasia, per la creatività c’è proprio poco spazio.

   Negli ultimi anni si piazzavano i piccoli davanti al Tv per farli star buoni, adesso è arrivata l’invasione dei giochini elettronici irreali che ti convincono che per uccidere il gigante cattivo basta muovere un dito, per guidare un’auto da corsa magari due … e così via, ma sempre senza il minimo sforzo.

   E poi, quando proprio si deve pensare ad altro, basta spegnere il giochino e pensare ad altro.

   Ma intanto ci si è condizionati a credere possibile l’impossibile, ad aver tutto pronto e confezionato senza muovere un passo e intanto nel mondo vero manca il lavoro, si vive spesso a prestito perché manca il denaro e con esso la possibilità di avere tutto standosene tranquillamente seduti davanti ad uno schermo che ti affascina con i suoi colori squillanti e le sue grafiche accattivanti.

   Intanto i mucchi di spazzatura per le strade aumentano perché nessuno la porta via e non c’è nessuna tastiera che svolga quella funzione, come tante altre che farebbero crescere i calli sulle mani.

   Ma c’è Internet, ci sono i manualetti di istruzione, i nuovi contenitori di ogni forma di saggezza e cultura … anche se il bisnonno, per portare a tanto traguardo nel tempo, è morto di silicosi lavorando sottoterra in miniera, e morto in trincea senza neanche aver mai indossato un paio di calzini, e la bisnonna ha lasciato per mesi casa e affetti per piantare a mano il riso nel fango delle risaie mentre la zanzare e gli altri insetti le succhiavano il sangue.

   Così, solo per fare un paio di esempi.

   Ma chi se ne frega, tanto papà ha anche il Suv e quelle cose sono morte e defunte, adesso sono in arrivo i nuovi messaggeri di Libertà.

   Libertà?

 

   E non crediate che mi sia dimenticato dell’altro 99% di cose che non vanno.

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