QUESTA E’ L’ERA DI INTERNET, DELLE MADRI E DEI PADRI “AMICI” DEI PROPRI FIGLI …

25 agosto 2013

CdP R 056

   Anche se l’Amicizia è un qualcosa che si vive, si prova e si offre gratis a prescindere da quel che si riceve in cambio, secondo le norme di civiltà deviata in cui viviamo, in realtà troppo spesso (in senso figurato e non) gli “amici” sono ad esempio quelli che cercano di scoparti la moglie appena se ne presenta l’occasione perché hai girato gli occhi dall’altra parte, ed è nota la battuta: “… sai che differenza passa tra le calze di nylon per donna e un amico di famiglia? Nessuna, perché entrambi arrivano nella zona dell’alta coscia …”

   Che poi, con l’aria che tira, non è proprio del tutto inopportuno stare attenti anche al proprio lato B.

   Sulle donne e su certi loro tipici comportamenti preferisco non esprimermi se no mi accusano di essere di parte o un maschilista di m…., ma in effetti la lista continua allegramente con gli ipocriti specializzati che ti incensano sempre e non ti faranno mai osservazioni azzardate per timore di perdenderci qualcosa, quelli che sono sempre presenti, anche troppo, sin quando non hai bisogno di denaro o di qualche altro aiuto altrettanto impegnativo, quelli che ci sono ancor di più quando hanno loro bisogno di qualcosa se no, se non li cerchi tu, manco si ricordano che esisti e tante altre varietà assortite del tipo …      

   Ci sono anche quelli che, confondendo i ruoli, non hanno ancora capito che l’affetto e la stima di un figlio sono valori totalmente indipendenti da quanto tu gli puoi offrire o rifiutare e a nulla serve in realtà camuffarsi nella parte di amico, molto preso da questo ruolo, come se un amico fosse una figura più sicura di quella di un padre o di una madre che talvolta non possono badare troppo per il sottile con i loro metodi pedagogici e subito temono di vedersi graffiata la loro vernice di esseri irripetibili, magnanimi e consenzienti in tutto, di figure fulgide, irreprensibili e “sanza” macchia …     

   Un figlio che ti ama veramente non è che ti ama perché ti è riconoscente di un qualcosa che ha ricevuto da te che purtroppo troppo spesso sei distratto dai pressanti problemi della vita … sapeste quanti figli di prostituta di mestiere, anche se maltrattati o tenuti “a lato” dalle loro mammine che non sono certo un esempio di luce guida, farebbero carte false per far felice la propria madre e dimostrarle il proprio amore …

   Troppi tutti quelli che non conoscono il vero significato della parola Amicizia (e si guardano bene dall’analizzare onestamente il tema) o che la usano a sproposito, e non approfondiamo come, quando, quanto e perché.

   Come vedete non mi azzardo a parlare di Amore.

   Così, per caso, parliamo di genitori in erba o da poco stagionati (male) che si proclamano gli unici, veri, grandi amici dei propri figli.

   E che, ciliegina sul gelato, pretendono magari dai loro vecchi genitori, proprietari di un’esperienza e due cose così in mezzo alle gambe, attributi grazie ai quali potrebbero essere utilizzati come supporto veramente positivo nel processo di educazione dei loro figli, che con loro si limitino a fare da baby sitter come se solo vestendosi da clown (come talvolta essi stessi fanno loro con certi loro comportamenti) non rischiassero di perdere l’affetto dei nipotini secondo loro ancora incapaci di giudicare e capire la differenza tra cristallo e plastica riciclata.

   Ottima quindi per loro l’iniziativa di far strisciare i nonni sul pavimento per fare qualche giochino deficiente insieme ai piccoli, ma in realtà, il tutto per non interferire nei sacri processi educativi di loro, nuovi soloni della pedagogia che purtroppo (per i loro figli) spesso non hanno ancora finito di crescere, proprio loro, anche se magari professionisti affermati e stimati da tutti nella vita quotidiana … ma sempre al di fuori dagli angoli meno in vista della propria vita privata dove gli specchi parlano chiaro e non tollerano mistificazioni.

   Invece che continuare a limitarci ad un discorso “in generale”, proviamo ora a collegare concettualmente le considerazioni che seguiranno alla tragedia di troppi padri e madri di primo pelo, aggiornatissimi tramite Internet e Bignamini sulla pedagogia, e che stanno crescendo un bimbo piccolo, ancora non in età scolare o giusto giunto a quel limite, periodo della vita in cui le capacità di apprendimento degli esseri umani sono al massimo delle loro potenzialità.

   Limitare questi doni di Natura esclusivamente agli orizzonti delle “capacità” pedagogiche più direttamente famigliari e presuntuosamente ritenute sempre ineccepibili dai genitori stessi in prima persona che si sono fatti una cultura in merito non si sa dove, non certo attraverso valide esperienze personali e senza lasciar intravvedere al piccolo la lecita esistenza di altre realtà, è estremamente limitativo e negativo per il suo prossimo futuro.

   E citare come esperienza determinante di solito presentata come negativa quella trascorsa personalmente nell’ambito della propria famiglia di origine, come causa di una reazione uguale e contraria, è un comportamento viziato dall’elaborazione cervellotica che ci si è fatta ingrandendo o minimizzando i propri ricordi a seconda delle proprie inclinazioni e, come molto spesso succede, dando più retta alle miopie di comodo del proprio “io” che alle logiche dei fatti accaduti nei primi anni della propria vita, sino al distacco dalla famiglia di appartenenza.

   Poi, per inciso, solo invecchiando, anche se non tutti saranno così fortunati nei loro processi di crescita, forse capiranno …  riuscendo finalmente ad avere una visione più serena e reale delle cose.

   I padri e soprattutto le madri dei nostri tempi, per sopravvivere, hanno bisogno di lavorare spesso anche lontano da casa e i bimbi vengono parcheggiati in luoghi dove sono costretti ad entrare in contatto con i modi di ragionare e di comportarsi di altri adulti oltre che di altri loro coetanei, tutti esseri provenienti dalle culture più disparate che incontreranno immancabilmente andando nei “Nidi”, all’Asilo, iniziando a frequentare la Prima Elementare della Scuola dell’obbligo.

   Ragion per cui già esiste a monte una falla nelle convinzioni di quei genitori che sono convinti di essere gli unici in grado di crescere nel modo più giusto i propri figli e di essere i soli titolari validi ed attivi in questa prerogativa eppure non tollerano alcuna osservazione proveniente dall’esterno del loro orticello, soprattutto dall’ambito della loro famiglia di origine senza rendersi conto che poi, al momento giusto, subiranno la medesima sorte proprio sull’onda del loro esempio che per i piccoli è Bibbia.

   Per la fortuna dei piccoli, questi “spazi aggiunti” esistono e ci si devono adattare e anche se agli inizi di queste nuove esperienze non è che gli piaccia più di tanto dover prender atto che non sono gli unici ad avere diritti e fanno in loro capolino i concetti di “doveri”  e di limiti da rispettare, le più elementari basi di una convivenza sociale senza conflitti e attriti.

   Non è raro che in questo modo in quelle menti infantili si crei la convinzione che quelle fasi della loro giornata siano solo una antipatica parentesi da sopportare sino a quando non rientrano a casa loro dove genitori permissivi gli restituiscono l’aria di quel limbo in cui loro si sentono tanto al sicuro da interferenze che limitano la loro libertà di fare ciò che vogliono e riescono ad ottenere ciò con qualsiasi mezzo, anche con i capricci più esagerati, che tanta noia danno alle orecchie dei grandi che per farli stare zitti e buoni quasi sempre cedono consentendo che i loro “no” diventino dei “sì” minando qualsiasi credibilità nella loro leadership e togliendo valore a qualsiasi loro richiesta.

   Troppi i genitori, ma soprattutto le nuove madri, che non hanno capito che essenzialmente i loro piccoli non sono dei giocattoli, dei bambolotti, da gestire un po’ simulando una totale partecipazione ai loro modi infantili, ma poi, quando il gioco col loro tamagotchi è finito perché devono far altro, riprendono brutalmente la loro parte di “adulti saggi”, cosa che non sempre è psicologicamente ben recepita dai piccoli che in silenzio assorbono, accumulano e poi, come una mina a tempo, presenteranno il conto che non sarà mai troppo dolce e comprensivo.

   In Natura, come una pianticella per dare buoni frutti deve essere innestata su di un altro ceppo, come qualsiasi germoglio acquista forza e dimensioni adulte senza “andare in fioritura” solo se viene trapiantata NEI TEMPI GIUSTI, né troppo presto, né troppo tardi rispetto al calendario della Natura, e potrei continuare … qualsiasi nascita, come una parto naturale, qualsiasi crescita con esiti positivi avvengono attraverso un minimo di dolore, uno stress organico che nell’essere umano è anche psicologico ed il volere bypassare ad ogni costo grazie a pietistiche seghe mentali questo step naturale, alla lunga produrrà effetti negativi e vuoti difficilmente colmabili.

   Ciò non significa che un bimbo debba venire obbligato con la frusta ad obbedire ad ogni costo senza discutere e a non far sentire la sua voce, ma bisogna fargli capire sin da prima di subito, con delicatezza e con decisione, DANDOGLI L’ESEMPIO più che menargliela a parole, che non tutto è lecito, che esistono dei limiti invalicabili, che non tutto ciò che gli sta attorno è a sua personale disposizione e che quanto gli sta attorno va rispettato, che è bello “condividere” generosamente con altri non solo esperienze ma anche cose materiali, che ogni cosa ha un valore, un costo che per il momento lui non può certo sopportare con le sue forze ma che gli deve venir fatto capire perché nella vita ogni cosa ha un costo e che il denaro come altre cose bisogna prima o poi iniziare a guadagnarselo onestamente …

   Altrimenti, nel fanciullo, dopo il periodo infantile in cui è stato lasciato crescere a ruota libera con la presunzione di creare un individuo “libero” (libero da che? dal succhiotto? dalla copertina tipo Linus?… nemmeno da quelli, in realtà) ad un certo momento, tolta la prima scorza emergono i caratteri psicosomatici dell’individuo viziato, prepotente, incontinente, violento, egoista, prevaricatore, presuntuoso, mai pago di nulla e per nulla rispettoso delle realtà a lui circostanti perché esisteranno solo lui e i suoi pruriti da sempre soddisfatti troppo gratuitamente da chi è ancora convinto di averlo cresciuto con vero Amore.

   E quando lo stress accumulato diventa eccessivo, lo sapete, vero, cosa farà in qualche angolo buio il giovin virgulto disorientato, un tempo soggetto di tanto orgoglio in una casa senza specchi?

 

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