QUANDO LA PRESUNZIONE DIVENTA SISTEMA …

2 settembre 2013

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   Non è mia intenzione fare facile obiezione di coscienza o terrorismo intellettuale, ma le cose proprio non stanno andando bene a nessun livello, è ormai inutile che ce la menino cercando di convincerci che con i sistemi sociali vecchi come il cucù ed appena riverniciati color arcobaleno si possano risolvere i veri problemi.

   E dato che la “coperta è stretta” è inutile tirarla da una parte perché subito altre zone si scoprono: BISOGNA CAMBIARE COPERTA ma NON usando un altro fazzolettino di pezza perché guai a “scoprire” le chiappe in altre zone da sempre tenute SCANDALOSAMENTE al calduccio.

   In più le cronache quotidiane sono impestate di notizie collegate ai comportamenti delinquenziali di una pletora di gente, anche insospettabile sino a quando non la colgono con le mani nel sacco, gente afflitta da problemi psicosessuali, e per acquistare punti di share ci parlano dei fatti in se stessi, come sono avvenuti, stupri e violenze di ogni tipo bene infiorate ad uso di occhi e timpani degli astanti che seguono morbosamente quel che gli viene propinato dai Media (basta però che quei Media siano del loro medesimo colore politico se no non sono più credibili) ma mai che si cerchi di individuare i veri “perché”.

   Infatti di solito gli Organi di Informazione si limitano ad appendere sulla fronte dei colpevoli, sia che vengano individuati e fermati sia che rimangano tranquillamente a piede libero, i cartellini segnaletici di Gelosia, di Delinquenza, Follia, Devianze sessuali, Violenza carnale e non, insomma quasi sempre dei “poveri” sbandati da non sbattere in galera e buttar via la chiave, altro che amnistia, no, tutti, povere vittime della Società da mettere in analisi per capire se sono malati di mente o meno e poi cercare di recuperarli alla vita sociale in qualche Comunità che di questo traffico ha fatto da tempo un business.

   Le uniche analisi di questi cancri sociali su Stampa o in Tv oggi, qui da noi, sono tutte dedicate solo a Silvio Berlusconi o agli amorazzi delle triglie di scoglio.

   A prescindere dal fatto che la mamma del violento ignorante e bestia è sempre incinta, e purtroppo anche quella del “signorino” incontinente, non è una novità che basta guardarsi attorno per dover tristemente prender atto che è troppa la gente che, tra gli altri episodi della propria esistenza, vive il sesso in un modo che nemmeno gli animali si sognano … confondendolo spesso pure con sentimenti che nulla hanno a che fare con lui.

   Gente che non è padrona dei propri istinti, che non sa cos’è l’autocontrollo e che non riesce a discernere le differenze tra cose giuste, lecite e condivisibili, paragonate a certi “pensieri in libertà”, anche molto “border line” e, per l’equilibrio di tanti individui di seconda, terza categoria umana etc… decisamente pericolosi, in quanto pronti ad esplodere creando situazioni critiche perché incontrollate.

   Pensieri solitamente molto ben mimetizzati ipocritamente in mezzo ai miliardi di neuroni che agitano il nostro cervello e che in fin dei conti fanno comprensibilmente pure loro parte delle fantasie biologicamente motivabili di molti maschi ma anche di non poche femmine quando certe pulsioni istintuali diventano particolarmente forti, ma tutto sommato ancora leciti sinché rimangono tali, ossia teorie, fantasie, non realtà reali prevaricatrici e per nulla rispettose di nessuno e ben poco hanno a che vedere con possibili relative motivazioni da addurre le differenze di razza, di sesso, età, condizione economica o sociale e le inclinazioni sessuali di chiunque, anche dello sconosciuto che ti passa casualmente accanto per la strada e che desta la tua “attenzione” indiscreta sino all’eccitazione più incontrollata.

   Secondo me la ragione di tanti fatti delittuosi a sfondo sessuale è da ricercarsi in una visione distorta dei ruoli e dei limiti civili individuali che in questi casi dà sempre la precedenza ai propri pruriti visti come un qualcosa di normale, inevitabile, indiscutibile, un qualcosa da soddisfare incivilmente ad ogni costo a prescindere da quel che gli altri, ritenuti più deboli, possono pensare o provare.

   Quando poi certe pulsioni non vengono ampiamente sostenute dall’uso di stupefacenti di ogni tipo che, più che stupefarre, rincoglioniscono definitivamente dei poveri cervelli già ridotti in buona parte in “pappetta” ma non per questo meno pericolosi sia per la Società sia per se stessi.

   Ma perché un cervello umano si può spingere a tanto?

   Per follia?

   O per colpa di qualche cattivone che non lo capisce?

   Troppo comodo.

   Io temo di intravvedere le motivazioni “di partenza” di questo casino mentale in certi nuovi sistemi educativi o di giudizio tutti boriosamente volti a creare nuove e sempre più ampie libertà individuali in modi e misure sempre più insofferenti di ogni regola con la presunzione di attenersi a motivazioni culturali, etiche, anche religiose, sociali universalmente valide … in poche parole “il rispetto della personalità individuale”…

   Tutte palle ed anche una operazione molto pericolosa, un po’ come ficcare una pistola in mano ad una scimmia, soprattutto quando si “lavora” seguendo questi criteri con dei piccoli che andrebbero guidati tenendoli per mano con dolce fermezza insegnandogli il SIGINIFICATO delle REGOLE che fanno funzionare bene un ambito sociale civile non solo di nome, e non plagiati somministrandogli l’illusione di una libertà apparente che invece è sempre condizionata dall’angolo di visuale non certo a 360° di chi pensa di educarli in questo modo.

   Stiamo assistendo alla realizzazione di una delle più grandi ipocrisie dei giorni nostri come lo è parimenti la palla spaziale di voler far credere che il Sistema sia indirizzato verso un’eguaglianza di diritti e possibilità pari per tutti indistintamente, di ogni razza e ceto non appena si riuscirà a cambiare il colore di qualche bandiera.

   A queste impostazioni molto discutibili di metodo (visti certi loro effetti pratici) presentati come il non plus ultra per il raggiungimento ed il mantenimento di libertà ed uguaglianza va aggiunta una particolare malattia dell’animo umano di nome Egoismo che solitamente sfocia in forme iperpersonalistiche anche violente di egoismo prevaricante e cieco come quelle tipiche della Gelosia che è pure una forma di debolezza, non dimentichiamolo.

   Un modo di vivere la vita che si è fatto subdolamente strada in chi è stato cresciuto lasciandogli almeno apparentemente per lui, sin dai primi anni della sua vita ogni libertà di scelta e di azione senza parimenti fargli capire che il mondo che lo circonda non è proprio di sua esclusiva proprietà, che lui è e sarà personalmente sempre più chiamato responsabile dei propri pensieri e dei propri gesti in un ambiente di vita in cui i confini della libertà di un individuo finiscono esattamente dove iniziano quelli degli altri … e che su questa Terra siamo in tantissimi, ormai in troppi e o ci si ammazza tutti illudendosi di fare pulizia etnica o razziale o si cerca faticosamente ma con serenità e disponibilità di fare posto per ognuno magari cercando di capire gli errori commessi, anche quelli in buona fede, i più pericolosi e difficili da sradicare.

   Troppo spesso il più forte o il più furbo o, come dicevo, chi è convinto di averne diritto, allungano le mani su ciò che non gli spetta, ed il Sistema spesso ben poco può fare cercando di “controllare” tutti ma riuscendoci in minima parte e spesso in modo e misura sbagliati, ma così è.

   La Gelosia, la forma più cieca dell’Egoismo, è sempre esistita ed i gelosi violenti pure, ma ciò non toglie che tutto quanto ne può conseguire è socialmente e moralmente sbagliato e non solo per questioni di generico Diritto.

   Chiunque si faccia prendere dalla parte peggiore di se stesso, quella che usa il cervello e i sentimenti (o presunti tali) solo quando si ricorda dei suoi pruriti ancor più che dei diritti altrui, è allo stesso livello di tutti coloro che, veri maestri in seghe mentali, ritengono di essere gli unici depositari di una forma di authority senza deroghe, di un benestare automatico a poter gestire la vita altrui, e, nella forma più grave, facendogli credere di avergli lasciato ogni libertà ma in realtà avendolo relegato in un piccolo perimetro disonestamente decantato come un universo intero (questo, al mio Paese, si chiama PLAGIO).

   Torniamo al tema iniziale e visto che purtroppo esistono certi presupposti ALTAMENTE COLPEVOLI, e che sentiamo parlare ogni giorno di violenze, di stupri, di atti prevaricatori di ogni tipo, mossi non solo da gelosia ma anche da forme molto più squallide di calcolo personale spinte da interessi di parte camuffati da santità, proviamo almeno per una volta a chiederci, se le cose sono arrivate a questo punto così critico, se per caso le motivazioni di questa situazione non risiedano proprio alla base certi atteggiamenti di autogestione della nostra Società Civile, permissiva e conciliante (di nome), boriosa nelle sue convinzioni di infallibilità, pronta a prender le parti di un bimbo nero affamato ma a lasciar morire di stenti un padre di famiglia estromesso dal lavoro mentre è ancora nel fiore degli anni e delle sue capacità produttive …

   A che pro insegnare a guidare una Ferrari, o voler far credere che l’obbiettivo è questo quando poi non si è nemmeno in grado di acquistare una vecchia 600 Fiat sgangherata?

 

 

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