PORNO, PORNO, FORTISSIMAMENTE PORNO.

4 settembre 2013

pppo

   In questa Estate in cui ho avuto molto tempo libero da trascorrere da solo, ho voluto soddisfare una mia curiosità ben datata ma che ho sempre tenuta in un cantuccio, consapevole  prima o poi mi sarei trovato per le mani un fenomeno sociale molto complesso per le sue coimplicazioni sommerse, per numero e per gravità decisamente superiori ai suoi aspetti più evidenti.

   Mi sono quindi organizzato mentalmente per un lungo e molto attento giro turistico in Rete, alla ricerca di un numero veramente consistente di Siti Porno per avere innanzi tutto una visione reale di TUTTO ciò che essi propongono, ma senza alcuna pruderie e ben suponendo quanto di artefatto contengono e che va abilmente bypassato con una buona presenza di cervello, mentre si gioca la non sempre facile parte, in questo caso, di spettatore distaccato e molto critico.

   E poi anche per capire meglio per quale reale motivo la frequentazione di questi siti è così assidua da parte di una così enorme massa di individui, e quale può essere il vero richiamo psicologico delle immagini proposte che va oltre alla semplice immedesimazione nella parte, alla ricerca di un piacere virtuale, ma sempre piacere, di un mondo di situazioni che una persona normale che quotidianamente lavora o ha altri impegni è molto difficile che abbia tempo ed occasione di incontrare già bell’e pronto nel corso della propria giornata o quando torna a casa dopo una giornata di fatiche e preoccupazioni.

   La pornografia offre indubbiamente anche una possibilità di fuga da pensieri, da accumuli emotivi pericolosi, da insicurezze, da eccessi compressi di libido, e senza un impegno individuale eccessivo consente una via di fuga a chi avverte il bisogno impellente di scaricare certe tensioni attraverso un meccanismo psicologico che tradotto in termini volgarmente tecnici altro non è che ciò che ci viene consentito da una capacità umana molto naturale (in possesso a chiunque) di poter ricreare le sensazioni VERE di alcune situazioni virtuali come se fossero reali, attraversoi meandri del pensiero, una volta che nella mente se ne attivino il ricordo o la rappresentazione mentre, corporalmente, se ne è totalmente estranei.

   Un qualcosa che può offrire soddisfazione senza eccessivo coinvolgimento, sinché non se ne diventi psicosomaticamente schiavi, questo il rischio a prescindere da qualsiasi considerazione eticheggiante giusto per salvare la faccia.

   Questo fenomeno, tecnicamente, si chiama EMULAZIONE.

   Lo stesso meccanismo psicologico che ad esempio generalmente ci coinvolge emotivamente anche molto in profondità quando stiamo accanto ad una persona che vediamo soffrire perché ferita gravemente o sconvolta da dolori profondi.

   Una forma di auto coinvolgimento psicosomatico automatico ed istintivo con tanto di attivazione di percezioni interpretate come genuine da parte dei nostri sensi come se fossimo noi stessi a trovarci in quelle condizioni a tutti gli effetti.

   Una divertente e molto istruttiva licenza quindi quella che mi sono concesso anche per soddisfare la curiosità su quali possono essere gli indefiniti e infiniti orizzonti a cui le fantasie sessuali umane possono arrivare visto che il ricordo dei miei lontani trascorsi di gioventù in luoghi e situazioni amene che non sto a raccontare, nonostante le loro variabili di folta campionatura di buon livello, oggi non è certo più competitivo di fronte alle offerte erotiche pay or not to pay che girano in Rete.

   Come sicuramente una grandissima parte di voi è ben documentata sull’argomento (che c’è di male ad esser curiosi o anche solo ad ammettere di esserlo?) in un susseguirsi veramente senza limite alcuno, si possono trovare immagini di rapporti sessuali tra individui di ogni sesso, di ogni “razza” (incredibili certi mix donna-animali …) con divari di età anche improbabili, da soli o in compagnia più o meno folta, come se tutto fosse “normale”, tipo certe feste per sole donne in cui pare che la fellatio in pubblico, e anche qualcos’altro, sia obbligatoria per le partecipanti, e in aggiunta le aberrazioni più spinte e gli eccessi proposti come “normalità” ottima per attizzare i sensi più addormentati o per trovare un senso di libertà (?) scrollandosi di dosso ogni limite o convenzione sociale e morale.

   Bastasse questo … quanti politici ad esempio, meno incazzati e più concilianti …

   Anche se proprio non capisco come in questo processo fisico ed emotivo una donna possa provar piacere a infilarsi in mezzo alle gambe un polipo, o ad avere un amplesso con un cavallo, a farsi leccare le parti intime dal famoso “amico dell’uomo” di razza canina, o come vecchiette di oltre ottant’anni possano accondiscendere a farsi tranquillamente ritrarre mentre leccano un fallo o la vagina di una giovin fanciulla magari impegnata nella manipolazione contemporanea di un discreto numero di peni eccellenti per dimensioni in fase di eccitazione, come uomini grandi e grossi provino piacere a farsi frustare a sangue e altre variabili riferite ai maschietti su cui è meglio stendere un velo pietoso … e solo per dirne tre o quattro su una quantità infinita di variabili …

   E in questo mercato aperto a chiunque, certo non sempre gratuitamente, ci si trova veramente di tutto, non solo grazie alla partecipazione di attori porno professionisti che riescono a procurarsi pane e companatico solo grazie al funzionamento garantito dei propri organi sessuali e di come li sanno proporre e mettere in opera, mentre per le loro colleghe femmine il problema non esiste se non nello stress di voler ricorrere alla chirurgia plastica per aumentare certe dimensioni corporali, come se la loro femminilità ed il conseguente desiderio che possono suscitare fosse in netta correlazione con le circonferenze raggiunte.

   Infatti, incredibilmente, ci trovate anche gente apparentemente normale, ragazzine col viso d’angelo, educande, massaie, donne in carriera, madri con volti che ti farebbero pensare subito a persone moralmente irreprensibili, ragazzini anche visibilmente imbarazzati, almeno inizialmente, oppure “persi” dalla sessualità delle partners magari molto mature con cui stanno “recitando”, volti di persone che si fanno coinvolgere abbastanza evidentemente e non ad uso dell’obbiettivo che le sta riprendendo, di altre che fingono professionalmente (o almeno ci provano) e pure bufale incredibili ed estremamente improbabili con un ampio uso ed abuso di gadget videotecnici per “ingrandire” iconograficamente quel che dovrebbe avere dimensioni normali … con le dovute eccezioni da zoo e da corte dei miracoli che, rarinantes, non hanno bisogno di alcuna promozione artificiale.

   Sodoma e Gomorra a termini di Legge e di perbenismo bigotto … con l’aggiunta dell’ipocrisia del limite minimo di 18 anni per ogni tipo di partecipazione in questa kermesse quando nel mondo e non lontano dalla cosiddetta Civiltà ci sono esseri molto più giovani che già da anni lottano quotidianamente per riuscire a mettere ad ogni costo qualcosa sotto ai denti o, sfruttati da individui innominabili, già sanno maneggiare armi ed uccidere.

   Eppure per la Società civile se nelle strade di Calcutta o di Saigon o che so io, una sedicenne vende il proprio corpo ad un povero adulto con la merda nel cervello perché non sa attizzare i propri sensi in altro modo, allora tutto ciò è immorale, mentre se a farlo è la sorellina diciottenne, tutto è regolare …

   Ma torniamo al mercato della Pornografia in Rete in cui, divertentissime anche se un po’ penose, tipo pacco dell’operaio, pacco del lavoratore …, sono tutte le pubblicità che compaiono assieme alle videate dei filmetti in questione.

   Confesso che oltre ad essermi divertito e qualche volta sinceramente anche stupito, non mi sono mai scandalizzato:

sarebbe stato solo ipocrita perché davanti a certi spettacoli, magari non proprio a quelli più “normali” offerti da questo palcoscenico virtuale, chi può giurare di non aver provato qualche “vago interesse” a seguire con attenzione e curiosità morbosa certe storie almeno per vedere come andavano a finire?…

   Ciò non toglie che quel che cercavo, intanto che mi irrobustivo la mia cultura di settantenne sessualmente ancora attivo (nessun merito da parte mia, è un dono di famiglia e non il risultato di qualche cura a base di Viagra o affini) lo credo proprio di aver capito il motivo di tanto interesse che non risiede solo in quel che si prova davanti ad uno spettacolo porno, magari masturbandosi con i metodi, i tempi, le manipolazioni e le cadenze più consone che solo ogni individuo sa essere quelle giuste per se stesso e che può realizzare al meglio da solo per proprio conto mentre si illude di stare compiendo chissà quali performances, ma anche nella pericolosa sensazione che si può autogenerare in certe menti non solo di sottolivello, ma anche in casi insospettabili per ceto, cultura, sensibilità, presunto rigore morale … che tutto quello a cui si assiste su quei pochi cm. quadrati di video, è normalmente realizzabile con facilità, che non esistono partner che alla fin fine pensino a negarsi o a non voler condividere i nostri desideri.  

   Gesti che non potranno non essere altro se non di sicura soddisfazione fisica e psichica da parte chi ci si perde, ma c’è sempre dietro l’angolo la possibilità che per certe teste possa diventare normale, lecito e realizzabile in ogni istante, nella falsa sicurezza che anche i partner cercati o incontrati casualmente e anche i più recalcitranti, alla fine “ci staranno” e proveranno un piacere simile al nostro, quando addirittura non prenderanno loro stessi in mano le redini della storia, come piace tanto a qualche regista di queste “opere d’Arte” da Casino Mariuccia di Merliniana memoria.

   Mentre la Realtà è molto differente, senza contare che quasi tutti i filmati porno seguono ritmi e logiche sessuali proprie preferenzialmente della psicologia maschile che solitamente poco ha in comune con quella femminile e che certi eccessi così ben presentati rarissimamente hanno attinenza con la realtà di quanto potrebbe succedere tra un uomo e una donna ben motivati a copulare ma per cui il sesso non è l’unica ragione di vita.

   Eppure il Mercato richiede tutto questo perché sono le fantasie più scabrose, meno reali ed attuabili anche per chi vive una vita sessuale molto border line, sono queste “fughe” mentali verso gli eccessi ad alimentarne la richiesta.

   Questi sono i grandi imbrogli della Pornografia commerciale che è solo un volgare business, una maestra di fantasie spesso irrealizzabili se non dall’altra parte dello specchio, che utilizza una rappresentazione falsata e spesso molto pacchiana dei veri concetti di sessualità, e che in menti deboli può creare convinzioni che portano immancabilmente a pericolose confusioni per sé e per altri cadendo in situazioni psicologiche da cui sarà molto difficile affrancarsi.

 

 

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