CICCIA e MESSAGGI DI SESSO A VOLONTA’, ( pure GRATIS)

10 settembre 2013

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Come sarei felice se una donna mi scrivesse, mettendoci personalmente la faccia, anche insultandomi a male parole, la cosa non è rilevante, e soprattutto se si ostina a non voler capire la mia ironia, per illuminarmi su di un fatto di costume attualissimo e non solo “stagionale”.

Per quale motivo, a causa di quale parto di mente innovativa, camminando per la strada, salendo su di un Mezzo Pubblico, entrando in un Ufficio … su 100 esponenti del Gentil (una volta) Sesso che si incrociano, anche femmine appena uscite da un’infanzia asettica colma di Hello Kitty e Barbie, 50 hanno deciso di vestirsi come se si trovassero in spiaggia, 10 indossano indumenti dalle dimensioni simili a fili interdentali che più che coprire scoprono indiscretamente o fanno intuire chissà cosa senza bisogno di lavorare di fantasia su tesori (?) nascosti?

Le altre 40 o sono suore, o maomettane osservanti, o hanno grossi difetti fisici, o hanno più da nascondere che da far ammirare e non solo per questioni di età avanzata, o sono lesbiche convinte  intente, negandosi anche esteticamente, di millantare i coglioni che la Natura, saggiamente, non ha loro concesso (comportamento molto simile a quello di tanti ometti piccini piccini che ci ronzano attorno facendoci pesare le loro molto presunte superiorità) a differenza di altre che moralmente li hanno ed usano con una femminilità, una superiorità ed una discrezione incredibile, ma soprattutto con una coscienza di ruolo perfetta.

Cosa credete, che voglia fare il moralista?

L’antifemminista ad oltranza?

L’omuncolo ipocrita che non ha il coraggio di accettare l’esistenza di nuovi sessi intermedi con tutte le variazioni del caso, ostentati con tanto “orgoglio”?

Orgoglio di che, poi?

Io, ad esempio, forse potendolo a ragione, non mi sono mai gloriato pubblicamente delle dimensioni del mio pene come se si trattasse di una cosa fondamentale nella pubblicizzazione di un mio status, eppure …

Errori pacchiani.

Chi più di me è contento nel vedere tanti bei portafrutta ricolmi di ciccia sana?

Già vedo puntati gli indici: vecchio porco, vecchio maiale, non sai pensare ad altro … (se vi fa piacere pensarlo).

Allora, per favore, tralasciando i casi pietosi di quelle femmine senza il minimo senso estetico nel presentare la propria immagine con o senza il cartellino del prezzo, o prive di sano e doveroso pudore che dovrebbe indurle a nascondere saggiamente le proprie parti più intime non sempre al massimo di criteri estetici universalmente accettabili non solo per un buongustaio ma anche per un essere umano normale, cosa deve fare un maschietto all’antica quando magari è in metropolitana e nella calca gli si premono distrattamente addosso fanciulle di ogni età dalle tettine dure che indossano gonne ascellari, t-shirt o camicette di tre misure in meno del decente, o quelle altre che si trovano sedute davanti giocando rigorosamente col telefonino mentre tengono in bella mostra generosi petti resi ancor più generosi dai push-up più tirati e cosce robuste che nessuna minigonna è in grado di contenere?

Ci sono anche quelle donne che Madre Natura ha generosamente dotato di surplus organici naturali, esteticamente di tutto riguardo, e che riescono a contenerli sapientemente con non poca fatica e molto anacronistico pudore, ma il problema è sempre quello: da che parte posso appoggiare lo sguardo senza venir accusato di molestie sessuali da galletto di periferia o fare la figura del vecchio bavoso e morto di fame?

Questo il lato del problema che offre tanti appigli al Genere Femminile quando accusa i maschietti di invadenza “territoriale” forte del sostegno morale, legale e civico di qualche cervello anoressico ma sempre in prima linea come intellettuale della riserva, mentre invece esiste qualche “differenza” tra un buongustaio sessualmente orientato all’antica ed un possibile stupratore.

Ma il discorso che voglio fare è questo solo di striscio, a me interessa un’altra prospettiva: almeno per me, ognuno è libero di andare in giro come preferisce, anche nudo, e “vive la liberté”.

Al massimo, se lo spettacolo non è dei migliori, chi ci perde è lui, o meglio, lei, e io mi volto da un’altra parte.

Perché, mi chiedo, voler esporre il proprio corpo così al di fuori da ogni tradizionale pudore?

Per sentirsi più libere?

Libere da che?

Dai mutandoni della nonna?

Siamo proprio sicuri che è quella la libertà?

Andatelo a dire a quelle che indossano volontariamente il Burqa …

Ben venga una sana revisione di tante muffe sociali, morali, di costume, ma le cose non derivano rigorosamente solo da questi aneliti di autoliberazione, che così interpretati ricordano solo un grappolo di cozze, non ciurliamo nel manico, c’è molto millantato credito in queste pretese e nel conseguente gesto di esporre al vento per protesta almeno il proprio ombelico.

Diciamo piuttosto: decise ad autogestire la libertà di piacere a se stesse enfatizzando onanisticamente i richiami sessuali della propria femminilità ma di solito, penosamente, solo davanti ad uno specchio, reale o virtuale, ad una vetrina spiata di passaggio mentre si controlla l’effetto o sotto gli sguardi spesso più imbarazzati che critici o interessati non solo del maschio allupato ma anche della possibile rivale femmina giudice.

Non è così?

Allora, per favore, raccontate a questo povero vecchietto dove sbaglia se, quando è il caso, allunga lo sguardo su tante insicurezze “in corpi a tutto tondo” (non proprio tutti) e ben pittati come si usava anche fra gli indiani del Nord America prima che li sterminassero fisicamente e moralmente i detentori di tanta Civiltà nordista a stelle e strisce d’oltre Oceano.

Tanto non c’è pericolo per nessuna anima dallo spirito avanguardista, in realtà certe attenzioni vanno solo verso quei due o tre punti cardinali del corpo femminile, e spesso sono puramente contemplative, anche se la loro legittima proprietaria questa cosa non la sopporta proprio pur rimanendo determinata a mattere tutto o quasi in vetrina sulla pubblica piazza.

In poche parole io mostro il mio corpo come mi va e siccome il mondo è mio, faccio quel che ritengo di voler fare, tu non c’entri e voltati da un’altra parte.

Qualcuno avrebbe sentenziato: culo, tette e patatina sono mie e le gestisco io come mi pare.

Sì, ma se mi scappa pipì e vado a farla in un angollno buio di qualche vicolo fuori mano, se mi beccano c’è una denuncia penale per atti osceni in luogo pubblico, eppure stavo solo svolgendo una funzione naturale urgente, impossibile da rimandare, non era certo un ‘esposizione di merce ad una fiera di settore …

Siamo arrivati, finalmente ci siamo, avanti, avanti c’è posto per tutti, più gente entra più bestie si vedono …

Intanto vado a fare quattro passi in Galleria … non si sa mai, cuccare, alla mia età, anche se li porto bene, sarà dura, ma almeno mi rifarò la vista, si spera …

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