QUANDO LA GESTIONE DEL POTERE E’ SOLO UN ESERCIZIO DI AUTORITA’ …

14 settembre 2013

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Anni fa quando eseguivo in un Centro Congressi delle riprese video didattiche a circuito chiuso nel corso di interventi chirurgici a favore dei medici che facevano aggiornamento professionale a valore ECM me ne sono capitate di tutte e di più.

Una volta stavo lavorando con un chirurgo “rampante”, molto bravo professionalmente e famoso, molto più giovane di me, da molti ritenuto campione di antipatia per i suoi modi abituali da reuccio “so tutto io, ho ragione solo io, faccio tutto io”.

Un personaggio comunque professionalmente valido, coltissimo e dai mille interessi.

Durante uno scambio di “confidenze” durante le pause tecniche, il Dottore, con grande punta di orgoglio, mi aveva raccontato di essere Cintura Nera di Karatè, Secondo Dan, e di possedere, nella megavilla in cui abitava, una palestra personale provvista anche di Tatami dove lui si incontrava privatamente col suo Maestro.

Come dire … c’è chi può, io posso, lei non sa chi sono io …

Purtroppo, parlando, mi ero lasciato scioccamente sfuggire di bocca che anch’io praticavo Arti Marziali pur senza sbilanciarmi fino a rivelare il nome della mia disciplina, l’Aikido Iaido Yawara Do.

Purtroppo, perché non avevo alcuna intenzione di parlare con un estraneo di quella che io ritenevo una Filosofia di Vita, una Disciplina, una vera Arte, e non un esercizio da palestra per complessati alla ricerca dell’apprendimento di qualche tecnica da difesa come lo è per molti.

Vista la mia sfuggevolezza discreta, lui aveva iniziato a punzecchiarmi verbalmente per soddisfare quella sua curiosità che io non volevo appagare e non la smetteva proprio di girare attorno all’argomento .

Quando è giunto il momento della pausa pranzo, per pura educazione non ho potuto rifiutare il suo invito a sedermi al medesimo tavolo mentre lui, tra il serio ed il faceto continuava a farmi il terzo grado, ed io, sornione, continuavo a cambiare discorso.

Quando abbiamo terminato di mangiare, ho chiesto educatamente permesso e mi sono allontanato per uscire a prendere un po’ d’aria subito fuori dal Centro fermandomi poi lì a scambiare quattro chiacchiere con alcuni medici che conoscevo da tempo.

Ma mentre stavamo raccontandocela un po’ su, ecco uscire gasatissimo il medico karateka che mi cercava sempre per il medesimo motivo, visto come gli ero sfuggito, e che appena mi ebbe individuato, superando velocemente quei pochi metri che ci separavano davanti all’ingresso del Centro, mentre mi chiamava per nome per richiamare la mia attenzione, giunto ad un paio di metri da me, ha incredibilmente alzato una gamba accennando “in pubblico” uno Yoko Gheri (una delle tecniche elementari d’assalto con le gambe) mimando scherzosamente un gesto con cui non aveva alcuna intenzione di colpire, ma solo di dimostrare goliardicamente la sua agilità e la sua presunta superiorità di pluriesperto anche in Arti Marziali.

Io, senza scompormi, ho atteso immobile che le distanze si riducessero a misura, pure rimanendomene svogliatamente con le mani in tasca, e che lui iniziasse quella tecnica che avevo intuito avrebbe usato osservando la postura dei suoi piedi, poi mi sono allargato istintivamente di pochi gradi verso la sinistra per evitare un impatto frontale ed invece di arretrare sono avanzato di un passo solo spostando il mio baricentro, sempre fuori asse, in avanti.

Il mio corpo è così praticamente diventato un muro di gomma contro cui si è scontrato lo slancio del Maestro di Karatè in Arte chirurgo che è pietosamente rimbalzato all’indietro grazie all’impeto da lui stesso impiegato, rovinando ridicolmente a gambe per aria tra i grandi vasi di fiori collocati in loco tra lo stupore e le sghignazzate dei presenti.

Non dimenticherò mai l’espressione esterrefatta, incredula, di quel volto mentre lo aiutavo premurosamente a rimettersi subito in piedi, un po’ acciaccato, senza aver capito cosa gli era successo … mi spiace, sapesse, ma è forse scivolato?…

Purtroppo certe soluzioni si possono attuare solo quando il rapporto è di 1:1 (o poco più anche a favore dell’altro, se no è come al cinema in cui tutto è possibile…)

Comunque, voi pensate che quel signore abbia imparato la lezione?

Io nutro forti dubbi in merito, perché quando la presunzione rende ciechi ed imprudenti offrendo illusioni di superiorità inattaccabile, può accadere di tutto.

Certa gente infatti, ad osservare bene come si comporta, non riesce a far altro che a continuare a girare in tondo su se stessa inseguendosi la coda come il cane della foto, convinto di poterla agguantare.

Ma solo quando riescirà a morderla, solo allora, quando anche sentirà male, si renderà conto di aver solo azzannato una parte di se stesso.

Nella vita purtroppo, nella Storia, certi comportamenti portano a coinvolgere anche chi non c’entra e chi certe pulci addosso o nel cervello, loro, proprio non le hanno.

Questa favoletta vera di vita vissuta per me è la dimostrazione che spesso l’esercizio del Potere vero o presunto che sia, allontana troppo spesso dalla realtà chi lo esercita forte di tante, troppe, “sicurezze”.

Figurarsi cosa succede quando questo privilegiato, in caso di un suo errore anche grave non dovrà mai pagare alcun fio, tipo i nostri Magistrati, tanto per non far esempi.

Solo che chi presuntuosamente è convinto di detenere un Potere assoluto che invece assoluto non è, insistendo a muoversi a testa bassa e occhi chiusi, illuso di avere in mano ogni situazione oltre che di possedere tutte le immunità, prima o poi provocherà la reazione incontrollata di qualcuno veramente “pericoloso” e si ripeterà la vecchia storia di Sansone che, deciso a farla finita con tante ingiustizie, abbattendo le colonne del tempio, lo fa crollare tutto eliminando una volta per tutte con il suo sacrificio, perché ci rimarrà sotto anche lui, i filistei che stanno lì dentro al calduccio.

E a proposito di chi è destinato a lasciarci le penne, avete visto nel frattempo cos’hanno appena fatto i Riva nei confronti di tanti onesti lavoratori, non certo colpevoli di chissà quali nefandezze o scorrettezze, dopo che la Magistratura gli ha sequestrato gli spiccioli, non certo i fondi ormai irreperibili da tempo decollati verso mete lontane ma comunque interferendo nei loro affari privati?

Cosa credeva di ottenere a breve questa lobby “autorizzata a procedere” che scandalosamente non è mai intervenuta con la necessaria inflessibilità sino che l’ILVA era a gestione  statale ma che poi ha colpito con la delicatezza di un rinoceronte in un negozio di cristalleria qualche ingombrante e scomodo rappresentante del Potere Economico sulla strada delle sue ideologie?

Perché non ha agito allora, quando per le medesime ragioni indiscutibilmente valide, c’era da colpire con decisione ed inflessibilità il marcio?

Molto più semplice non compromettersi, anzi aggiungendosi pure, politicamente, punti qualità, nonché individuare in certa Classe ricca, ma solo in quella, i “veri colpevoli” come sta capitando all’ormai plurimassacrato Silvio B, e tutto essenzialmente per spianare la strada a orizzonti sociopolitici “nuovi” ?

Nuovi come la pelle del volto (anche) di tante signore trendy che hanno fatto mille plastiche e non possono più nemmeno concedersi una risata se no “saltano i punti”, si rompe tutto (e già in queste condizioni ci siamo e c’è poco da scherzare).

Come diceva Totò?

E intanto, io pagoooooooo …

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