A M’ARCORD…

23 novembre 2013

 

jka1

La sorella di mia madre aveva sposato intorno agli anni 1930 un tipo di quelli che vi starebbero antipatici ancor prima di conoscerli.

Di professione bancario, livello molto alto, per Pietà non faccio il nome della Banca, oops, mi è appena scappato, non l’ho mai visto senza ghette (!) senza cravatta e gilet, probabilmente li portava anche quando andava a coricarsi.

Fede nuziale con brillante incastonato ed abiti sempre rigorosamente scuri, acqua di colonia rigorosamente british, uno di quei bei volti rosei sempre sbarbati accuratamente e pronti a passare dal sorriso di circostanza alla grinta più dura.

Un tipo che tra le tante cose che lo irritavano, non tollerava che i suoi dipendenti allo Sportello, anche d’Estate quando l’aria condizionata non esisteva ancora, slacciassero il primo bottone della camicia allentando il nodo della cravatta o addirittura (scandalo) si togliessero la giacca.

Un uomo duro per Natura, inflessibile (con gli altri, secondo i parametri comportamentali della Casta) e per educazione d’èlite ricevuta, tutto di un pezzo, nato per comandare, per non tollerare disordine, inefficienze, che non amava troppo chi osava guardarlo diritto negli occhi … tranne i soliti clienti facoltosi.

Una forza d’animo alla Vittorio Alfieri, il suo credo era volli, volli, fortissimamente volli.

Come quella vecchia cariatide di Andreotti, che ora non c’è più, anche lui tutte le mattine faceva la Santa Comunione, Cattolico integralista all’inverosimile … non ho mai capito come mai di figli ne avessero avuti solo due, lui e sua moglie, dato che lui sosteneva che il sesso era solo il modo per mettere incinta una donna ed avere un figlio, per il resto … un “peccato” da confessare ma soprattutto da non commettere … appunto …

Tra i suoi credo, uno era predominante: “In qualsiasi occasione, in qualsiasi situazione, bloccarsi fisicamente come se si fosse rimasti paralizzati non appena si avesse sentore che si stava per iniziare a SUDARE”.

Strano che quest’uomo tutto d’un pezzo non avesse optato per la carriera Politica, professione notoriamente zeppa di cultori della specialità, nella quale è molto difficile che vengano i calli sulle mani, gli strappi muscolari, i mali di schiena, difficilissimi anche gli incidenti fisici sul lavoro (tranne qualche sberla o calcio nel sedere che ogni tanto arriva e con ragione …) arte in cui l’unico sudore che si conosce è quello freddo e puzzolente che ti viene quando anche sino a un momento prima credevi di esser Dio ma poi ti hanno beccato con le dita e la bocca sporche della marmellata del vicino o anche peggio, quel peggio che in quegli Olimpi, pare non abbia più fine.

E come diceva quello là diventato Senatore e anche di più, a faticare è bello, prendiamo su il martello e ANDATE a LAVORAR, massima che andava bene sino a qualche anno fa ma che oggi è diventata obsoleta, come il valore di un telefonino due mesi dopo che è stato orgogliosamente acquistato come ultima novità tecnologica, visto la piega accelerata e scellerata che hanno preso coloro che chiudono le fabbriche, di lavoro non parlano per non fare gaffes volgari in Società, che noia tutte quelle pretese … e i loro soldi li usano solo per fare speculazioni dentro e fuori dal Bel Paese.

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