LA COPERTA DEI DESIDERI

13 dicembre 2013

chi

Tutti i mentalmente (e moralmente) obesi soloni di Stato che di mestiere fanno i politici, tranne le solite eccezioni che confermano la regola, continuano a parlare con fare compunto ed impegnato di questa coperta che è troppo stretta e che se la tiri da una parte se ne scopre un’altra e loro, poveretti, così preoccupati dei destini della loro gente che manco li ha votati ma se li sono trovati nella calza della Befana, non sanno come fare.

Lungi da me cercare di proporre possibili soluzioni socio-politico-economiche reali o di fantasia, c’è già troppa gente impegnata in questo anche se con grossi abusi dell’uso del tempo “futuro prossimo”.

Vorrei solo fare un’osservazione mai presa in vera considerazione  da tanti filosofi a cui passiamo da anni come veri coglioni, tra mille altri benefit assurdi ed immotivati, stipendio fisso, maxipensione d’oro o vitalizio di platino, e vengo al dunque.

Comunque si tiri questa coperta a destra o a sinistra, in avanti o indietro, c’è una zona sola al centro che solo lei, ben riparata lì sotto, rimarrà sempre ben al coperto e al calduccio.

Per non perdere pane e soprattutto companatico, basterebbe trovare il sistema per infilarsi tra i pochi spazi residui ancora sfuggiti ai gestori del Potere parente di quel Verdone Mangiasassi  di memoria perduta, rimanendo inamovibili con l’aiuto delle loro ganasce bel serrate da coccodrilli per nulla simpatici.

Dentiere ben serrate sotto ed al centro di questa coperta che non gli farà mai raffreddare mai né pancia né chiappe e proprio per questo motivo oltre che per tante disonestà di sistema scambiate per diritti acquisiti non potrà mai fargli capire bene, vedere o sentire che aria tira anche a due spanne dal loro naso, messo e non concesso che la cosa abbia per loro qualche valenza etica oltre allo scomodo ricordo di tante promesse mai mantenute.

Ma ora pare che non esistono più spazi residui nei palazzi del Potere dove per aprire o chiudere una porta alle spalle di un politico che ci passa attraverso ci sono sino a tre, quattro “dipendenti” (a spese nostre e … altro che auto blu).

Non c’è più spazio nemmeno come garzone di bottega del parrucchiere del Palazzo, pazienza, ma occhio, troppe scintille di fianco ad una latta di benzina lasciata senza tappo pensando che si può fare a meno di tapparla, non lasciano presagire nulla di positivo, e quel che è più grave, il fiammifero acceso ce l’anno in mano proprio loro e intanto la benzina traboccata ha iniziato a spargersi tutto attorno.

E voglio proprio vedere quante marce indietro dei nostri Maggiorenti, dettate da sola vigliaccheria e dal terrore di perdere la poltrona, serviranno a parargli il culo da tanta rabbia che sono in decenni riusciti  a far accumulare nell’animo di un popolo che di natura è mite, ama il sole e la serenità e cerca solo le sicurezze di una vita dignitosa.

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