LAMENTO ITALIANO: Quando la Politica diventa solo una professione MOLTO ben retribuita …

16 gennaio 2014

pcm

Gli ultimi cento anni di Storia hanno ampiamente dimostrato che la Democrazia è un bene pericolosamente troppo critico per poter venire gestito con onestà da chiunque, dato che l’onestà è un bene raro e allora bisogna che la volontà popolare abbia il polso forte soprattutto per riprendersi il mal tolto.

Il Comunismo che idealmente prometterebbe tanto, è però un sistema che essendo forzosamente retto e amministrato comunque da esseri umani potenzialmente uguali a quelli della “concorrenza” visto che il DNA è simile (quindi con tutti i pregi e i difetti della Razza in questione) la Storia lo dimostra clamorosamente, per sopravvivere una volta giunto al Potere si deve trincerare dentro ad una cortina di ferro con una Polizia di Stato che elimina qualsiasi dissidente e tutti gli ostacoli di percorso oltre ai vecchi e tradizionali aborriti titolari di privilegi & C.

E proprio per come viene gestito, dato che i suoi sistemi spesso sono molto sbrigativi per mantenere il più intatto possibile il Potere conquistato, prima che Leggi e vecchie pastoie burocratico amministrative non ripristino a macchia di leopardo il Sistema appena abbattuto per lasciar spazio ad una nuova burocrazia in realtà vecchia ed inefficiente come quella appena segata, come ogni utopia, ogni teoria facile e bellissima da magnificare anche sperticatamente ma moooolto difficile da realizzare al lato pratico, non appena le togli il fucilino di mano, si squassa e crolla in meno che non si dica, e il tutto, come sempre, a discapito dei più deboli.

Nessuno di Voi Compagni si ricorda di come e perché è stato abbattuto e polverizzato il muro di Berlino, vero?

Bisogna tristemente riconoscere che la morale è sempre la stessa: anche quando cambia il colore del cielo, non sono le filosofie o le bandiere, è l’Uomo con la “U” maiuscola a rimanere sempre l’unico vero artefice del destino migliore per i suoi simili.

In Italia, dove di quest’Uomo si è perso lo stampino, anche se appena fuori porta c’è un certo Francesco venuto da lontano che dovrebbe far morire di vergogna intere legioni di finte persone per bene ormai prive di ogni germe di coscienza e di onestà, nel nostro Paese, se qualcosa non cambia veramente e VELOCEMENTE, ingovernabilità e disordine sono alle porte anche se i politici che dicono di amministrarci al meglio delle possibilità reali, si affannano come da sempre a parlare del lumicino in fondo al tunnel, tipo Araba Fenice.

E lo fanno con un candore talmente disarmante che ti assale il dubbio che siano in buona fede, quindi che non siano una banda di farisei ma solo una manica di cretini o di incoscienti inconcludenti, ben capaci però di rimanere col culo attaccato al proprio scranno.

Intanto, nel casino generale, si assiste alla celebrazione della più grande delle incongruenze: mentre tranne (forse …) che nella Corea del Nord ed in qualche altro Paesucolo del Globo, il Comunismo è morto ovunque, e le ideologie di sinistra (anche loro …) messe in braghe di tela sono state coinvolte nelle loro dinamiche dalle Leggi dell’Economia imposte dai Vertici dei Gruppi Finanziari che sono in grado di decidere anche il colore degli slip che dovremo indossare domattina.

Solo in Italia, che grazie a pochi superman di argilla in giacca e cravatta col Potere in mano si è dimenticata di essere uno Stato Sovrano, c’è chi si ostina a sventolare gioiosamente la bandiera rossa con falce e martello che qualche politico prudente, in vista di votazioni, ha camuffato rivestendola di un bel preservativo con colore e simboli riveduti e corretti mentre si annuncia ai quattro venti che finalmente le Sinistre si sono prese il Potere e che adesso ci faranno vedere di cosa sono capaci.

No comment, tutto è possibile, che il nostro povero Paese risorga con la stessa facilità con cui si può trovare una vergine su cento giovanette di quindici anni e dintorni, però intanto tutti i nostri leader, a prescindere dal colore rappresentato, sguazzano nei privilegi più vergognosi alla faccia soprattutto di quel qualche milione di cittadini più pirla che ciechi che li sostengono solo per non andare in crisi di identità, cioè terrorizzati dall’idea che quello in cui credono soprattutto per tradizione familiare, si riveli, inutile negarlo, per quello che è: un castello di sabbia.

Quale tradizione? Quale credo di uguaglianza secondo quei criteri vecchi di un secolo e ormai critici per un Mondo mutato profondamente in ogni suo lineamento e dinamica?

Per non perdere il colpo, per confondere le idee ai più indecisi ma anche a se stessi, adesso i nuovi comunisti, quelli che vanno a fare la Comunione neanche più tanto di nascosto, si fregiano persino dell’attributo “democratici” mentre le ossa di Lenin si rivoltano nella tomba al solo sentir nominare il termine.

Di certo la Società è cambiata e sono cambiate le priorità, Denaro e Potere non si sono distribuiti secondo quei criteri che avevano spinto i nostri nonni a lottare eroicamente con Falce e Martello in mano per chiedere Giustizia Sociale, e ora sono molti, troppi, quelli continuano a reclamare le stesse giuste cose ma in effetti in molti, in troppi hanno già le tasche molto più piene magari anche in confronto a quelle di quei nemici che loro dicono di combattere invitandoli a ridistribuire equamente tanta ricchezza sottratta al Popolo minimizzando però su di quello che per tempo si sono messi in tasca loro stessi.

Scusatemi per l’espressione, ma di intellettuali di Sinistra ne ho pieni i miei genitali grazie al cielo sempre in ottimo stato di servizio nonostante l’età.

Poi, arrivati al dunque, ad un passo dalla tanto desiderata uguaglianza, tutti questi eroi della Società e della Storia, tutti pappa e ciccia, si tirano indietro assieme all’odiato nemico ma come un sol uomo, per non perdere privilegi e benefit acquisiti soprattutto sottobanco oltre che con la sfrontatezza che usano da professionisti consumati sin dai primi giorni della loro investitura.

E questi novelli difensori dei nostri destini mentre si agitano celebrando la loro quasi raggiunta vittoria, si lasciano posare in faccia le pesanti e flaccide chiappe ornate di peluria albina del culo della Razza Eletta che vive nel Paese meno di Sinistra su tutta la faccia del Globo, campione nel rinnegare ogni attimo del proprio passato dell’ultimo secolo o poco più, e sono incapaci di mostrare con un guizzo di orgoglio e col necessario coraggio che il DNA della nostra Gente è molto poco facilmente eguagliabile da qualsiasi altra Razza del Genere Umano, una qualità indiscussa a prescindere dall’orientamento e dalle convinzioni politiche di chiunque a cui scorra sangue italico nelle vene e che per un attimo pensi onestamente e veramente al bene del proprio Paese scacciando ogni tentazione di portare oltre frontiera capitali umani ed economici.

 

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