Un vecchio rimedio cinese per i mali di schiena “2” …

27 aprile 2014

Molto tempo fa avevo scritto un post che cercava di descrivere un vecchio sistema cinese, da ma imparato in gioventù da un maestro di Arti Marziali, una piccola serie di auto manovre abbastanza efficienti nel risolvere problemi di mal di schiena generici perlopiù causati da un eccessivo gravare sulle zone terminali della colonna vertebrale, quelle prossime all’attaccatura al bacino, o anche dall’aver compiuto “sforzi a freddo o all’improvviso” che avevano impegnato oltre al limite di prudenza quella zona del nostro corpo.
Mi ricordo che mi aveva persino telefonato un lettore che evidentemente aveva intuito l’efficienza di quel sistema ma che non riusciva a capire bene come posizionarsi correttamente per eseguire i movimenti consigliati e mi chiedeva se per caso non avessi un filmato esplicativo in merito, filmato che purtroppo non possedevo.
In effetti, come accade anche per molti altri esercizi, è indispensabile che almeno per le prime volte questi vengano eseguiti sotto il controllo attento di chi ha le idee chiare in merito, e le parole si rivelano spesso insufficienti anche se le spiegazioni verbali a prima vista appaiono esaurienti.
Non starò quindi a ripetere la spiegazione di questa “manovra” ma cercherò di chiarirne il processo applicativo.
Qualcuno di voi si ricorda di una pubblicità che ha imperversato sui teleschermi, pubblicità di un americano che aveva inventato la “panca ad inversione”, che altro non era che la realizzazione di un’asse, tipo quella delle panche per palestra, montata su di un supporto metallico a cui era fissata nella parte centrale per poterla ruotare su se stessa a piacere.
In fondo alla panca c’erano delle cinghie che tenevano imprigionati i piedi in modo che una volta sdraiati sulla panca e fattala ruotare sinché i piedi non erano in alto e la testa in basso, il corpo rimaneva “bloccato sulla panca” senza poter scivolare a terra e nella posizione ottenuta si otteneva grazie alla forza di gravità una trazione verso il basso con conseguente stretching della colonna vertebrale ed anche di tutte le altre giunture.
Cosa impossibile da ottenere se ci si appende con le mani ad una sbarra orizzontale posta sopra di noi in quanto la trazione così esercitata interessa al 90% le articolazioni degli omeri.
Il principio della “panca ad inversione” consisteva quindi essenzialmente in un’azione di allungamento della colonna vertebrale con conseguente sollievo di dischi intervertebrali eventualmente schiacciati e nell’allungamento temporaneo di tutta la catena di tessuti, da quelli muscolari, a quelli del Sistema Nervoso ad ogni altra fibra normalmente impegnata a sopportare il peso della schiena e quello corporeo in genere.
Bene, quella manovra che io avevo descritto consente un allungamento del complesso muscolo scheletrico della schiena/bacino/articolazioni degli arti inferiori che anche se compiuto con una serie di piccoli movimenti combinati che si esauriscono in pochi secondi, ottengono il medesimo effetto della succitata panca ed in più, se praticati col piccolo slancio richiesto che assomma una spinta ulteriore alla forza di gravità, permettono a microfibre eventualmente accavallatesi nel corso di “movimenti sbagliati” di stirarsi e riprendere la loro dimensione e postura normale di riposo come un elastico teso e poi lasciato tornare in condizioni normali MA dopo essere rientrati nelle proprie sedi lungo l’apparato scheletrico senza rimanere “agganciati” a qualche piccola apofisi o essere andati a “strisciare” contro qualche piccola calcificazione locale liscia come carta vetrata.
Questa manovra, se compiuta tempestivamente dopo i piccoli traumi subiti, consente un ripristino immediato della “forma” ed esclude qualsiasi processo infiammatorio insorgente di norma quando qualcosa va fuori posto.
Tanti auguri di riuscire a compiere correttamente e con riscontro positivo il gesto descritto nell’altro Post, ma non dimenticatevi MAI che almeno il 50% dei vostri mali di schiena sono causati da malfunzionamento del vostro apparato renale … anche se i vostri reni apparentemente non sono dolenti e a tutto pensereste tranne che ad una loro responsabilità per questo tipo di problema.
Anche su questo risvolto della questione ho già scritto, ma per oggi “sufficit”.

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2 Risposte to “Un vecchio rimedio cinese per i mali di schiena “2” …”

  1. Roberto Says:

    Scusa, potresti darmi il link del post dove spieghi il movimento di cui parli? Mi interesserebbe provarlo. Saluti e grazie.

    • curlilriccio Says:

      Come ho già ampiamente spiegato certe “manovre” possono essere capite solo assistendo alla loro esecuzione e poi ripetute sotto controllo di chi le sa eseguire correttamente.
      Credimi, anche se ti senti più intelligente e sveglio della media, senza offese.
      Non me la sto tirando: questo è uno dei tanti esempi in cui Internet e la sua enciclopedia globale servono solo per una informazione superficiale.
      Mi spiace, Roberto, questa è la realtà quasi come è impossibile praticare correttamente Pilates senza il controllo estemporaneo, diretto, continuo ed attento di un personal trainer competente.
      Auguri per il tuo mal di schiena, spero che tu riesca a trovare chi può veramente risolvere i tuoi problemi, di gente capace, senza false modestie, come il sottoscritto, ne trovi non moltissima ma ne puoi trovare sempre.
      Basta cercare nella direzione giusta.


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