IL SENSO DELLA MISURA (del buongusto e dell’educazione)

6 maggio 2014

Io sono ormai solo un vecchio brontolone, una povera cicca masticata e usata, sempre più attorniata da Geni, da Maestri, da esseri incredibilmente ultracompetenti su ogni lato più recondito dello Scibile Umano, da scienziati che sanno fare di tutto e si degnano ogni tanto di insegnarlo ai poveri scemi che gli stanno noiosamente attorno …
Tra mille (più una) altre cose, non amo la Politica intesa come mestiere e sistema per lucrare senza sudare, non amo il Calcio inteso come valvola di sfogo delle tensioni di tanti sfigati violenti, cretini e con parecchi problemi più o meno sommersi, anche sessuali proprio quando si credono dei padreterni, o come mezzo per arricchire alla faccia dei pirla che gli danno i soldi e che poi, nel frattempo, vanno in piazza a fare a botte con la Polizia, per reclamare di tutto e di più di quel che dicono gli manchi (tranne che i soldi per la tessera della squadra di calcio del cuore, le sigarette, il caffè al Bar e lasciamo perdere le citazioni su altri gadget tipo polverine di uso ANCHE strettamente personale di colore bianco) anche quando fregano da tempo allo Stato, in verità a noi, i soldi della pensione della nonna defunta da lustri o si fanno passare per paralizzati e poi vanno a correre alle straMilano o chessoio, fregano la corrente elettrica dai pali dei lampioni delle luci di strada solo per fare un esempio su certi “collegamenti” abusivi mai perseguiti da questo Stato di parte, vivono nelle case dell’ALER ma fuori, in strada tengono posteggiate in bella mostra Suv e auto di lusso, mendicano, vivono di espedienti, di appropriazioni improprie …
Nel mio piccolo privato, oltre a tante altre cose superflue io ho riposto da anni in “un” cassetto più di mille cravatte, ricordi tempi giovanili in cui mi piaceva l’eleganza nell’abbigliamento, fare l’esteta era un imperativo categorico grazie a questi lussuosi complementi di stile, oltre a tutte quelle in foulard di seta (non cinese o indiana) delle “Regimental” originali british e non so quante in vero Tartan scozzese di lana, ma da anni indosso solo t-shirt nere e indumenti casual veri, non finti con griffe.
Che ci crediate o meno, tanto non sapete nulla della mia vita, un noto stilista, certo Armani, aveva iniziato a copiare questa mia “mise” abituale e ripetitiva in tempi e situazioni, dopo avermi conosciuto mentre scattavo, forse per lui, non ricordo, delle foto di moda.
Detesto catenine braccialetti e metalli vari usati come ornamento del proprio corpo, non parliamo dei tatuaggi che per me, anche quelli artisticamente interessanti sono solo la testimonianza di poco rispetto nei confronti del proprio corpo oltre che un esibizionismo becero legato al desiderio di venir riconosciuti come parte del “branco” con le carte in regola.
Eppure accetto con disponibile pazienza qualsiasi impostazione mentale diversa dalla mia, tollero comportamenti anche “strani”, a patto che non diventino invasivi.
Raramente reagisco anche alle provocazioni più gratuite, pesanti ed irrispettose nei miei confronti, le Arti Marziali mi hanno fatto crescere parecchio (anche perché, nonostante gli anni, se reagissi nel pieno delle mie reali capacità …) diciamo che conduco un’esistenza che per molti “cavallini rampanti” è da orso grigio mentre di altro non si tratta che del quasi ottenuto raggiungimento di un equilibrio interiore che mi porta a vivere l’essenziale e a rispettare qualsiasi altra “posizione” ma a patto che si tratti di un qualcosa di umanamente lecito, motivato, intelligente e non prevaricatore.
Eppure l’altro giorno per poco non piglio a sberle, una persona che si presenta pomposamente con tutte le prerogative dell’individuo di cultura, intelligenza e sensibilità superiori: un ex docente di lingua e letteratura inglese, autrice di testi di cultura, una persona politicamente impegnata in senso sociale, una vera intellettuale di Sinistra, una di quelle insomma che da decenni sventolano la bandiera rossa ma a casa loro in Italia e non nella Patria del grande Lenin, chissà perché.
Ma allora cosa mi ha preso?
Vengo al dunque.
Si era a tavola in famiglia e si parlava del più e del meno, di tante brutture vicine e lontane che purtroppo succedono quotidianamente ovunque, ma anche di altre cose più amene, quando inspiegabilmente quanto inaspettatamente mentre si parlava dell’orrore di quei cristiani crocefissi in Siria perché non volevano convertirsi al Musulmanesimo, questo genio dell’umanità ha iniziato a fare considerazioni del tipo “ … sai io sono atea convinta … però mi guardo attorno ed anche i cristiani, soprattutto i preti, che palle, con i loro integralismi rompono … anche il Papa, buono quello … con tutte quelle storie contro la fecondazione eterologa … quando il Cristianesimo ne offre il primo esempio attuato nella Storia … con la Madonna, lo Spirito Santo e il figlio Cristo, primo frutto di questo tipo di fecondazione …”
Io sono molto poco osservante del Rito, in senso Cristiano, conservo le mie credenze religiose e spirituali devote in una sfera irraggiungibile dagli estranei, ma profonda e per me molto impegnativa e selettiva in senso etico, ma rispetto chi non la pensa come me.
Ma anche se fossi buddista non tollererei comunque e soprattutto fra le pareti di casa mia, bestemmie come considerazioni gratuite su di un credo religioso qualsiasi, figurarsi con lo scambiare irriverentemente lo Spirito Santo per un uccello impollinatore in fregola.
… Mi sono alzato da tavola lasciando con tutte le sue considerazioni sull’Immacolata Concezione quel povero mucchio di lardo irrancidito e merda mentale pieno di lauree e “tanto per bene” secondo il manuale di Monsignor Dalla Casa, ma forse neanche più di tanto, in compagnia di chi ancora riusciva a sopportare le sue vuote bestemmie da propagandista di un inesistente Paradiso Rosso della solita filosofia di parte di chi è sempre molto sensibile solo ai propri pruriti e gioca a “chiamarsi fuori” col “se non vedo non ci credo” come se tante certezze poi sventolate dall’altra parte della barricata fossero così tanto sicure e commensurabili in soldoni.
La prossima volta che sarò costretto ad incontrare questa parente acquisita che sventola con orgoglio il motivetto di Bandiera Rossa come suoneria del telefonino, prendendo in prestito l’idea al grande Guareschi, voglio proprio chiederle se è disposta a vendermi l’anima che come tutti i suoi “Compagni” veri, non i democristi con la mascherina di Carnevale, afferma con sicurezza di non avere.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: