TETTE, PANZE E CULI AL VENTO …

24 maggio 2014

ptu

    Non aspettatevi chissà cosa dal titolo del Post … se volete, leggete e capirete.
Oggi avrei dovuto fare un trattamento terapeutico alla schiena di una giovane signora single e madre di un bel bimbo, dopo averla giorni fa già liberata da noiosi dolori sia alla schiena sia al collo sia alla spalla ed al braccio dx.
Pochi gesti di Chiroterapia eseguiti con la dovuta sicurezza (che per me e per chi è competente sono di semplice esecuzione, ma non certo realizzabili da chiunque con un fai da te improvvisato magari solo dopo aver visto qualche filmatino dedicato in Rete).
Come al solito, si trattava di un risultato che avrebbe poi dovuto venire stabilizzato tramite qualche altro trattamento, un minimo di ginnastica e qualche autocorrezione posturale ben consigliata.
Una donna giovane, e, nota a margine, purtroppo per lei esteticamente poco attraente e per di più totalmente “fuori peso” non tanto per obesità acquisita con errori dietetici, quanto a causa di una scomoda eredità genetica in buona parte appesantita dopo il parto anche per motivi di tipo psicosomatico oltre che linfatico.
In ogni caso, tanto per definire una situazione sottovalutata con una certa incoscienza, come spesso accade in casi simili, una predisposizione annunciata verso ipertensione e diabete, senza voler far nulla in merito.
Ma tutto ciò mi riguardava solo marginalmente anche se l’evidente peso corporeo eccessivo, primo nemico di qualsiasi terapia è sempre un ostacolo anche nei confronti di ogni tipo di manipolazione fisica eppure io con tanta buona volontà e altrettanta pratica ero riuscito a sbloccarle le articolazioni in crisi e ad annullarle qualsiasi dolore al punto che lei aveva accettato con massima disponibilità e sincero gradimento, almeno al momento, di fissare subito un appuntamento successivo a breve.
Tra l’altro, si trattava di una delle tante persone rimaste senza lavoro e costretta ad arrangiarsi accettando di svolgere attività manuali non certo “nobili” anche se oneste, e vista la situazione le avevo offerto una terapia a costo zero, tutta gratis (lo so, sono uno stupido ed un inguaribile sognatore che crede nei valori della “disponibilità”, non cambierò mai).
Qualche ora prima dell’appuntamento concordato ricevo un SMS: “… Scusa, un imprevisto, non ce la faccio, va bene fra qualche giorno?”
Risposta: “Certo, dimmi tu”
“… Fra due giorni, ok? Stessa ora?”
Risposta: “Ok”
Qualche ora prima del secondo appuntamento, ricevo un altro SMS: “… Scusa ma anche oggi non ce la faccio, mi farò sentire appena possibile …”
Chiaramente, a questo punto, non ho nemmeno risposto, anche perché se non si trattava di scuse non gradivo l’indelicatezza di aspettare l’ultimo momento per avvisarmi e facendomi perdere un (altro) pomeriggio.
Ma perché racconto questa storiella che tra l’altro è sicuramente ben nota e ricorrente per chi come me pratica trattamenti alternativi?
Solo per osservare che questo tipo di comportamento tipicamente italiano nelle sue meccaniche oltre che maleducato, è del tutto gratuito oltre che masochista e per finire denota o ipocrisie o insicurezze inguaribili nel 99% dei casi.
Si tratta di un comportamento consolidato a partire dalle promesse dei politici per finire ai più piccoli pidocchietti che ci circondano, quelli del millantare promesse e poi defilarsi nel nulla … farò, vedrai, stanne pur sicuro …
Ma analizziamo questa situazione in particolare.
Io, a tutti gli effetti, sono pur sempre un maschietto, nonostante l’età sempre in ottima forma e, scusate la presunzione, anche di buona presenza.
Dall’altra parte dello scenario la solita femmina italiana che anche quando è brutta come un cifone, in cuor suo ama pensarsi sempre come un possibile oggetto di desiderio (sessuale) una indifesa terra di conquista indiscriminata alla Far West di due secoli fa.
E tanto per non farsi mancar nulla, bella o brutta che sia, anche se farebbe meglio a non mettersi esteriormente tanto in mostra almeno per una questione di buon gusto, pure lei ci prova e mai che esiti di mettere in vetrina in un modo o nell’altro i suoi attributi femminili o presunti tali (per lei) imponendoli agli sguardi altrui ma non senza irritarsi e criticare quelle che lei interpreta come “attenzioni” fastidiose mentre spesso si tratta solo di sguardi pietosi o peggio ancora di sincero stupore per tanta ciecamente ridicola sfacciataggine fuori luogo.
Senza nulla togliere al fatto che qualsiasi maschio “vero” anche se si tratta dell’essere più educato, compassato e civile, non può rimanere totalmente insensibile, almeno per curiosità istintiva, a certi tipi di richiamo.
Chissà poi perché tanto desiderio di esteriorità e quali necessità di conferme …. a cosa?
Anche in persone psicologicamente stabili, insomma nella norma, chissà perché tanta, troppa spinta a mettere in mostra il proprio corpo, manco fosse merce in vendita, tanta, troppa “esposizione” ricolma di messaggi spesso veramente fuori luogo, gratuiti, e pure inutilmente provocatori mentre in realtà sono solo dei gesti disperati di chi vuole ad ogni costo esser guardata, non importa da chi, maschio o femmina che sia, per avere conferma di venir considerata, ammirata.
E poi, in fin dei conti la media dei maschi (italiani) normali non vive i propri istinti sessuali in modo assatanato ed incontrollabile da schiavo dei propri genitali come piace tanto pensare alle femministe più dure e quindi non considera le donne solo come dei “buchi da riempire”, cosa che va inevitabilmente contro alle convinzioni di tante Wonder Woman con la cravatta e gli stivali.
Figuriamoci quindi la delicatezza della situazione quando un terapeuta onesto e professionalmente serio deve scorrazzare liberamente in su e in giù per un corpo con le proprie mani alla ricerca dei punti chiave da trattare (e mai senza aver chiesto preventivamente permesso).
Sul momento tutto è ok, direi pure che la femmina coinvolta è la prima a riconoscere un senso di benessere ma subito dopo, non è raro che a distanza di qualche ora, il suo cervello inizi a lavorare (male) e a cercare di individuare maliziosamente attraverso quel benessere ricevuto dal terapeuta “maschio” gli “inconfondibili” (per lei) segnali di un qualcosa che è andato a toccare a fondo, in modo del tutto indiscreto e senza la sua autorizzazione preventiva (?) la propria femminilità più privata … al ladro, al ladro … anche se le mani di chi la ha trattata, sul momento potevano solo sembrare delle tenaglie in guanti di velluto, molto decise e professionali.
L’eterna paura della donna italiana di far vedere che sta provando sano piacere, anche se è favorita dal fatto che non possiede un fallo titolare di reazioni evidenti.
Dio, che tristezza, eppure, così è, e, almeno in Italia, non cambierà mai.
Qui da noi, se lo potessero, certe donne che si definiscono psicologicamente superiori, il burqa lo farebbero indossare a noi sopra delle mutande di latta munite di una piccola ghigliottina ad attivazione automatica incaso di erezione, con in più la variante di una fascia aggiuntiva da mettere sugli occhi del maschio suino e tutto per esser finalmente  libere di andare in giro esibendo a volontà tette, panze e culi al vento .
Viene proprio voglia di lasciare certe persone a sbrigarsi da sole le proprie rogne o di dargli retta  solo a condizione di fargli pagare a caro prezzo, in senso economico, qualsiasi terapia, anche la meno impegnativa che abbiano richiesto, lasciando alla loro … intelligenza … decidere cosa veramente vogliono, e solo dopo aver fatto un severissimo esame davanti allo specchio, tanto per individuare con certezza cos’è ciò che vogliono.

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