TERAPIE ALTERNATIVE: UN TRATTAMENTO DIFFICILE

31 maggio 2014

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   Ultimamente le mie capacità di terapeuta “fuori dalle righe” sono state messe a dura prova da un anziano con gravi e immobilizzanti dolori in zona pubica.

   Nel primo intervento sono riuscito a risolvere il problema in tempi molto contenuti, anche perché il trauma si era appena verificato e quindi le contratture erano molto localizzate e gestibili con un minimo di disagio da parte del malcapitato, ma purtroppo, successivamente, a causa, non ridete, di un potente starnuto notturno, il microtrauma e le conseguenti contratture si sono riattivate in quella zona già abbastanza infiammata rendendo quasi impossibile qualsiasi manipolazione locale in misura efficiente.

   A quel punto parecchi avrebbero gettato la spugna e consigliato di ricorrere almeno ad un esame radiografico preventivo presso uno specialista qualificato, che sicuramente avrebbe prescritto anche un antidolorifico ed un antiinfiammatorio, ma io nel tempo, con l’esperienza, ho appreso che quando sembra che non ci sia immediatamente una via di soluzione, esiste sempre la possibilità di sfruttare il proprio istinto e le sue capacità intuitive e se a questo si aggiungono una buona conoscenza dell’Anatomia umana ed una discreta manualità …

   Così, lavorando di fantasia e sfruttando le mie conoscenze in riflessologia ho iniziato a manipolare i piedi dell’ultranovantenne, che tra l’altro collaborava eroicamente nonostante i dolori, nella speranza di riuscire ad individuare la VERA sorgente del trauma proprio tramite le espressioni del suo volto.

   Così, non senza sorpresa, “a tatto” ho appurato che i dolori derivavano da una contrattura che iniziava lontano dall’inguine lungo la gamba sinistra e più precisamente nella zona degli attacchi tendinei dei muscoli della coscia, dove appunto un tendine si era dislocato in modo anomalo sul fianco dell’articolazione del ginocchio.

   Ho quindi iniziato a massaggiare l’arto cercando di rilassare le sue fasce muscolari indurite in un crampo che attraversando la coscia intera trovava la massima tensione all’inguine coinvolgendo localmente anche altri tessuti, sinché con un gesto ben preciso, ho sbloccato la fascia tendinea facendola scivolare nelle sua sede corretta.

   Con un “tac” molto teatrale il dolore è improvvisamente sparito, rimaneva solo la dolenzia residua di una contrattura testarda perdurante da parecchie ore e sicuramente aggravata da qualche carenza di potassio.

   Ma io non sono un medico e questo lo dovrà appurare e porre sotto terapia adeguata qualche bravo specialista in camice bianco, magari uno dei pochi rimasti che non hanno paura di “toccare” il paziente.

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