LE REGOLE

10 giugno 2014

reg

   In più di un’occasione ho espresso il mio netto dissenso per certi sistemi educativi “all’avanguardia” ma che a mio umil parere sono la causa preponderante della fatica che oggi fanno soprattutto le giovani leve a rispettare qualsiasi forma di regola.

   E il disordine non è cosa buona, mai e per nessuno, nemmeno per coloro che prima se lo gestiscono per i propri profitti, ma poi, prima o poi, devono trovare il sistema, le regole per conservare il frutto delle loro porcate.

   Invece il rispetto per le regole di qualsiasi “meccanismo” o consesso umano o comunque dove si è in molti a calpestare il medesimo suolo, è non solo una componente essenziale per il buon funzionamento delle cose in genere ma una regola di vita insostituibile in una società in cui dovrebbe esserci spazio per tutte le persone oneste e rispetto dei confini reciproci.

   Poi, come sempre, ci sono i cosiddetti battitori liberi, i cani senza collare, gli … artisti …, ma tutti, prima o poi se mettono il piedino in Società, devono chinare il coppino e adattarsi a regole di carattere generale se non vogliono rimanere emarginati e dei perdenti senza scampo.

   A meno che non sia la stessa Società che per motivi per nulla leciti o condivisibili, generi essa stessa chi proprio fa volentieri a meno di tutte quelle regole che limitano se stesso e quelli dell’immediato circondario e con varie scuse tipo quella della “razza eletta” (?) si arrogano il diritto di fare ciò che vogliono calpestando ogni cosa con la violenza.

   La Pedagogia non è mai stata il mio forte, tipo metodo Montessori, però ho cresciuto due figli sani, forti e “giusti”.

   Io stesso da piccolo, ero un po’ irrequieto, ho fatto da robusto collettore delle sberle paterne ma non sono mai andato in depressione per questo e sono comunque cresciuto con la spina dorsale ben diritta e robusta, non soffro di paure mal represse e riesco pure ad essere onesto.

   Cosa c’é allora che non va oggi e che crea tante distorsioni nel rapporto iniziale genitori/figli e poi, andando avanti nel tempo, in quello dei rapporti sociali?

   Cos’è quell’ansia di libertà assoluta che libertà non è, è solo prevaricazione, e che si fa beffe di ogni convenzione di quieto vivere nel reciproco rispetto?

   Cos’è quello spettacolo penoso di tante madri e tanti padri che amano autodefinirsi “i migliori amici” dei propri figli, si preoccupano di non contrariarli mai con nessun NO e poi se li ritrovano appena adolescenti che li mandano affanc… e reclamano GRATIS ogni cosa che gli capita per la mente come se fosse per diritto naturale?

   I veri problemi purtroppo, e sono gravissimi, emergono prepotentemente quando questa nuova razza di superuomini, che secondo i loro genitori e per merito unicamente loro hanno imparato a scegliere e ad autogestirsi autonomamente sin dalla più tenera età (coi soldi di mamma e papà o di qualche altro giro strano), quando questi campioni fanno i primo passi nel mondo della Scuola e poi del Lavoro e poi …

   E poi non vado oltre e vado a ripassarmi “la regola del 9”.

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