DATEMI UN PUNTO DI APPOGGIO E … (ma esiste ancora un punto d’appoggio reale?)

12 giugno 2014

lud

   Arrivo fresco fresco da un’esperienza che doveva essere molto interessante, almeno per come mi era stata presentata, in pratica un corso di aggiornamento su alcuni aspetti della fisiologia umana, con tanto di test finale (a quiz) che doveva servire al docente per valutare il grado di apprendimento ottenuto dai singoli discenti.

   In pratica una noiosa esposizione di un catalogo generico di abbastanza scontate manifestazioni psicosomatiche dell’individuo “uomo” in relazione agli eventi di cui diviene oggetto vittima ma pochissimi approfondimenti tecnico scientifici e nessuna casistica, tutto molto astratto.

   Un po’ come se un venditore d’auto ti magnificasse cose che già si vedono senza troppi sforzi, come colore della carrozzeria, aspetto degli interni, gadget elettronici sul cruscotto, tipo di pneumatici … ma nessun approfondimento su consumi, prestazioni e così via.

   Eppure sembra che ormai i sistemi “semplificati” di docenza siano in uso normale per rispondere a qualsiasi richiesta di conoscenza e approfondimento.

   Pagamento dell’incontro in anticipo e poi zitti e a casa.

   Certi sistemi di insegnamento molto trendy danno solo l’illusione di poter riuscire a conoscere a fondo un argomento che invece, nell’enfasi di facilitare tutto (?) viene accostato con la scusa delle semplificazioni in modo poco profondo e soprattutto veloce, col risultato che quanto si è pensato di apprendere finisce miseramente nel dimenticatoio o peggio ancora lascia solo qualche traccia destinata a creare confusione e false convinzioni.

   Anche il modo poi di controllare i livelli di apprendimento tramite i famosi “quiz” fornendo un certo numero di risposte tra cui scegliere l’unica corretta e riconosciuta sulla base più di un apprendimento di tipo mnemonico che di una comprensione profonda intesa come frutto di un patrimonio culturale ben consolidato fa acqua da tutte le parti quando si cercano certezze vere.

   Si, ma poi nella vita uno ha tutto il tempo di approfondire, di specializzarsi … magari imparando da solo su Internet … palle.

   Quante volte vi è capitato di dovervi ristudiare da capo una “lezione” che sul momento vi pareva di conoscere perfettamente e di poterla eseguire in totale sicurezza.

   Tipo leggere la ricetta della torta della nonna con componenti e dosi e, col foglietto delle istruzioni in mano, scoprire di essere cuochi (quasi) provetti e poi, a distanza di poco tempo, volendo ripetere l’operazione, dovere rileggersela da capo per non sbagliare clamorosamente e dover buttare via tutto.

   Come accade con certi software di Pc, software utilizzati solo di tanto in tanto, che ci puoi cavare ben poco se non ricominci da capo, tutte le volte che li apri, a prenderli in esame con vero impegno perché non ti sei mai preoccupato di imparare ad usarli correttamente (a fondo è quasi impossibile anche per i più bravi, quindi figuriamoci per quelli che vivono nell’approssimazione …).

   Poi ci sono i programmi dei giochini, che sono ben altra cosa, anche se a chi li fa girare gli dà la sensazione di saper pilotare uno Shuttle … software in cui anche i livelli di difficoltà superiore sono fatti apposta per venire sorpassati anche dal ragazzino più incasinato mentalmente nella sua vita quotidiana e meno concludente nella vita pratica.

    Questo perché con i giochini tutto è già predisposto, si ha solo l’illusione di pilotare noi il gioco, mentre in realtà non facciamo che reagire, o male o bene, a quello che il gioco stesso propone e già conosce nella sua infinita quantità di variabili tra mille immagini, colori e suoni attraenti.

   Ma intanto, qualsiasi utente di questo tipo di attività, che acquisisce più agilità sui polpastrelli che un banco di nozioni che gli saranno poi utili nella vita, si diverte, rimane attratto dalla cosa e specializzandosi nelle “mosse” diventa sempre più bravo e sempre più legato a questo sistema che di creativo ha molto poco, puzza molto di attivatore subliminale di riflessi condizionati, e non solo, richiede pochissimi sforzi per poterne effettuare l’esecuzione ed è e rimane sempre un gioco.

   Poi, in caso di errore, basta cancellare tutto senza pagar pegno e ricominciare da capo, tanto non può succedere nulla di spiacevole.

   Come nella vita, no?

   Questa è la filosofia comportamentale che stanno imparando i nostri cuccioli, molto più bravi di noi a gestire tastiere e schermi touch screen anche perché primo, hanno molto più tempo disponibile e poi la loro mente non è ancora condizionata da impegni e legami ben precisi, ricordi di esperienze negative, non gli costa nulla in ogni senso e non devono rispondere a nessuno in caso di errore, anche grave … e poi nella vita, appena qualcosa non va, forti di tante battaglie vinte sui minischermi ci si ribella convinti di aver sempre ragione, di poter sempre vincere, di avere i riflessi per ogni situazione, di non poter mai sentire male, si fa casino a ruota libera, perché in certi cervelli che qualcuno ha avuto la presunzione di credere di averli allevati “liberi” sin da piccoli in effetti la parola limite non ha alcun riferimento pratico e le parole “costanza” “responsabilità” “sforzo” perdono ogni significato.

    Purtroppo i nuovi sistemi di studio, insegnamento e apprendimento, spesso, con tutte le facilitazioni offerte dalle nuove tecnologie, dalle nuove correnti di pensiero sui cui si articola la docenza in genere, dai nuovi sistemi di valutazione dei risultati ottenuti sempre più pietosi nei confronti del singolo, queste procedure non promettono molto di buono, soprattutto quando per poter eseguire correttamente qualsiasi cosa la superficialità non è più ammessa ed il grado delle specifiche conoscenze richieste è molto elevato.

   Così mentre con un intento di parità sociale, spianando le strade si voleva aprire la medesima porta di occasioni per tutti, non si è fatto altro che aumentare vertiginosamente il numero delle persone veramente incompetenti e incapaci con in mano i birilli del comando.

   Così, tra l’altro, ben poche possibilità ha di emergere usando unicamente le proprie forze dalla palude chi, pur valendo più di altri, è impedito nei movimenti da un qualunquismo e da un grigiore tollerati e visti con occhio clemente in nome di qualche ideologia tanto pietosa quanto cretina e che va contro a qualsiasi onesta legge di selezione naturale.

   E infatti, tolti tutte le considerazioni  sui casini derivanti esclusivamente dai problemi connessi con l’uso e l’abuso del dio danaro, ogni tanto cade un ponte, crolla una montagna, un fiume esce dall’alveo, si vendono a caro prezzo sistemi e strumenti ancora non collaudati (ogni riferimento a certi Jet per l’acquisto dei quali si è impegnato il nostro Governo è puramente casuale) e … ma di chi sarà mai la colpa?

   Mah!

   Purtroppo potrei andare avanti per molto, comunque il tutto accade sempre grazie a tanti finti competenti (sempre ben pagati comunque) a cui è stato affidato un progetto.

   Quando poi si inizia a parlare di Salute, il problema si aggrava in modo radicale perché con l’enfasi di offrire a chiunque la possibilità di accedere a d ogni tipo di studi indiscriminatamente (o a chi per sistemi preferenziali ancora di tipo feudale si può permettere di saltare ogni tipo di selezione) chi poi ci va di mezzo per tanta incompetenza, mancanza di esperienza e … siamo tutti noi.

   Che fare allora?

   Bella domanda: io la risposta la so e non ve la dico.

   Potete pensarci su o giocare col telefonino tanto per passare un po’ il tempo.

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