IL MAZZO DI CHIAVI

26 giugno 2014

trIn questi ultimi tempi ho avuto modo di conoscere l’ennesima persona di buon livello culturale e scientifico, molto ben preparata su quella ampissima rosa di argomenti che riguardano il corpo umano e la sua cura, ma che, pur possedendo tutte queste premesse, accusa delle carenze apparentemente imprevedibili visto come si gestisce coram populo.

La cosa non poteva non intrigarmi, al punto che quando mi sono sentito richiedere, anche con un certo entusiasmo, se ero disponibile per un qualcosa che oltre ad un corso informativo poteva essere un reciproco scambio di conoscenze (c’è sempre da imparare e da tutti) ho accettato di buon grado anche perché questo mi riportava psicologicamente ad anni addietro quando tenevo, presso un noto Istituto, degli incontri informativi frequentati da parecchia gente su alcuni aspetti della Fisiologia Umana in stretta attinenza con la struttura ossea, muscolare, nervosa, vascolare ed endocrina del nostro corpo.

Il tutto con particolari riferimenti al “Dolore” e ad altri aspetti delle nostre attività cerebrali, sia quelle volontarie sia quelle involontarie, automatiche, regolate dal Sistema Extra Piramidale.

Argomenti su cui mi posso permettere di parlare ad ampio raggio senza timore di sparare fesserie, forte di anni di studio, di moltissime esperienze professionali, di quanto mi era stato insegnato da insigni Cattedratici (non solo italiani) per i quali, anche senza possedere una Laurea in Medicina, ho curato per più di venticinque anni l’iconografia di tante “comunicazioni” scientifiche, ho realizzato audiovisivi destinati a Scuole di Medicina e Chirurgia, Congressi, pubblicazioni, oltre che grazie ad esperienze di vita mia vissuta, vera e propria.

Così, una volta di più, ho dovuto con rammarico constatare per l’ennesima volta che per moltissime persone che pur possono vantare una preparazione teorica di base molto accurata, è sempre buona norma mantenere ben protetta col filo spinato una forma mentis a cassetti che in realtà poi gli impedisce nei loro processi di valutazione di considerare in modo omogeneo, elastico e con una visione veramente globale i vari aspetti della realtà che gli scorre sotto agli occhi, con cui vengono in contatto, perdendo così di vista il senso quasi sempre sommerso di tutti i “perché” di cui siamo circondati.

Questo comportamento genera immancabilmente stress, anche perché è come se un individuo che possiede tutte (o quasi) le chiavi di un mazzo, ma non sa quale è quella giusta, o meglio quali sono quelle giuste, perché certe problematiche sono come certe casseforti che possiedono non una, ma più serrature che devono venire sbloccate contemporaneamente per poterle aprire: è come se la persona in questione si bloccasse nella convinzione che ancora gli manca un’ultima chiave “giusta” e cerca, cerca, continua a cercare per un verso angustiato dal non saper individuare questa chiave dall’altro pur ben sapendo in cuor suo che si comporta così solo perché ha paura di trovare una vera soluzione, delle risposte valide e che una volta aperta quella porta, venga poi costretto ad accettare un qualcosa che possa far vacillare tante sicurezze che sicurezze non sono ma su cui si fondano la sua esistenza ed i suoi presunti equilibri psicosomatici.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: