CUORE VS CERVELLO

15 luglio 2014

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Sino a qualche tempo fa ero profondamente convinto che la scintilla di Energia che dà quotidianamente alito di Vita al nostro corpo fisico risiedesse ben protetta all’interno della scatola cranica tra i meandri della nostra attivissima materia grigia, magari proprio all’interno di ipofisi od epifisi.

Poi, un bel giorno, una persona a me molto cara, fu colpita da ictus irreversibile e, data l’età avanzata, con mia gran disperazione, non fu nemmeno possibile tentare di rimuovere chirurgicamente l’embolo che aveva paralizzato il corpo e purtroppo o per fortuna anche la Mente.

Dal momento in cui si scatenò il tragico evento a quello della conseguente morte fisica definitiva, passarono ben tre giorni durante i quali, a fronte di un elettroencefalogramma piatto, il “cuore” di quella persona, che tra l’altro per una vita, sin da giovane, aveva sofferto di “Tachicardia Parossistica” uno scompenso cardiaco tanto debilitante quanto pericoloso e difficile da curare se non intervenendo al comparire di ogni crisi con un farmaco (Procamide) da iniettarsi per via endovenosa e correndo il rischio di provocare il decesso del sofferente ogni volta, bene, quel cuore così a rischio aveva continuato a funzionare PERFETTAMENTE, mantenendo incredibilmente in vita, anche se solo vegetativa, le cellule del corpo ospitante.

Un fatto forse “singolare” per coloro che sostengono che ogni forma di attività umana deriva esclusivamente dalle energie trasmesse dal cervello e che quando il cervello è OUT il corpo è “morto”, terminato, pasto per vermi, messo e non concesso che anche con tutte le possibilità offerte dalla Tecnologia Moderna e dal Progresso si riesca a stabilire sempre con vera certezza se un corpo sta solo vegetando o meno (vedi tante tragedie di persone cadute in coma …) o se imboscata tra le pieghe di qualche cellula grigia esiste ancora qualche scintilla di quella “Vita” che ci differenzia dai sassi e che per quanto La riguarda Lei proprio non necessita di reazioni chimico-fisiche per dimostrare che non è materia inerte.

Anche se anche gli atomi di un pugno di terra racchiudono Energie invisibili ad occhio nudo, ma questa è un’altra storia.

Una cosa dovrebbe esser ben chiara a chiunque, atei compresi: un conto è la Vita del corpo con i suoi acciacchi, i suoi orgasmi, i suoi attimi di felicità o di disperazione, i colpi di Genio, le speranze, i sogni e la fatiche, con le sue meccaniche, le sue azioni/reazioni chimico-fisiche, un altro la primaria scintilla di Energia che ha animato quella carne così sensibile e reattiva ad ogni spirar di vento.

Inutile nascondersi dietro al dito mignolo di credenze filosofiche, religiose, agnostiche, politiche … per negare l’evidenza, proprio così.

La nostra vita “animale” e corporea dipende, dall’attimo del concepimento a quello della morte fisica definitiva, dal funzionamento primario del muscolo cardiaco il cui compito risiede nel distribuire per tutto il corpo, cervello compreso, quanto serve per alimentare ogni funzione, ed i suoi ritmi di “lavoro” dipendono da moltissimi fattori interni ed esterni, dipendenti o indipendenti dall’individuo, non solo dal frutto di una attività cerebrale di gestione astratta che molto presuntuosamente si crede sempre onnipotente e al di sopra di tutto ciò che riguarda la Vita.

Dal punto di vista organico, mai dimenticarsi che tutto inizia e continua a funzionare solo sino a quando le fibre del muscolo cardiaco, che scientificamente vengono definite ad azione involontaria ma che sono sensibili a sollecitazioni esterne, continuano a lavorare secondo meccaniche e logiche preprogrammate dalla Natura.

In ogni caso, il cuore, da quando inizia a pompare e distribuire tramite le arterie sangue pulito e arricchito di ossigeno dai polmoni ed a richiamare tramite il circolo venoso quello dalle proprietà nutritive esaurite per poi avviarlo verso un ciclo di “bonifica”, sino a quando “batterà” è perfettamente in grado di svolgere ai servizi del corpo la propria funzione, autonomamente e senza che il cervello glielo ordini, e sempre che non intervengano problemi causati da malformazioni congenite o traumi.

Povero cervello che si credeva il numero UNO, anche se il cuore altro non è che una macchina, una “pompa” in perenne instancabile movimento, attentissima a soddisfare ogni esigenza creata dall’organismo che lo ospita, ma poi, quando il cuore si ferma e le sue cellule hanno smesso di funzionare talvolta anche molto tempo dopo il totale decesso di quelle cerebrali, uno tira le cuoia, il movimento, l’attività cardiaca si interrompe e con lei la Vita corporea.

Ma solo la Vita di QUEL corpo …

E poi le cellule apparentemente spente della carcassa del Signor X che “fu”, nel giro di pochissimo tempo dopo il loro “decesso” decretato, a causa di reazioni chimico fisiche estremamente naturali, genereranno apparentemente dal nulla nuove forme di esistenza e di attività, ma mutando la loro “identità” primaria, anche solo diventando, inizialmente, cibo per altre forme di Vita e poi materia viva per la loro crescita.

Ma allora il nostro corpo è destinato a non morire mai?

Nemmeno lui, a quanto pare.

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma, almeno in questa dimensione e in questo Universo, e allora perché temere la Morte fisica delle vesti momentanee del proprio corpo?

Peccato che il lavoro del cuore debba subire pesanti limitazioni nel corso della sua esistenza, limitazioni causate da particolari conformazioni fisiche di alcuni punti focali del nostro corpo, a vari livelli ed in zone decisamente strategiche tipo le naturali strettoie del collo o la barriera del muscolo diaframma.

Limitazioni non solo organiche o non solo psicologiche che non è escluso che possano poi venire superate soprattutto con un lavoro delicato e ben dedicato dal povero cervello chiamato a “metter toppe” dove serve e tante volte a fare il “domatore di leoni in gabbia”.

Non dimenticatevi comunque che quell’altra forma di Energia, la famosa “Scintilla iniziale” che ben poco ha a che vedere con i nostri Istinti, con le funzioni corporee svolte più o meno automaticamente o con estrema coscienza e maestria, con le capacità razionali e creative del nostro cervello, è proprio un’altra cosa ed io credo proprio che ben poco abbia a che fare con le luci di qualche lumicino.

In definitiva un conto è accendere o spegnere un fiammifero, un altro individuare l’energia indispensabile per caricare una “batteria”… che poi, se tutto andrà bene, dovrà durare per una Vita intera.

Visto come si riesce a giocare con la parola “Vita”?

Quanti sensi Le si possono attribuire?

Peccato che siano sempre in pochissimi ad intuire la vera essenza di certe cose, ad accettare la realtà e ad avere le idee chiare sui limiti delle nostre capacità di comprensione mentre tutto dovrebbe puntare omogeneamente al miglior uso finale, individuale o sociale.

E invece, sono troppi gli specchietti per allodole appesi tutti attorno che noi stessi abbiamo creato ad arte: peccato, si potrebbe viver meglio, tutti, nessuno escluso, ed ognuno libero di vivere nel suo piccolo grande mondo spirituale dove soldi, potere ed egoismi non contano nulla e soprattutto senza il timore di ciò che avverrà quando il cuore avrà smesso di battere .

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