I DISCENDENTI DI RICCARDO “CUOR DI LEONE” (e l’Armata Brancaleone)

21 luglio 2014

comu

Ogni giorno, ormai, centinaia se non migliaia di esseri umani sbandati, alla deriva, in fuga da povertà, violenze, cattiverie di ogni tipo, o anche solo per trovare un po’ di futuro e fortuna per i propri destini, si imbarcano su rottami di ogni tipo per raggiungere le coste dell’Italia dove sono sicuri che, a differenza che in altri paesi, non troveranno nessuno che gli sparerà nel culo, anzi, gli regalerà prima assistenza, viveri, assistenza medica, vestiario e anche altro.

Non dimenticherò mai, tanti anni fa, una mattina mentre come al solito ci stavamo lavando e cambiando prima di entrare in sala operatoria: avevo assistito ad una discussione molto animata fatta da un noto chirurgo che profetizzava contro al parere di altri scettici quel che oggi sta succedendo senza interruzione, e che allora pareva fantascienza: l’Esodo, l’Invasione dal Vecchio Continente.

E confesso che anch’io avevo pensato che qualcuno stesse strillando … al lupo, al lupo …

Di fatto, oggi, ogni giorno, partono dalle coste libiche potenti navi che dopo aver trainato in acque internazionali delle “carrette” del mare scassate ed ancor vuote, gommoni, rottami di pescherecci ed affini, e quindi essendosi impunemente avvicinati alle nostre coste, ci fanno trasbordare sopra tutta la gente che possono per fargli coprire gli ultimi chilometri di avvicinamento all’Italia, affidando le ultime “manovre” a degli altri disperati pronti ad ogni infamia che così in un viaggio solo riescono a guadagnare come in un anno di onesto lavoro, tanto i margini economici di chi pilota nell’ombra questo traffico miliardario di merda sono elevatissimi ed oltre ad ogni quantificazione ipotizzabile.

Vengo al dunque.

Su ognuna di queste “carrette” ci stipano sopra almeno un paio di centinaia di persone che al lato pratico, anche se in condizioni di estremo disagio, difficilmente dovranno rimanere per mare oltre alle 48 ore.

E questa gente rimane per questo periodo di tempo alla mercé di un paio, al massimo di tre o quattro individui che si arrogano su di ogni trasportato diritto di vita o di morte con in mano una pistola o poco più e con l’arma di ogni tipo di ricatto.

In questo lasso di tempo può capitare di tutto, omicidi, stupri, violenze di ogni genere …

Cambiamo per un attimo discorso.

Vi è mai capitato, oltre che venendolo a sapere dalla cronaca, di aver avuto notizia o anche di aver assistito personalmente a episodi di violenza generati da persone provenienti da questa folta schiera di ospiti non graditi?

Queste “povere pecorelle indifese” diventano improvvisamente belve, si rivelano esser pronte ad ogni violenza con qualsiasi cosa si trovino per le mani … e anche a mani nude, per loro la vita vale zero.

Se non è così per tutti, però purtroppo poco ci manca, è anche una questione di ignoranza, di sottolivelli sociali, di religione usata come scusa per tante nefandezza, di cattiveria nata da cattiverie ricevute …

E questo solo per dire che anche loro, poverelli ed indifesi per antonomasia sino a che stanno su quei barconi, quando si sentono un po’ più sicuri e iniziano a litigare, non si astengono certamente di ricorrere alla violenza sia verso i loro simili sia verso quelli che li ospitano e sopportano e aiutano non a parole ed a cui dovrebbero essere solo e comunque grati anche se questi subito non gli regalano denaro, casa, auto e che so io.

Allora perché, mi chiedo, se hanno un minimo di dignità, di coraggio e di forza, quando si trovano su quei barconi maledetti, perché non si fa avanti nessuno capace di reagire ai soprusi, e perché nessuno, e sarebbero in numero prepotentemente superiore a quello dei loro aguzzini, non reagisce e li butta ai pesci, tanto, al massimo di loro, uno, due, su cento ne andrebbe di mezzo.

Misteri dell’animo umano.

Quanti, anche di noi civilizzati, colti, bravissimi a filosofare, a discutere con passione di Politica e di Etica oltre che di Calcio … quanti a chiamarsi, soprattutto per telefonino, amico, amico … quanti hanno il coraggio di intervenire a favore di altri minacciati ad esempio in una rapina, in situazioni di pericolo e simili?

Anche quando il danno che ne potrebbero ricevere sarebbe veramente minimo.

Non dimenticherò mai, nel lontano 1973, quando mentre posteggiavo l’auto sotto casa, mentre ero ancora assicurato con le cinghie (ne ho sempre fatto uso sin dalla loro invenzione) e non avevo avuto modo di muovermi liberamente, e forse è stata per me una fortuna … ho subito un’aggressione a mano armata da un delinquente a piede libero.

Ad una decina di metri da dove mi trovavo c’era una macelleria ed in quel momento il macellaio, approfittando della relativa calma di quell’orario, stava affilando sull’ingresso del negozio una coltellessa di notevoli dimensioni, una di quelle lame che servono anche per tranciare le ossa.

Un oggetto pericoloso e di tutto rispetto, davanti al quale chiunque si metterebbe “calmo”.

Sapete cos’ha fatto il macellaio quando ha visto a pochi metri da sé l’aggressione?

Ha fatto due passi indietro, ha appoggiato il coltello ed abbassato velocemente la serranda del negozio mentre “qualcuno” mai visto né conosciuto mi aveva sfondato in faccia il finestrino di sinistra e mi infilava sotto al collo la lama di una baionetta …

E aggiungerò solo che mi trovavo in Milano centro a 5 minuti a piedi da Piazza Duomo ed in quel momento di gente che passava sul marciapiede al cui lato avevo posteggiato, ce ne era parecchia.

Successo qualcosa? Visto niente?… Cosa pensate?

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