CRUCIFIGE, CRUCIFIGE (ma sbaglia la mira, almeno una volta …)

12 settembre 2014

renLo Stato sta raschiando persino le croste ormai purulente dei poveri italiani, quelli della maggioranza che da sempre perfeziona i propri “doveri” fiscali, quelli a lei imposti per salvare con una faccia tosta degna di clown di circo anche realtà come pensioni d’oro e privilegi a pioggia, ministeri inutili, società di comodo, faccendieri, portaborse, mignotte (o mignotti) di Stato, parolai, politici inutili e ladri di finanza pubblica.

Non certo le “sante” croste di quelli che non sanno cosa mangiare per cena, se aragosta o tagliolini al tartufo bianco di Alba, e di gente così ce ne è molto di più di quanto non si creda …

Nel casino generale, il buon Renzi è sempre meno credibile, almeno sino a VERA dimostrazione di prova contraria, messo e non concesso che credibile lo sia stato sin dall’inizio anche per molti dei suoi contitolari di bandiera.

Il Meteo non promette nulla di positivo, acqua, acqua e acqua dal cielo, e terra che diventa fango, in montagna milioni di tonnellate di roccia che rovinano a valle mentre piante di altissimo fusto si rovesciano al suolo mostrando al cielo inclemente le povere radici.

Il sole che buca le nuvole solo quando riesce ad uscire dalla cassa integrazione impostagli dalla Natura, persino i funghi buoni hanno deciso di rimanere sottoterra anche se è la loro stagione ed in teoria un ambiente umido sarebbe per loro naturale.

Ogni giorno Aziende che chiudono i battenti, gente che perde il lavoro e mense per poveri sempre più frequentate con inconfessata vergogna da persone “normali” e dignitose che non sanno più come fare per arrivare a fine mese.

Ma per fortuna l’Italia non è solo questa, e anche senza arrivare alla liquidazione di un Montezemolo che è stato giustamente premiato dato che per lustri è stato il Deus ex machina capace di far primeggiare in pista i colori della azienda da lui rappresentata, di liquidazioni tipo la sua ce ne è comunque uno sbrego fra le sofferenti mura del Bel Paese, di stipendi d’oro, anzi di diamante ce ne sono altrettanti, di gente che vive senza privarsi di nulla e che si volta discretamente dall’altra parte quando le capita di incrociare qualche fratello di bandiera meno fortunato.

Mi sa che devo andare a ripassarmi l’Inno nazionale, pronto a cantarlo per ringraziamento tutte le mattine davanti allo specchio prima di essermi lavato i denti, s’intende, sì proprio quello che hanno quasi imparato a recitare davanti a folle osannanti ormai anche gli eroi del calcio, quelli che non sanno l’Italiano ma sanno benissimo guidare Porsche, Ferrari, Maserati etc., e che proprio non si capisce perché tanta gente comune li ami e non li critichi per i loro guadagni assurdi solo perché sanno correre dietro ad una palla almeno altrettanto di quanto ha odiato ed odia tuttora nemici pubblici numero uno come l’ormai vecchio e stantio Silvio nazionale.

 

 

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