LA FELICITA’

15 settembre 2014

esm

Per l’animale uomo, con la “u” minuscola, da sempre, Possesso significa Felicità.

In poche parole la sua meta è l’Avere, non l’Essere.

Per l’Uomo, con la “U” maiuscola questa volta, invece, Possesso può significare anche felicità, ma senza che ciò ne diventi l’unica condizione essenziale, l’unico stimolo valido, l’unico traguardo a cui anelare …

Chi di noi, sin dalla più piccola età e soprattutto quando nessuno gli ha insegnato a moderarsi, come fanno tante madri moderne che non hanno ancora capito che sono gli errori, il dolore e le privazioni a far crescere forti, chi non ama circondarsi, toccare con mano, osservare, gestire a sua discrezione e far proprio tutto ciò che lo interessa, costi quel che costi?

(meglio se gratis e senza fare troppi sforzi …)

O di cui amerebbe circondarsi, anche quando non gli è mai stato consentito nulla in questo senso, ed ora le angosce sono diventate pericolosamente influenti?

Queste sono delle pericolose mine a tempo di cui l’animo umano è disseminato, programmate per creare dei veri e propri stress che emergeranno prepotenti quando poi la vita inizierà ad elargire i primi “NO”, per nostra colpa, per nostra incapacità, perché non siamo noi a poter decidere e comandare, o anche solo per mancanza di fortuna che al contrario della sfiga ci vede benissimo e sa subito come far funzionare i nostri limiti.

A questo punto qualcuno alzerà la manina e mi confuterà che una soluzione di tipo francescano, ai tempi nostri, di totale rifiuto del superfluo, è un anacronismo lodevole, un toccasana per lo Spirito ma anche un progetto di vita non più realizzabile.

Anche un Grande come Papa Francesco ama la sua vecchia cartella, le sue scarpacce nere e qualcosa d’altro sicuramente, e guai a chi cerca di fargliene separare, anche se proprio Lui ha persino rinunciato ad ogni “lusso” come ad esempio ad usufruire degli sfarzosi alloggi vaticani da sempre riservati ai Papi ed è e rimane un incredibile esempio di semplicità e umiltà, quelle qualità che lo rendono un vero Gigante di Umanità, equilibrio e semplicità orientata solo verso l’Essenziale e la serena e felice condivisione.

Da queste considerazioni, non può certo sfuggire la debolezza psicologica e morale che ognuno di noi, quotidianamente, più o meno, dimostra.

E dato che il desiderio di possesso oltre che di potere è un seme molto ben fecondato della violenza, dell’aggressività, della prevaricazione, dell’egoismo talvolta ostentato persino in nome di un Diritto autoproclamato … il destino inevitabile e prima o poi irrimandabile dell’uomo con la “u” minuscola è pesantemente segnato in senso negativo e sicuramente destinato a coinvolgere negativamente, sempre prima o poi, anche chi gli sta “attorno”.

E pensare che c’è un momento nella vita di ogni uomo o donna, in cui incredibilmente l’unico loro intento sembra quello di voler pensare unicamente al proprio compagno/a, di voler tenere un comportamento che tenga conto solo della felicità e della soddisfazione altrui del o della partner.

Quando?

Semplice, quando un essere umano, di qualsiasi sesso sia, sta compiendo un rapporto sessuale con un o una partner, appunto, e sembra che l’unico desiderio naturale del momento sia quello di soddisfare la controparte stimolandone il piacere, anche a prescindere dalle reali motivazioni di questo intento.

Che importa se in quel momento non si tratta di vero trasporto ma di un egoismo preoccupato solo di dimostrare a se stessi quanto si è bravi ed efficienti?

Di fatto, l’impegno che in quelle circostanze viene messo dall’individuo dimostra che in realtà lui sarebbe capace, volendolo, di pensare non solo a se stesso ma anche agli altri con la massima dedizione e senza per questo desiderare solo di far proprio l’altro corpo, l’altra mente.

Nella quotidianità invece è solo corsa a procacciarsi sempre di più per la propria soddisfazione personale, per l’autocelebrazione delle proprie voglie, non sempre rispettose sia dei diritti altrui, sia del vero Essenziale che, unico, rende liberi e forti.

Basta così, per oggi, adesso torno a fare il pensionato contadino e obbligo la mia mente a smettere di pensare a quei cani selvaggi e rognosi che in nome di un ideale inventato sgozzano e decapitano il primo che la pensa diversamente da loro e che gli capita fra le mani, basta che sia momentaneameete indifeso e disarmato.

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