LA PADRONANZA DI SE STESSI

16 settembre 2014

La padronanza di se stessi

Di solito, il concetto di Padronanza di un qualcosa ne presuppone la relativa conoscenza, e non certo poco marginale, formale, poco approfondita.

Eppure molti si sentono padroni di se stessi, soprattutto del proprio corpo, senza avere la minima idea delle possibilità e dei limiti della carcassa che indossano, e poi si stupiscono quando questi non gli “obbedisce” e mostra limiti sino a quel momento maia riconosciuti o avvertiti anche in buona fede.

Non solo, non hanno nemmeno una conoscenza anatomica appena approfondita se pur corretta della parte materiale di se stessi anche se finite le solite ore di lavoro, sono già pronti in tuta e scarpette da Ginnastica a fare Tai-Chi o a praticare altre forme altrettanto valide in quanto alla conservazione ed alla giusta manutenzione del proprio fisico (e riuscendoci, anche della propria mente).

E’ così che nascono iniziative, attività peraltro lodevolissime il cui esito nel breve termine temporale convince della loro efficienza e di quanta positività riescono a generare sui nostri mucchietti di ossa circondati da un pò di ciccia stagionata o meno.

Si tratta solo di capire che queste sono le immediate conseguenze di un fatto meccanico: basta pompare un po’ di adrenalina in circolo e il nostro corpo, di questi tempi spesso “addormentato” e poco avvezzo a certi stimoli, subito genera degli stati di alto gradimento dal punto di vista organico regalando endorfine a palettate e illusioni di equilibri superiori.

Ma le cose poi si fermano lì e come dicono a Napoli, passata la Festa, gabbato lu santo.

Possibile che non esista un sistema invece che garantisca una certa continuità di Forma, vera, robusta, resistente alle aggressioni degli stressi quotidiani e che regali anche sicurezze mentali?

Esiste, esiste.

Per comprenderne la giusta portata di questi processi, è necessario che la mente compia un salto qualitativo e non si areni di fronte alla richiesta di un certo impegno poiché si tratta di percorsi individuali che vanno costruiti con pazienza, costanza e determinazione, con convinzione, senza la presenza delle solite platee a cui si è ormai abituati a mostrarci pur confondendoci abilmente nella massa non appena qualcuno ci chiama in causa richiedendo forze che in realtà sono solo virtuali.

Una cosa è sicura: chi comprende la portata di quanto sto dicendo può star certo che poi, quando il processo di vera e propria crescita di cui sto parlando inizierà a mostrare i primi frutti, anche se nessuno gli offrirà un patentino con relativa medaglia e fiocco variopinto, non avrà più timore di osservare più a lungo del solito la propria immagine riflessa da uno specchio e si stupirà, anche senza alcuna forzatura in merito, nel constatare quanto saranno gli Altri a voler curiosare sul perché di tanta nuove sicurezze reali e non ostentate perché talmente trasparenti da doverle persino, talvolta, nascondere per quieto vivere.

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