LA MORTE DELL’ANIMA

23 settembre 2014

db

Ogni tanto la Storia ci deliziava con favole in cui il gigante cattivo soccombeva grazie alla furbizia dell’Ulisse di turno contro Polifemo, o di Davide e Golia, etc.

Oggi non può più funzionare così anche se l’Undici Settembre sembra dimostrare il contrario.

Innanzi tutto non si tratta più di un rapporto 1:1 nel senso proprio dell’uno contro uno, condizione che talvolta può favorire soluzioni imprevedibili secondo logiche razionali teoricamente a sfavore del più (apparentemente) debole.

Oggi viviamo nell’era della tecnologia ancora ai primi passi ma già molto agguerrita ed efficiente, basta metterla in funzione correttamente e a 360° delle sue possibilità, senza quei limiti che chiamano etici ma che spesso sono la scorciatoia più breve verso il suicidio.

Usando anche potenti armi mediatiche come quelle con cui hanno messo in onda gli sgozzamenti in diretta televisiva dei “cani infedeli” apparentemente eseguiti in mezzo al deserto ma sicuramente effettuati al sicuro dell’interno di uno studio Tv attrezzato per trasmettere immagini “in chiave”, facendo cioè apparire alle spalle dei protagonisti un panorama prescelto e del tutto virtuale.

Un’arma “da fuoco” moderna dal canto suo può colpire ormai facendo a meno della perizia del Guglielmo Tell di turno con precisione millimetrica senza nemmeno aver bisogno di operare in condizioni di “luce favorevole”, anzi, si preferisce “colpire” proprio col buio, da lontano, quasi di nascosto, quando i nostri occhi naturali non riescono a fornire immagini sufficientemente precise per favorire qualsiasi tipo di aggressione e l’offensiva giunge inaspettata, potente ed efficiente.

Poi il parametro “distanza” stesso è diventato del tutto superfluo visti i sistemi sia di puntamento sia di “inseguimento” della preda da colpire … senza parlare della potenza di fuoco e non solo di fuoco che si può sviluppare.

Potrei continuare ma non è necessario che vi annoi con quanto già sapete.

Eppure le cronache quotidiane non fanno che raccontare storie di fucilini e nulla più, al limite qualche carro armato, momentaneamente vittoriosi in mano a gente che vive ormai quotidianamente versando fiumi di sangue anche innocente, avvolta nelle sue bandiere nere e senza nemmeno il coraggio di mostrare la faccia.

E che ha la presunzione di potere farla franca all’infinito anche contro a quei missili intercontinentali (e non) che prima o poi qualcuno gli scaricherà addosso senza troppi complimenti e che, in realtà, possono rappresentare la soluzione asettica definitiva contro qualsiasi cellula impazzita che è meglio non accostare nemmeno corporalmente per non rimanere irrimediabilmente insozzati.

Guerra a distanza e a tappeto, sistematica senza esclusioni di sorta, ma volendolo veramente, e senza troppi complimenti ipocriti verso quei “civili” che come i pirati che hanno messo nei guai i nostri due marò si sono trasformati in semplici pescatori appena vista la mal parata col gettare a mare le armi risultando così dei poveretti indifesi.

Tutti semplici civili, per l’opinione pubblica, solo perché in quel momento non stanno imbracciando un’arma e non indossano una divisa.

E a chi mi obietta che ci sono i bambini da rispettare, ricordo che da certe parti comunque prima o poi anche questi vengono strumentalizzati dai loro eroi che li imbottiscono di esplosivo e li usano come bombe umane visto che non hanno più il tempo necessario per addestrarli bene sin da piccoli ad usare armi da fuoco e ad uccidere, uccidere, uccidere.

Purtroppo questa è una tragedia recitata da gente senza Dio e senza anima checché ne dica a sua discolpa ed ostenti invocando ad ogni pallottola sparata una Divinità che li lascia fare e non li fulmina solo perché creando l’uomo gli ha donato il Libero Arbitrio e forse spera che dopo tanto fratricidio i pochi superstiti generino una nuova era un po’ più pulita.

Ma intanto la gente si ammazza con una ferocia che nemmeno le bestie affamate conoscono.

Parlavo di storielle come quella di Davide e Golia, ed in effetti il pericolo della pulce, questa volta lei, la cattiva anche se si crede (?) in diritto di fare quel che le pare in nome di qualche fantasia solo sua, che ammazza il gigante, esiste, ma sono cambiate le logiche e le dinamiche, e la forza, la preparazione tecnica, l’allenamento, l’efficienza dei relativi mezzi di offesa non c’entrano più.

E’ solo una questione di interessi a monte da difendere, di quegli interessi politici ed economici che gestiscono potere, denaro, alleanze di comodo, odi ancestrali, tradimenti, ipocrisie, mercanti di armi e mercanti di pace, ogni mezzo è lecito e il risultato garantito.

Occhio gestori della nuova Guerra Santa in cui credete al punto di non voler più ascoltare o vedere nient’altro che la vostra immagine riflessa in uno specchio purtroppo deformato, appena non servirete più a qualche qualcuno, magari proprio uno di quelli che vi hanno foraggiato sottobanco sino ad ieri, sarà la solita storia dei vasi di coccio che viaggiano assieme a quelli di bronzo lungo un percorso MOLTO sconnesso, e per voi non ci sarà più storia e visto come vi state comportando non credo che vi verrà riservata molta pietà civile e poi qualcuno, magari proprio gli inaspettati vicini di casa, ve le farà vedere sul serio le fosse comuni e anche peggio.

A voi e a tutti quegli “annoiati” senz’anima e con la pancia piena che, a pagamento o non, decidono di passare dalla vostra parte con in testa l’unico scopo di fare IMPUNEMENTE una carneficina di tutti coloro che non la pensano come loro.

Io spero solo che i nostri fratelli musulmani, quelli veri, quelli puliti, quelli che chiamano il nostro stesso Dio con un nome differente da quello che usiamo noi, ma che è sempre Lui l’Unico, il Vero, e che come noi hanno un credo di pace, di fratellanza, di reciprocità, di comunione, di confronto sereno e positivo, trovino il modo per vincere loro stessi, ma per sempre, quella lebbra morale che sta dilagando tra le loro fila e che dell’ignoranza e dell’integralismo a volte  ottuso a volte più di comodo, ha fatto lo strumento principe della propria autoaffermazione.

 

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