LA RICERCA PIU’ ANTICA, LA RICERCA DI SE STESSI

24 settembre 2014

tng

Ultimamente ho conosciuto un gruppo di persone che svolge un’attività decisamente particolare, non tanto ludica o solo ricreativa quanto tesa, almeno nelle intenzioni, penso, al raggiungimento di nuovi equilibri e di rilassata serenità riuscendo tramite danze antiche di tipo rituale a toccare corde assopite ma tutt’ora vive nell’animo umano sin dalla notte dei secoli, nonostante la compressione a cui siamo sottoposti dalla vita moderna.

Ho presenziato ad un paio di questi “incontri” senza però prendere parte attiva al lavoro di gruppo, cercando invece di individuare, cosa che mi interessava maggiormente, energie celate in persone sconosciute di cui praticamente non sapevo nulla e quindi fidandomi solo delle mie capacità intuitive e percettive a livello istintivo, pratica in cui sono da tempo allenato.

Una specie di caccia al tesoro che mi intriga parecchio.

Qualche “messaggio” silenzioso ed intenso l’ho colto e pensando di incontrare un terreno fertile e ricettivo, mi ero prefisso di proporre un piccolo ma impegnativo corso di auto training pilotato a vari livelli che è un ottimo calmiere di vita anche in situazioni apparentemente condizionate dalla negatività di determinati eventi.

Parlo di questo con vera cognizione di causa.

Ma con mia grande sorpresa mi sono reso conto che questo tipo di discorso interessava molto poco a queste persone anche se a giudicare dallo spirito che le lega in quella forma di attività, farebbe pensare a ben altra “apertura”.

Il motivo di tanta indifferenza lo ho comunque individuato e facendo una onesta valutazione a posteriori non posso dar torto a chi ha mostrato scetticismo perché essenzialmente rimasto deluso da inconsistenti esperienze precedenti (apparentemente per lui analoghe e di cui non ero al corrente) perché quel che gli era stato pomposamente proposto si è subito rivelato per essere solo una bella cornice vuota e di per se stessa inutile, tipo quei corsi perditempo tipo pacco dell’operaio, pacco del lavoratore, pur gestiti da persone con mezzo chilo di titoli accademici.

Un po’ come certe dimostrazioni gratuite di un prodotto importante, in cui si promette e si parla di tutto per ore e rivelando (sottovoce e casualmente) che esiste in verità un prezzo minimo solo negli ultimi 5 minuti e, tra l’altro, senza mai offrire vere sicurezze: dopodiché uno se ne torna a casa senza aver combinato nulla e dopo aver mandato al diavolo i perditempo che lo hanno coinvolto.

Si sa, non tutte le Scuole con tanto di Stemma ti insegnano come arrivare a Roma.

E a Roma, da Milano, ci si può arrivare percorrendo l’Autosole o in aereo via Tokio.

Ciò è molto in sintonia con quanto ci sta attorno e che tante volte sembra proprio il megafestival della superficialità e dell’inutile, poiché moltissime sono le cose proposte, grandi le promesse e poi ci si trova impigliati in situazioni gestite senza alcun vero approfondimento, finte operazioni culturali che finiscono per rivelarsi al redde rationem per quello che sono: aria fritta.

Per non parlare di tutti quelli che leggono un opuscolo su di un argomento poco convenzionale e giocano a fare i Maestri d’occasione senza possedere la dovuta preparazione sempre più indispensabile proprio quando apparentemente le cose parrebbero estremamente semplici ma proprio non lo sono, come ad esempio praticare vera Pranoterapia e non accarezzare l’aria.

Quel percorso e quell’approfondimento che io invece proponevo in termini chiari e molto seri, consiste nella riscoperta di alcune capacità dimenticate della nostra mente e del nostro corpo fatti funzionare in estrema sintonia, capacità talvolta insospettabili ma sempre presenti anche nell’essere più semplice e apparentemente indifeso e che costituiscono la vera armatura in grado di proteggerci sempre.

E’ forse questo il motivo di tanto rifiuto, perché si tratta di un percorso che poi in realtà spaventerebbe proprio le medesime persone che senza avere approfondito quel che in realtà gli veniva proposto, dicevano di aspettarsi “di più”, ma che poi, obbligate ad aprire gli occhi davanti ad un qualcosa a suo modo impegnativo, si sono rese conto che è proprio quel “di più” che invece esiste ed è ben presente e che gli crea dei blocchi facendole orientare preferenzialmente verso altre scelte.

Scelte o non scelte che prudentemente, anche se si presentano solo formalmente come impegnative e coinvolgenti, in realtà non vanno a toccare nel profondo quel lato autoiperprotetto del loro “io” sempre colmo di insicurezze, di rigidità, di quei piccoli (o grandi) buchi neri che vengono accuratamente ficcati sotto al tappeto come la scomoda polvere che non si ha voglia di buttare in pattumiera, e questo per una purtroppo ricorrente forma di autodifesa tanto istintiva quanto cieca e sorda e quindi poco efficiente quando addirittura non negativa ad ogni effetto.

Evidentemente c’é chi si accontenta, peccato, un’occasione in meno per ACCRESCERE i propri equilibri, le proprie difese, la propria auto gestibilità psicofisica nel modo più cosciente ed efficace.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: