Errare humanum est, perseverare … Ovest.

11 ottobre 2014

dso

Cosa significa “distanza sociale”?

Si tratta della distanza pratica, fisica che due persone civili qualsiasi,  stando una vicina all’altra, mantengono fra di loro quando parlano o quando comunque stanno instaurando un qualsiasi rapporto “sociale” superficiale o profondo, in ufficio, in un negozio, per la strada, ovunque e in qualsiasi situazione …

Di solito questa distanza oscilla tra il metro e poco più e viene conservata istintivamente ed abitualmente da tutti per fini automatici di auto protezione della propria privacy anche se in effetti gli invisibili e muti campi magnetici emessi dai nostri corpi, quelli bioenergetici, gli odori, le reazioni degli sguardi, l’emissione medesima dei feromoni, tutte queste cose giocano un ruolo attivo che deciderà della nostra disponibilità o meno a consentire, dopo i primi approcci, maggior confidenza nei confronti chi ci sta accanto o di fronte.

Anche perché diminuendo le distanze, questi “campi” entrano automaticamente in “contatto” fra di loro si compenetrano sempre più in profondità ed avvengono delle reazioni anche fisiologiche puramente naturali.

Sentirsi anche solo toccare, soprattutto da un estraneo, una spalla, la mano, il volto … o altra parte del corpo … innesca un meccanismo che gradito o non gradito, provoca quindi reazioni istintive non sempre ben sopportate quando interpretate proprio come un’invasione di campo non autorizzata.

Se questi contatti coinvolgono qualsiasi parte del nostro corpo toccato anche casualmente “o quasi”, anche una di quelle zone che generalmente tocchiamo solo noi nell’intimità o lasciamo toccare solo da qualche altra persona con cui siamo in particolare confidenza o di cui nutriamo estrema fiducia, come ad esempio un medico che ci sta visitando, gli inevitabili meccanismi mentali reattivi che si attivano sono comunque in stretta correlazione con le nostre abitudini, la nostra cultura, la nostra istintualità che cova sempre radici molto profonde e differenziate da individuo a individuo e spesso in netto contrasto con le apparenze mostrate per ragioni di civiltà, educazione e bon tòn.

Ed è soprattutto nei confronti di quelle parti del proprio corpo che di solito si considerano territorio off limits oltre a tutte le altre, che fanno innalzare automaticamente subito delle barriere psicologiche e pure fisiche su quanto sta accadendo o sta per accadere se si ritiene che ci sia un debordo, un “furto” di libertà di qualsiasi natura o forzatura, da parte del’altro.

E rimaniamo entro i confini di un discorso di civiltà, di una normalità forse un po’ allargata, ma che sempre di normalità si tratta.

Anche se attorno a noi c’è ben altro, c’è chi non si limita solo a “sfiorare” ma toccando oltre ad ogni creanza si permette di compiere veri e propri atti di violenza morale e fisica, ed inspiegabilmente, davanti a tanta prevaricazione, nonostante tutte quelle premesse di autodifesa ad oltranza così ben gestite sino a quando si pensava di poter tenere tutto sotto controllo, tutti zitti, ecco diventare improvvisamente tutti timorosi o molto più frequentemente con tutte le difese vigliaccamente abbassate, bloccate dalla paura … mentre in tutti i casi detti prima, tutti pronti magari a gridare il proprio diritto a lamentarsi di esser stati raggiunti da uno sguardo vagante.

Quante gentili signore che vanno in giro vestite con gonne ascellari e camicette trasparenti, tacchi da dodici cm. che per una questione anche puramente meccanica fanno loro scuotere busto e terga in un modo che non può passare inosservato, quanti di questi fiorellini delicati sono pronti a denunciare come molestia sessuale anche solo gli sguardi curiosi e talvolta divertiti, mai veramente arrapati per così poco, di qualche maschio di passaggio che se maschio è non può ipocritamente far finta di voltarsi da un’altra parte per non guardare perché le donne non possono pretendere che certe esposizioni in vetrina vengano riservate solo agli sguardi compiaciuti di se stesse e delle loro colleghe di sesso …

Intanto il mondo tira diritto con le sue ipocrisie, con le sue false indignazioni ma anche con il più grosso menefreghismo nei confronti dell’altrui dignità e negli altrui diritti a non venire molestati.

E nel casino generale mentre c’è chi si preoccupa di venir anche solo sfiorato mentre se ne sta accalcato in metropolitana negli orari di punta o dove comunque la gente si ammassa, c’è chi manco fa caso a nessun tipo di contatto con altri corpi.

Pensate poi a quella frattura comunque insanabile tra lecito e non lecito, fra gradito e sgradito, fra Morale ed Amorale che accade nel caso di quegli individui, femmine o maschi, che non si preoccupano certo di “distanza sociale” del proprio corpo da quello altrui e non solo non ne hanno rispetto ma nemmeno una grossa considerazione vendendo sesso o affini.

Altro che “tocchi” fugaci, magari anche innocenti, casuali, tutto sommato poco coinvolgenti se non a livello formale, eppure in quei casi, anche per il più puritano che ormai li considera largamente scontati ed inevitabili, tutto sembra scorrere normale…

Tutto questo per dire che per certa gente sembra che cervello e quel che gli perviene e dai sensi, non oso parlare di sentimenti, siano talmente separati da sembrare che i loro possessori appartengano ad una razza diversa da quella umana.

O forse è quella la Razza Umana e sono gli altri i “diversi”?

Che mi stia sbagliando e che continui a sbagliare da sempre pensando queste cose in questi termini?

Abbiate pazienza, come diceva quello là: Errare humanum est, perseverare … Ovest.

 

 

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