LO STERCO DEL DIAVOLO

18 ottobre 2014

dva

Sere fa ho fermato la mia attenzione su uno degli innumerevoli Talk Show che la tele ci propina perché a parlare c’era Della Valle, lo scarpaio più ricco del mondo e proprio non volevo perdermi le parole di quel santo dagli occhiali con le lenti color giallo ambra, rigorosamente fumè, (per farsi distinguere da quel Briatore che ha optato per quelle azzurre, sempre fumé, se no che gusto c’è?).

Il “Nostro” parlava esprimendosi attraverso cautele degne del Berlusconi degli ultimi tempi e anche più aùm aùm (anzi, esponendosi ancor di meno di come il Silvio nazionale ha imparato a fare da quando ha capito che a pigliarla in quel posto, soldi o non soldi, c’è sempre qualcuno che riesce ad aiutarti a farcela …) mentre sciorinava concetti musicalmente intonati, bellissimi e saggi, enunciava filosofie risolutrici negli intenti e come fanno ormai tutti a certi livelli, demandando ad altri centri di competenza “responsabili” e più indicati, le soluzioni di problemi che appaiono sempre più irrisolvibili rivelandoli con molta “umiltà” fuori dalla portata delle sue capacità ( politiche, si fa per dire, non certo strettamente imprenditoriali o economiche… anche se su questo si potrebbe aprire un discorso di almeno cento Post).

Certo, un incredibile esempio di umiltà e disponibilità da parte di uno che ha passato i mille miliardi di capitale … ma quanti poi riuscirà a portarsene nella tomba?

Chissà che scavo in quel cimitero dovranno fare le ruspe in un giorno che tutti speriamo sia il più lontano possibile …!

Insomma i soliti concetti purtroppo astratti, ottimi per la truppa ma sempre parole, solo parole, garanzie zero.

Astratti perché riguardavano le problematiche “superiori” del Sistema e dei suoi gestori pagati immancabilmente a peso d’oro, le sue pecche di cui nessuno è responsabile, nessuno ha mai colpa, non certo le urgenze dei poveri cristi che alluvione o non alluvione sono ormai ridotti alla fame ed alla negazione coatta della propria dignità come quelli a cui lo stesso Stato goccia a goccia ha tolto tutto nell’intento di sanare i suoi debiti e le relative colpe derivate da incompetenze, malgoverno, ruffianerie, giochini delle tre carte, furti, preferitismi, ingiustizie di sistema, privilegi immorali e continui batter cassa di chi sembra che senza aragosta a colazione non possa sopravvivere … e non continuo perché altre due pagine scritte fitte fitte non basterebbero..

Ma una cosa ce la ha fatta capire, che anche lui come il Silvio nazionale (che però a differenza di lui ha fatto la cazzata più grossa della sua vita facendosi coinvolgere da un esibizionismo senza pari con l’entrare in politica) anche lui si può comperare ciò che vuole e può gestirselo altrettanto in tranquillità quand’anche gli Esattori di Stato gli chiedessero cifre impossibili anche solo da immaginare per un comune mortale.

E sempre seguendo gli insegnamenti del grandissimo Andreotti che per una vita intera e nel pieno di ogni immunità dall’ombra ha gestito il potere come a nessun Presidente della nostra Repubblica è stato mai consentito di fare, nonostante i goffi tentativi di chi con mezza laurea in Giurisprudenza ha tentato di mettersi di traverso.

Il concetto di base espresso dal buon Della Valle era: … Voglio fare qualcosa? … Apro il libretto degli assegni e, no limit … Voglio comunicare alla Gente con la massima penetrazione?… Mi compero una Tv e parlo attraverso i SUOI microfoni, senza prenderne in prestito nessuno da nessun altro … Devo entrare in Politica? … Giammai, sarò mica un cretino autolesionista … Qualcuno crede di incastrarmi paventando crediti a mio carico che non esistono?… Chi se ne frega, intanto io pago, tanto, per me sono briciole, ma poi quello con le buone o con le cattive (anche perché tutti hanno i loro scheletri nell’armadio e NON SE LO DEVONO MAI DIMENTICARE) sarà costretto a stare zitto per sempre, e che non ci riprovi, se no …

Qual’é la morale di tutto ciò?

Che in questo Mondo Potere è Danaro, Danaro è Potere ed entrambi sono sterco del diavolo, almeno sino a quando Potere e Danaro significheranno: io sono il più forte, tu taci, obbedisci e pedala ma preferenzialmente in ginocchio e con il culo alla pecorina perché io mi poso comperare tutto, dalla tua bicicletta al suo sellino, alle ruote, alla pompa che le gonfia, alla strada su cui stai pedalando …

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