IL RE E’ MORTO, E VIVA IL RE (… sì bé, ah bé, dài dàai, cunta sù …)

25 ottobre 2014

rsp

Desidero rispondere ad un commento ricevuto sull’ultimo Post con un altro Post anche perché lo avevo intenzionalmente chiuso bruscamente per riprenderlo eventualmente più in là.

E l’occasione, appena giunta, è proprio questa.

So benissimo che viviamo in un millennio che ci condiziona, come mai prima era successo da quanto l’uomo può ricordare, e che ci obbliga a rimanere inseriti in un gioco infernale e sempre più complicato di vita come certo non poteva essere ai tempi del Santo Francesco, anche se ogni cosa è relativa.

Eppure, volendolo veramente, anche oggi si può reagire cercando di analizzare con coraggio determinati valori ed assieme a questi certi parametri di giudizio quotidiani che accettiamo come normali, insostituibili, e così invece giungendo a dare il vero giusto peso a quanto ci assilla e condiziona sino a volerci comportare in conseguenza quando ne sentiamo la responsabilità o anche solo il peso.

Si tratta di una operazione spesso e volentieri dolorosa, impopolare, di un qualcosa che può farci isolare come degli appestati dal nostro ambito sociale e da certa tiepida temperatura protettiva che sembra emanare, con l’insorgere di nuovi stress, nuove motivazioni di insoddisfazione assieme al timore di venir rifiutati da chi ci sta attorno … guai esser rifiutati dal branco, guai se non condividi le sue manie, i suoi stress.

Ma in realtà tutti questi sono solo degli auto depistaggi derivati dalla paura di dover riconoscere la vera situazione generale in cui viviamo, paura di dover rinunciare anche solo ai più piccoli privilegi che siamo riusciti a conquistarci spesso con sforzi veramente esagerati rispetto ai risultati ottenuti.

La verità è che viviamo nell’ambito di una Società che STA MORENDO DI SE STESSA come tante altre in passato, famosissime, come la Maya, la Sumera, la Fenicia, l’Egizia, la Greca, la Romana, la Giapponese e la Cinese, gli Imperi locali sorti in Europa e un po’ più in là nel Medioevo, ultimamente lo stesso Terzo Reich ….

I segnali, ripetitivi, immancabili, ci sono tutti e purem molto prepotenti.

La violenza dei padri che uccidono i figli e dei figli che uccidono i padri, uomini incapaci di sopportare il peso di certe evidenze e che sono convinti che ammazzando possono risolvere i propri problemi o anche solo di ottenere vendetta, soddisfazione … poveri pirla impotenti , uomini che non sono più uomini e donne che non sono più donne con la scusa di parità ed eguaglianze sociali puramente materiali e quindi fasulle, la confusione dei sessi generata dal terrore del confronto, la Droga che uccide volontà, sentimenti, ideali, il Dio Denaro che impone, dispone e all’occorrenza castra … continuo …?

Guardate che problemi come quello tanto agitato della recessione economica o della mancanza di Lavoro sono falsi problemi.

In realtà noi li avvertiamo solo perché ci vengono a mancare tutti i surplus di cui ci eravamo circondati a prestito e che scambiamo per vera ragione di vita e di impegno ed in conseguenza, avendo raschiato anche il fondo del barile delle nostre risorse naturali e non, iniziano a scarseggiare anche i beni fondamentali e ci troviamo impreparati, incapaci di tornare alle origini ricominciando a considerare primari quei beni che lo sono veramente e spesso sono così poco materiali.

E ancora non sto parlando del cercare di riscoprire certi tesori che si trovano solo all’interno di noi stessi, anche nell’animo dell’assassino più feroce che NON PUO’ non nascondere tra le più recondite pieghe del proprio Io un attimo di vera castità ancora incontaminata.

Ecco perché avevo scritto ESSERE contro AVERE.

Perché bisogna rendersi coraggiosamente conto che la vita non è fatta di “posti sicuri a stipendio fisso”, che ci si può muovere anche spostandosi solo a piedi e senza sfruttare le alte velocità consentite dal Progresso in ogni sua applicazione, quel Progresso che ci ha fregato con i telefonini che danno l’illusione di non esser mai soli, di poter avere una risposta a tutto con Internet anche senza possedere la minima base di esperienza, presunzioni di onniscienza e di onnipotenza false e pericolose per i poveri equilibri di un omino sociale o asociale ma essenzialmente quasi sempre molto ignorante a cui sono cresciute solo le orecchie che comunque rimangono sorde in tantissimi casi.

E’ un trauma per chiunque venga coinvolto, me ne rendo perfettamente conto, eppure non è la fine di tutto, potrebbe essere l’inizio di una nuova Era, di una nuova Società che come tutti i neonati sarà indifesa, debole, almeno sino a quando non sarà tornata a lavorare con efficienza quella Selezione Naturale che è legge di vita e taglia ogni ramo secco senza alcuna compassione, moltissimi di noi compresi.

Molti cadranno, è logico, ma la colpa sarà PARIMENTI di tutti, perché tutti abbiamo peccato di presunzione, dal più ricco al più povero, dal più coraggioso al più vigliacco, dal più intelligente al più cretino ed ignorante perso, dal più santo al più maiale … ma state pur sicuri che se anche non può più capitare a nessuno di noi, fra coloro che verranno e che sicuramente non sarà ancora nemmeno uno dei nostri figli o dei nostri nipoti, troppo presto ancora, dal buio tornerà ancora una volta a spuntare l’uomo nuovo e ricomincerà un altro ciclo secolare o millenario … a meno che questa volta a qualche supertecnologico impazzito non scappi di schiacciare il famoso “bottone rosso”.

… credimi, Giuseppina, si può sopravvivere col corpo anche di solo pane secco, a patto che non manchi mai il calore del cuore (e la freddezza del cervello) e sii onesta, se per sopravvivere tu dovessi scegliere tra telefonino e tablet, il cappuccino al bar, il pacchetto di sigarette (magari non fumi e il cappuccino non ti piace ma il concetto lo puoi decodificare lo stesso) al posto della michetta di pane, onestamente, per quale precedenza opteresti?

 

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Una Risposta to “IL RE E’ MORTO, E VIVA IL RE (… sì bé, ah bé, dài dàai, cunta sù …)”

  1. Giuseppina Androetto Says:

    Grazie, con la tua risposta hai esposto in modo molto più dettagliato e documentato ciò che spesso ho detto e discusso con i miei famigliari ed amici più stretti specie ciò che riguarda la fine della nostra civiltà. Io il percorso l’ho già iniziato perchè ho perso parte della salute, il lavoro e la riscoperta dell’anima è stata ed è ancora un percorso durissimo. La paura mi ha attanagliato le viscere negli ultimi tre anni ed ancora adesso mi assale. Forse sto cominciando ora ad imparare a gestirla. Anima ed emozioni, ricacciate chissà dove per tutta la vita, mi sono rimbalzate dentro con una violenza terrificante….ma sono ancora qui e spero di poter finire il percorso. Non mi dilungo oltre e continuerò a seguire i tuoi articoli. Buona giornata.


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