W LA CICCIA (ma senza esagerare)

22 novembre 2014

ciccia

La vita mi sta portando alla conclusione che non esistono cose totalmente negative o totalmente positive, tutto dipende dalla valutazione che ne viene fatta.

Un po’ come certi punti (ben individuati) del corpo umano che a seconda di come vengono “toccati” possono generare sia dolore, sia piacevole appagamento, sia totale indifferenza.

Ma parlavo di valutazioni.

Valutare significa mettere a confronto con la realtà circostante le proprie convinzioni, la propria cultura, i propri Habitus operandi, i propri sensi … più o meno sensibili.

Quindi tutto inizia con un processo di apertura volontaria del proprio Io sensibile psicofisico, subito seguito dai tentativi più o meno convinti di analisi, ognuno ha i suoi “procedimenti” operativi.

A questo punto subentrano intelligenza, cultura, autocontrollo, padronanza di sé, voglia di capire, capacità di astrarsi dai luoghi comuni … e tutto il loro contrario.

Ed ecco scoccare la scintilla del giudizio, purtroppo spesso condizionata da elementi esterni che influiscono col loro peso su tutto il processo e non sempre sono così essenziali ai fini di una valutazione corretta.

Esiste poi anche il famoso “senno di poi” capace di rivoltare atteggiamenti e comportamento.

Talvolta in bene, talvolta in male.

Ed ecco a questo punto calare puntuale la ghigliottina del giudizio definitivo, quel giudizio da cui poi per ogni uomo sarà così difficile scostarsi mutando atteggiamenti e convinzioni.

Eppure talvolta la Realtà e la Verità sono lì a portata di mano e ci vorrebbe molto poco per prenderle in onesta considerazione senza farsi troppe seghe mentali e usando maggior coraggio, maggior determinazione, maggior sicurezza in se stessi, cercando quella autonomia di giudizio che è vera garanzia di sicurezza … anche quando poi si casca nell’errore più pacchiano perché di carne siamo e di carne rimaniamo … povero Spirito.

Ma allora, come comportarsi?

Accogliendo a piè fermo tutto ciò che i nostri sensi e la ragione stessa si vedono rovesciare addosso talvolta come un fiume disordinato in piena, cattivo e inarrestabile.

Con ordine mentale, disponibilità, coraggio, prontezza reattiva nei confronti di qualsiasi input, pronti sia ad accoglierlo sia a rifiutarlo con dolce benevolenza, il che non significa passiva rassegnazione ma asettica presa di coscienza in tempo reale, e mai agire a priori ricordandosi sempre che anche se ci sentiamo capaci di “capire” tutto, di questo tutto che ci circonda al massimo potremo esserne idealmente padroni al 50% perché più di tanto difficilmente ci sarà concesso di capire, almeno sino a che saremo ospiti della nostra materia.

Un’ultima considerazione, tutto ciò che è terreno è instabile, mutabile, a noi decidere cosa fare, solo a noi, anche quando tutto sembra perduto, negativo, incontrollabile, provare per credere.

Ma in fin dei conti ciò che conta salvare non è la ciccia anche se è tanto buona (per chi gli piace) …….

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: