LA BACCHETTA MAGICA

25 novembre 2014

cur

Noi viviamo da decenni schiavi non più solo del Potere Politico, di quello Economico e di quello Religioso (è innegabile, abbiate pazienza, bisogna avere il coraggio di riconoscerlo quando se ne è succubi e non padroni coscienti) ma anche da quello smisurato delle Multinazionali del Farmaco.

Quelle stesse che sono state le maggiori responsabili del Secondo Evento Bellico Mondiale, è Storia, non storcete il naso, Fascismo, Nazismo e merde del genere sono state solo conseguenze “meccaniche” di situazioni sociali alla massima tensione e quindi, inevitabilmente, pronte per la più ripida caduta verso lo sfacelo.

L’uomo medio è ormai praticamente diventato incapace di conservare la propria Salute sfruttando le sue naturali capacità individuali psicofisiche in tal senso, e senza pastiglia o esami clinici si sente perduto , mentre una maggiore consapevolezza del proprio organismo oltre che del proprio Io farebbe la differenza.

Proprio in questo periodo sto “trattando” una giovane donna, donna di carriera, una di quelle persone che quando te la ritrovi dalla parte sbagliata della scrivania, non c’è molto da scherzare.

Eppure, nella sua via quotidiana l’accumulo delle tensioni le sta facendo un brutto scherzo ed a poco valgono sistemi di sfogo tipo Palestra, incontri culturali, la cura della persona, vita di società ed affini.

Nel suo animo si fa sempre più strada un senso di insicurezza che una volta chiuse le porte dell’impegno quotidiano lavorativo e sociale la lascia in un senso di smarrimento e anche di frustrazione.

Certo, questo è un sintomo di una pericolosa vacuità interiore, ma scelte o non scelte spirituali, etiche, comportamentali su cui non voglio neppure far cenno … il risultato rimane il medesimo.

Di fatto il suo sistema psicobiologico ha urgente bisogno di un vero sfogo privo di complicazioni affettive e che sia totalmente liberatorio, uno sfogo che non si veda prima o poi presentare il conto sia dal punto di vista sociale sia da quello di un rapporto personale impegnativo.

Incredibilmente esistono dei percorsi alternativi validi anche di più delle cure tradizionali che tendono a curare più il mal di calli che il cervello … che devono venire ben gestiti con delicatezza, competenza, anche disponibilità da parte dell’operatore che trovandosi a dover affrontare una simile situazione di carenze generalizzate deve diventare un vero e proprio personal trainer discreto, non invasivo, una vera fonte di supporto invisibile e pronta a tirarsi indietro non appena non sia più necessaria.

Un mix di “gesti” attivi e passivi ipercontrollati che inducono ad un rilassamento psicosomatico generale, offrono un inizio di tregua, di sicurezze “gratuite”, un cielo meno ingombro di nubi minacciose.

Ma nello stesso periodo stavo trattando un’altra donna più o meno coetanea della prima, più o meno dal medesimo connotato sociale, che però sin dopo la prima volta che è venuta a provare cosa vuol dire trovare qualche attimo di tregua e di relax è “fuggita” a gambe levate … stesso trattamento, medesime attenzioni, medesima discrezione … che paura perdere le proprie angosce a cui si è tanto affezionati, vero?…

Ma soprattutto mai perdere la fiducia nella famosa pastiglietta che come la supercazzola

prematurata a sinistra (o a destra) del grande Tognazzi risolve ogni cosa come la bacchetta magica del Mago Merlino.

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Una Risposta to “LA BACCHETTA MAGICA”

  1. Giuseppina Says:

    Condivido quello che scrivi ma, a volte, si creano dei veri e propri “vortici viziosi” da cui è veramente difficile staccarsi. Fermi i problemi reali, la consapevolezza acquisita di essermi in parte “affezionata” alle mie angosce non è ancora sufficiente a farmi “spezzare il vortice” e, come me, tanti altri ancora più intelligenti e sensibili. Anzi, molto spesso intelligenza e sensibilità non sono buone alleate in questi casi. Spesso vedo persone semplici che,con tale qualità, se la cavano molto meglio…. anche di fronte a problemi terminali.
    In altri casi ci va tempo per capire o per metabolizzare e forse la seconda paziente che è scappata, fra un po’ di tempo tornerà con maggiore consapevolezza e fiducia. Nel frattempo andrà avanti con la “pastiglietta”. Non tutti abbiamo gli stessi tempi.
    Salutissimi, Giusi.


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