VIALE DEL TRAMONTO

2 gennaio 2015

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In questi giorni di cene copiose e rumorosa allegria, ma non per tutti, sto seguendo pervaso da sincero affetto e molto determinato, manco fossi suo figlio, un anziano ex contadino (vent’anni più di me) purtroppo invaso da una forma tumorale grave ai polmoni.

Poco il tempo di vita che gli rimane, peccato debba finire così, un grande piccolo uomo una volta tanto forte.

Parlando con i parenti gli ho detto con estrema chiarezza che l’unica cosa che le mie mani possono fare a questo punto, almeno questo, sicuramente, consiste nel tentare di ridurre al minimo i disagi di una respirazione affannosa e di una tosse cattiva e dolorosa che ogni tanto diventa convulsa.

Intanto si avvicina il quasi sicuro blocco intestinale causato in grandissima parte dai troppi farmaci che gli sono stati somministrati in massa, compresi la morfina per le crisi respiratorie più violente che però addormenta anche le fibre della muscolatura liscia intestinale e gli antibiotici che hanno ridotto pericolosamente le difese organiche nel tentativo di arginare quanto possibile il CA ma hanno tolto ogni desiderio di reagire e anche di nutrirsi, persino la forza di tenere aperti gli occhi.

Bravi, bravissimi, impeccabili nei loro camici bianchi i medici che si recano a suo domicilio per prestargli queste cure come proposto in ospedale dove hanno fatto capire senza mezzi termini che per loro ormai il vecchietto ha un piede nella fossa, quindi … buono solo per una impresa di pompe funebri … oltre alla beffa molto gratuita di consigliare “saggiamente” e molto umanamente di consentirgli ormai qualsiasi cosa chieda … quando non ha quasi più nemmeno la forza di deglutire un cucchiaino di acqua …

Per l’ennesima volta si sta ripetendo il balletto di rito della Medicina convenzionale accettato passivamente da tutti, o quasi: esami clinici in massa ora che un medico non ti “tocca” quasi più nemmeno di striscio, esami sicuramente necessari ma quasi sempre anche in eccesso e sinché si può, sino a quando possono venire sopportati dal paziente.

Ma di sicuro sino a quando economicamente sono convenienti per qualcuno e poi liste di medicinali prescritti in massa per la gioia delle Case Farmaceutiche senza tener conto appieno dell’effetto “intasamento” organico che possono creare ma sempre partendo dal presupposto che appena uno si ammala si possono ottenere risultati solo con la “chimica farmacologica” o peggio col bisturi e preoccupandosi di annullare i dolori più che ricercare le cause dei mali che lo generano.

Infatti quante volte i tumori che si presentano quasi sempre in modo all’inizio silenzioso, indolore e asintomatico tranne che con vaganti sintomi di malessere generale ma anche con segnali piccoli ma precisi (per chi li conosce più che per chi li avverte purtroppo) quante volte vengono diagnosticati troppo in ritardo invece che in tempi decenti per poterli affrontare con tutto quanto il Progresso ci ha insegnato e consente?

Se il rapporto umano medico paziente fosse come lo era una volta, come lo gestiva ad esempio mio padre, pediatra e chirurgo del secolo passato, quante meno sorprese sgradite e fuori tempi giusti per affrontare il male come si deve e prima che sia diventato troppo forte e invasivo …

Per non parlare della prevenzione che, tanto per cambiare, spesso si riduce solo ai soliti esami clinici” e poco più … ma che suscita tanta fiducia, tante sicurezze soprattutto nel paziente … non dimenticherò mai le parole di quella donna anziana da me involontariamente avvicinata davanti ad una bancarella al mercato e che ho indiscretamente ascoltato mentre stava confidando ad una conoscente di aver passato un brutto periodo in cui la salute proprio la aveva abbandonata ma poi il medico le aveva prescritto tanti esami clinici e lei adesso già si sentiva tanto meglio …

Poveri noi.

Chissà quale medico può poi spiegarmi perché quando appoggio la mano sinistra sul petto del vecchietto, lui socchiude gli occhi, inizia ad ansimare di meno, si fanno più rari anche i colpi di tosse con cui cerca di reagire alla scomoda ed invasiva massa che lui crede esser catarro, il respiro si fa meno incerto, e mentre un sorriso gli si dipinge faticosamente sul volto mi cerca l’altra mano e la tiene stretta … e così è per tutto il tempo che riesco a dedicargli mentre talvolta mi sento puntati sulla nuca i furtivi sguardi di qualche raro ma immancabile parente “di passaggio” che proprio “non capisce”…

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Una Risposta to “VIALE DEL TRAMONTO”

  1. Giuseppina Says:

    Visto che, a quanto pare, sono un po’ imbranata e non riesco a “cliccare” su “mi piace” né a seguire le istruzioni per far si che ciò sia possibile, d’ora in poi scriverò nel commento ai vari articoli a seguire ed a questo: MI PIACE.


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