NON SAPEVO PIU’ CAMMINARE …

25 febbraio 2015

ins

Vi siete mai chiesti qual’é il senso profondo per cui ad esempio 6×9=54 come 9×6= 54 oppure 3×7=21 come 7×3=21 e così via su e giù per la tavola delle tabelline, quella tavola di cui si tende a non tener più tanto conto e a non ritenere necessario di farla imparare a memoria in molte scuole “all’avanguardia” dove magari si insegna matematica attraverso l’insiemistica?

Sistema subdolo, perché quando lo assorbi a livello istintuale, tutto inizia a venire gestito in automatico secondo quei principi sui quali dissento per un unico motivo: la scarsa velocità di calcolo “materiale” dei nostri neuroni, incredibilmente più efficienti di un Pc in alcune funzioni, ma in altre meccanicamente molto più piatte come quelle dell’ultimo della pista.

Adesso poi col telefonino che tra le sue varie app contiene anche la calcolatrice, oltre a Google e Gps e di tutto e di più, basta non ragionare e funzionare solo come passive stazioni riceventi … che senso ha, mi sento dire, fare questo immane sforzo di imparare a memoria tutte quelle sequenze così aride ed affidate solo ad una piccola ma importantissima ed incorruttibile banca dati residente nel cervello?

Poi quando c’è da calcolare ad es. 4×3 è pure facile fare 4+4+4 che fa 12 … sì, lo riconosco, ma ti voglio vedere a fare 9×8 ,,, 9+9+9+9+9+9+9+9 che fa sempre 72 ma ora che ci arrivi, e il tuo cervello non è così veloce come anche il più piccolo o vecchio Pc …

Quel che però mi preme mettere in risalto è quella legge di reciprocità, di intercomunicazione dati che sembra legare logicamente non solo delle aride cifre matematiche ma pare proprio pilotare qualsiasi manifestazione di vita a partire dalle energie invisibili di quella minerale, a quella vegetale, a quella animale ed anche più su, volendo parlare di Spirito.

In effetti esistono sempre delle reciprocità, non ci può esser bene senza male, pieno senza vuoto, luce senza buio e via andare in ogni cosa terrena.

Lo stesso corpo umano che apparentemente è fatto tutto di un unico pezzo, è invece composto da due parti ben distinte, mai perfettamente uguali, che però lavorano sempre assieme sino a quando qualche trauma (soprattutto cerebrale) non interviene malauguratamente e blocca o altera questi equilibri.

Tempo fa, leggendo alcune considerazioni di Therese Bertherat che per me è come uno spirito guida delle terapie che eseguo ormai quasi quotidianamente, mi aveva molto colpito la descrizione di un esercizio di “Antiginnastica” che coinvolgeva solo un lato solo del corpo trattato lasciando alle capacità di ri-auto equilibrarsi dell’organismo per attivare determinati processi autoterapeutici proprio per emulazione.

Cosa possibile e realizzabile grazie ai processi biologici del corpo che cercano sempre e comunque di stabilire degli equilibri interni.

Adesso scendiamo sulla Terra e lasciamo le filosofie ben incorniciate dove si trovano.

Da un paio di mesi sto aiutando una persona colpita da ictus, come ho già raccontato, che non è stata aiutata a riprendersi per tempo da chi DOVEVA farlo, subito, appena uscita dal coma indotto, solo per stupide questioni burocratiche (e probabilmente amministrative) intervenendo subito.

Cosicché presenta ad oggi seri problemi non tanto meccanici di deambulazione quanto psicologici tipo insicurezza sulle proprie capacità di rimanere in equilibrio in posizione eretta e di muovere quindi l’arto offeso in sicurezza.

Proprio a conferma di questo va detto che questa persona si sente incredibilmente più sicura quando sposta il proprio peso sulla gamba che era rimasta offesa piuttosto che sull’altra che riesce a muovere correttamente in ogni senso articolare quando si trova in posizione sia prona che supina, mentre i problemi sorgono nell’uso dell’altro arto che facilmente accusa dolori muscolari da contrattura specie a partire dal bicipite femorale della gamba sinistra (offesa) sino giù, sino ai muscoli estensori e a quelli adduttori delle dita del piede.

Dopo un paio di mesi di trattamenti manuali locali sono riuscito a farle riprendere quasi completamente e anche se con estrema fatica e molto difficoltosa concentrazione mentale l’uso delle articolazioni delle dita del piede e della caviglia anche se ancora ci sono dei grossi problemi (sempre e solo mentali) ad articolare l’inclinazione del piede verso l’esterno.

Che ci crediate o no i miei risultati li ho raggiunti (dopo un lungo percorso propedeutico di rilassamento fisico mentale in cui “forzo” questa persona ogni volta che viene da me) trattando più la gamba sana che quella offesa, e comunque sempre distribuendo ogni altro mio gesto su tutte e due assieme.

Come diceva mia nonna?… parlare all’asino perché intenda il conducente?

Nulla di straordinario, mi piaceva raccontare di questo sistema decisamente fuori dalle righe che magari viene utilizzato da chissà quanti terapeuti con tanto di diploma e che mai me lo hanno confessato.

Una piccola aggiunta: una nuova “diversa” che ha iniziato a seguire il mio blog, si presenta fra altre anche con queste fantastiche righe:

Non importa se ciò che leggi ti piace o no, l’importante è ciò che hai letto crei in te una riflessione.

[Non tutte le pietre lanciate in uno stagno fanno i cerchi sull’acqua]

 

WOW, non sapevo di avere ALTRI gemelli … oltre a quei tre o quattro (poveretti) che già conosco.

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