Cara FRANCA …

28 febbraio 2015

The Burj Khalifa stands in Dubai

Questo post lo faccio uscire apposta oggi che è sabato e quando di solito sono pochi quelli che vengono a leggermi.

Io dovrei dare più spesso retta alla mia amica (e saltuaria lettrice) Lia, che non cessa mai di sgridarmi perché i miei Post sono troppo lunghi, che troppo spesso sono logorroico, che ho il vizio di montare in cattedra e che scrivo come se fossi convinto che le cose le devo spiegare allo spasimo perché forse sono convinto che il mondo è popolato da troppi stupidi, poi c’è dell’altro … ma ho pietà dei vostri occhi e delle vostre orecchie e non ve lo sto a raccontare.

Peccato, dico io, non aver sempre a che fare con persone come la mia ex insegnante di Biopranoterapia, Franca Navotti che ho con gioia rincontrato andandola a trovare nel suo Istituto dopo anni, proprio ieri.

Una persona veramente diversa, fisicamente uno scricciolo ma psicologicamente alta come il grattacielo della foto, una donna a cui tra mille altre qualità è impossibile raccontar storie (come è meglio fare anche con me, la Natura ha regalato a entrambi filtri incredibilmente efficienti e rapidi, non si tratta di meriti personali) una persona con cui grazie a certe affinità talvolta non mi è nemmeno necessario finire un discorso iniziato da poco perché la comunicazione si è già completata in silenzio con uno scambio energetico a livello mentale e senza possibilità di fraintendimenti mentre ci si sorride a vicenda compiaciuti della sintonia reciproca.

Ma soprattutto una persona con cui è possibile parlare a ruota libera anche di tanti fatti personali “anomali” e improbabili secondo le credenze comuni, fatti ritenuti dai ragionieri della vita perlopiù fantasie, frutto di voli mentali troppo fantastici oppure magari inventati di sana pianta solo per millantare capacità particolari, mentre invece rappresentano realtà veramente pesanti da portare.

Una persona con cui permettersi di fare serenamente a ruota libera confidenze e anche scambi di idee sulle proprie ipersensibilità, su quel dono/maledizione di sapere sempre se uno ti sta raccontando una frottola oppure no, di intuire i pericoli prima che ti capitino addosso, di saper leggere anche se a grandi linee, quello che sta passando per la mente di chi ti sta parlando magari di tutt’altro argomento, di andare vicino al telefono di casa prima che si metta a squillare un attimo dopo, di riuscire ad avvertire talvolta accanto a sé presenze particolari, di poter “sentire” in ogni istante se le persone a cui si vuol bene sono in difficoltà o pericolo … di sentire con le mani quanto è spessa in quel momento l’aria che sta attorno … e che varia di intensità a seconda del tipo di individui più vicini fisicamente, o del loro “status”di salute, sentire se chi ti sta davanti sta bene o è ammalato … o se sta per ammalarsi anche gravemente in modo del tutto asintomatico e se puoi fare qualcosa anche per lui.

Che peccato nella vita doversi sempre chiedere se è il caso o meno di alzare delle cautele protettive anche quando si offre per costume mentale la propria chiarezza, la propria onestà e disponibilità …

Non si sa mai quel che torna indietro.

Forse però è meglio che di persone come quelle che sto descrivendo e consentitemelo con beneficio d’inventario se non mi conoscete personalmente, anche come me, ce siano in giro poche e che continuiamo a indossare tranquillamente nel nostro mondo la maschera dell’innocuo pulcinella, almeno sino a quando ce la facciamo.

 

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2 Risposte to “Cara FRANCA …”

  1. Grassi Lia Says:

    Ciao Prof…..in effetti è stata una giornata molto emozionante…io amo il Maestro Franca, donna eccezionale…..per il resto l’articolo mi ha fatto sorridere tanto..ahahahahahahahahaha…. A proposito, non sono una lettrice saltuaria, leggo sempre gli articoli che pubblichi,MA non sempre arrivo fino in fondo o leggo tutte le parti…ahahahahahahahaha…comunque, CONTINUA A SCRIVERE.. e ricorda, secondo me, devi scrivere un diario di VIAGGIO! ….CIAO

    • curlilriccio Says:

      Perché ti ho fatto sorridere … per il resto?
      C’é poco da sorridere, è una tragedia che degli esseri umani che teoricamente possiedono la medesima dimensione di massa cerebrale vivano spesso nell’incomunicabilittà più completa.
      Quando poi due “diversi” si incontrano, non gli resta che fare uno sconsolato bilancio, tipo quello che l’altro ieri Franca faceva con me.
      Ad maiora.


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