UN MALE DI SCHIENA MOLTO PARTICOLARE

5 marzo 2015

sca2

Ho casualmente accompagnato mia moglie dal medico di base che doveva controllarle degli esami e così, già che non mi vedeva da almeno tre anni, giusto per farlo felice, gli ho detto di avere un doloretto nella schiena in zona scapola sn.

Ancora incredulo che gli avessi posto un problema, ha subito iniziato a tastarmi la schiena, la colonna vertebrale, insomma su e giù mentre io, invariabilmente, alle sue domande rispondevo sempre che il disturbo era localizzato nella zona della punta inferiore della scapola ma che era come se io lo avvertissi immediatamente sotto all’osso ma sopra alle costole, quindi non all’interno della cassa toracica in zona polmoni o muscolo cardiaco.

Probabilmente un colpo di freddo o uno strappo inavvertito.

E lui che continuava a tastare … sino a quando si è deciso a tornare alla scrivania e scuro in fronte con il suo Pc mi ha redatto e stampato impegnative di ogni tipo, dall’holter pressorio, agli esami del sangue, ad una Rx del torace, un ECG …

Esami che non farò eseguire assolutamente perché grazie alle mie conoscenze in anatomia da una parte, e dall’altra perché io ho un rapporto di conoscenza profonda col mio corpo fisico e di solito so individuare molto bene l’origine dei miei disturbi.

Almeno per problemi non troppo gravi, anche se …

L’osso triangolare della scapola, nella parte rivolta verso l’interno, non è mai perfettamente liscio e non è infrequente che nella zona del suo bordo estremo, grazie ad un movimento sciocco, rimanga impigliata sotto qualche microfibra di una delle moltissime fasce muscolari che ci consentono di fare grossi sforzi in ogni direzione.

Il Latissimus dorsi, i muscoli spinali ed infraspinali, i romboidei etc.

Una volta successa la piccola dislocazione subito inizia a crearsi anche un processo infiammatorio ed uno se la deve godere per qualche giorno, a meno di non conoscere un bravo chiroterapeuta, ma uno di quelli veramente competenti, che in quattro e quattr’otto rimette ogni cosa a posto e poi nel giro di 48 ore al massimo tutto è risolto.

Ci fosse ancora al mondo mio padre, mi avrebbe toccato appena la schiena ed avrebbe subito fatto la diagnosi giusta invitandomi a mettere nottetempo in zona qualcosa di molto caldo e magari a prendere una Tachipirina.

Poi, tornato a casa, mi sono messo nelle posizioni giuste e da solo ho generato quelle compressioni che hanno liberato le fibre incriminate e già tutto era quasi a posto.

Pensate che cosa sarebbe successo se effettivamente si trattava di un problema cardiaco o ai polmoni ed io mi adattavo a fare richiesta per gli esami prescritti.

Minimo un mese di attesa, se era un tumore ai polmoni facevo in tempo a tirare le cuoia …

Come vedete è importantissimo conoscersi ed avere un buon rapporto col proprio corpo, non c’è bisogno di studiare per diventare professori, magari invece che perdere tempo giocando col telefonino, informarsi, chiedere consigli a persone di fiducia e veramente competenti, leggere, cercare di capire …

Parole al vento, lo so.

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